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ASSEGNI, CONTANTI, LIBRETTI E TITOLI AL PORTATORE: LE NUOVE REGOLE ANTIRICICLAGGIO
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Scheda Pratica di Rita Sabelli e Simone Franci
29 aprile 2008 0:00
 
Ultimo aggiornamento: 17/2/2016

Il 29 Dicembre 2007 e' entrato in vigore il cosiddetto "decreto antiriciclaggio", il D. Lgs. n.231 del 21 Novembre 2007 che recepisce la Terza Direttiva Antiriciclaggio/Antiterrorismo (N. 2005/60/CE), volta a prevenire il riciclaggio di fondi di provenienza illecita ed il finanziamento del terrorismo internazionale.
Con tale normativa sono stati introdotti nuovi obblighi e/o divieti finalizzati a rafforzare l’effetto del preesistente impianto giuridico, in modo da rendere tutto il quadro normativo più aderente alle esigenze di contrasto dei fenomeni del riciclaggio e del terrorismo.

La normativa, entrata in vigore il 30/4/2008, fissa obblighi e/o divieti per la circolazione dei contanti, degli assegni e dei libretti e titoli al portatore. Più precisamente, è fissata una soglia all'utilizzo del contante (oltre la quale si devono utilizzare mezzi di pagamento alternativi), e soglie per l'utilizzo degli assegni trasferibili, i vaglia, i libretti di deposito, etc.

Nel dettaglio la soglia di utilizzo del contante, partita da 12.500 euro, è stata modificata più volte, l'ultima dalla Legge di Stabilità 2016 che l'ha portata da 1.000 euro a 3.000 euro. Resta a 1.000 euro la soglia per gli assegni (bancari e circolari) trasferibili, i vaglia (postali e cambiari), i libretti di deposito al portatore e per i trasferimenti in contanti nell'ambito dei servizi di pagamento, ovvero quando dietro compenso un prestatore di servizi trasferisce contanti da un soggetto ad un altro.

Vediamo le regole nel dettaglio. 
Indice scheda 
CONTANTE E TITOLI AL PORTATORE
ASSEGNI BANCARI, CIRCOLARI E POSTALI
LIBRETTI AL PORTATORE
COMUNICAZIONI AL FISCO
RIFERIMENTI NORMATIVI
LINK UTILI

CONTANTE E TITOLI AL PORTATORE
E' vietato effettuare pagamenti tramite trasferimenti di contante, di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore in euro o in valuta estera quando il valore dell'operazione sia pari o superiore a 3.000 euro (vedi nota *).  Sono vietati anche i pagamenti frazionati che superino tale soglia, quando il frazionamento appaia artificioso.

La disposizione riguarda i trasferimenti fatti a qualsiasi titolo tra soggetti diversi. E' quindi vietato l'uso di contanti per compiere operazioni di qualsiasi natura e di importo uguale o superiore alla nuova soglia che avvengono tra privati.
Tali trasferimenti vanno fatti tramite le banche, le poste e gli istituti di moneta elettronica mediante disposizioni accettate per iscritto previa consegna della somma in contanti, ovvero mediante bonifici, carte di pagamento, etc. Il beneficiario ha diritto di ottenere il pagamento nella provincia del proprio domicilio entro tre giorni lavorativi successivi a quello dell'accettazione della banca (che dev'essergli comunicata dal debitore una volta ottenuta).

Passa a 3.000 euro (da 2.500) anche la soglia di negoziazione a pronti della valuta da parte dei cambiavalute.
Torna a 1.000 euro invece il limite massimo per i trasferimenti di contante tramite soggetti che svolgono attivita' di incasso e trasferimento fondi (i cosiddetti "money transfer" come Wester Union, Money Gram, Xoom, etc.etc.).

(*) limite in vigore dal 1/1/2016, in precedenza era di 1.000 euro.

Irregolarita' e sanzioni
Il trasferimento di contante o libretti al portatore per operazioni di importo pari o superiori ai 3.000 euro e' punibile con una sanzione amministrativa variabile dall'1 al 40% dell'importo del trasferimento, di minimo 3.000 euro. Tali sanzioni vengono irrogate dal Ministero dell'economia con applicazione della legge 689/81 (sanzioni amministrative). 

Se la violazione supera i 50.000 euro la sanzione minima e' aumentata di 5 volte.
Se la violazione non supera i 250mila euro e' possibile effettuare il pagamento della sanzione in misura ridotta, versando il 2% o il 10% (doppio del minimo) dell'importo del trasferimento di denaro entro 60 giorni dalla notifica della contestazione.

Le sanzioni suddette non si applicano per violazioni commesse tra il 6/12/2011 e il 31/1/2012 quando riferite a importi compresi tra i 1.000 e i 2.500 euro. 

ASSEGNI BANCARI, CIRCOLARI E POSTALI
Obbligatorieta' della clausola "non trasferibile"
Non e' possibile emettere un assegno bancario o postale per un importo pari o superiore a 1.000 euro senza apporre la clausola "non trasferibile" e senza aver indicato il nome o la ragione sociale del beneficiario.
Rimane possibile intestare l'assegno di importo uguale o superiore ai 1.000 euro a proprio ordine -con le formule "mio proprio", " a me medesimo", etc.- ma lo stesso sara' sempre, in ogni caso, "non trasferibile" ed utilizzabile solo per l'incasso di denaro (si vedano le nuove regole sulla girata, inserite piu' avanti).

Tutti gli attuali libretti di assegni sono gia' muniti della clausola "non trasferibile". Tale clausola impedisce la girata dell’assegno e rende lo stesso un titolo nominativo, consentendone l’incasso al solo beneficiario.
La banca negoziatrice di un assegno "non trasferibile" che effettua il pagamento a persona diversa dal beneficiario si assume il rischio di una eventuale contestazione del pagamento da parte dell’effettivo prenditore.

Per ottenere assegni senza la clausola si deve fare una specifica richiesta scritta alla banca o alla posta. Detti assegni, detti anche in forma libera, potranno essere utilizzati SOLO per importi inferiori ai 1.000 euro (vedi nota *). Se si compilano assegni di importo uguale o superiore la clausola "non trasferibile" dev'essere apposta a mano da chi firma l'assegno.
 
La richiesta di assegni in forma libera comporta l'obbligo di pagare 1,5 euro per ciascun assegno. Questa somma e' dovuta a titolo di imposta di bollo che la banca (o posta) dovra' poi riversare all'erario. I libretti consegnati ai clienti prima di tale data non sono soggetti a tale imposta e possono essere utilizzati fino a loro esaurimento nel rispetto, ovviamente, delle nuove regole.
Stessa cosa per gli assegni "vecchi" ancora in possesso dei clienti. Essi possono circolare fino a loro esaurimento nel rispetto delle nuove regole entrate in vigore il 30/4/08.

Tutte le novita' suddette si applicano anche agli assegni circolari e ai vaglia postali e cambiari.

Regole sulla girata
Come gia' visto possono essere girati solo gli assegni emessi in forma libera di importo inferiore ai 1.000 euro. Questa regola vale sempre, sia utilizzando i nuovi libretti sia utilizzando quelli vecchi.

Gli assegni emessi all'ordine dell'emittente (con le espressioni "mio proprio", "a me medesimo", "m.m.", etc.) possono essere girati -per l'incasso- SOLO ad una banca o alle poste. Essi quindi vengono sempre ritenuti NON TRASFERIBILI (indipendentemente dal loro importo) e non possono piu' essere utilizzati per pagare ma solo per incassare contanti. Nella girata "per l'incasso" non e' obbligatorio riportare il codice fiscale, ma rimane l'obbligo per la banca di appurare e verificare l'identita' del soggetto che ha presentato l'assegno.

Anche queste novita' si applicano, oltre che agli assegni bancari e postali, anche a quelli circolari e ai vaglia postali e cambiari.

Ricordiamo che dal 25/6/2008 non e' piu' obbligatorio inserire il codice fiscale nelle girate (obbligo inserito in prima fase dal d.lgs.231/07).

Violazioni, conseguenze
Gli assegni di importo uguale o superiore ai 1.000 euro (vedi nota *) emessi senza la clausola "non trasferibile" o senza il nome o la ragione sociale del beneficiario sono pagabili dalle banche e dalle poste ma vige su queste obbligo di segnalare l'irregolarita' al Ministero dell'economia e delle finanze. Questo potra', conseguentemente, comminare una sanzione amministrativa variabile dall' 1 al 40% dell'importo dell'assegno, di minimo 3.000 euro. Sono solidalmente responsabili in tal senso il traente, il beneficiario e tutti gli eventuali giranti.
Se la violazione non supera i 250mila euro e' possibile effetuare il pagamento della sanzione in misura ridotta, versando il 2% (doppio del minimo) dell'importo dell'assegno entro 60 giorni dalla notifica della contestazione.

Le irregolarita' relative agli assegni emessi all'ordine dell'emittente ("mio proprio") e girati ad altro soggetto sono ugualmente segnalate pur se la banca (o posta) e' tenuta a pagarli ugualmente qualora la girata sia ovviamente corretta. Le sanzioni amministrative variano sempre dall'1 al 40% dell'importo dell'assegno (e il minimo e' sempre 3.000 euro) e sono solidalmente responsabili sia il traente che i giranti.In questo caso non e' prevista la possibilita' di pagare la sanzione ridotta.

Se la violazione supera i 50.000 euro le sanzioni applicabili variano dal 5% al 40%, sempre con minimo di 3.000 euro.

Le sanzioni suddette non si applicano per violazioni commesse tra il 6/12/2011 e il 31/1/2012 quando riferite a importi compresi tra i 1.000 e i 2.500 euro. 

LIBRETTI AL PORTATORE
Non si possono aprire libretti di deposito al portatore per importi pari o superiori a 1.000  euro. I libretti al portatore, lo ricordiamo, sono quelli pagabili direttamente al possessore che li presenti allo sportello per l'incasso.
I libretti di importo uguale o superiore a 1.000 euro devono quindi essere tutti nominativi, intestati ad una precisa persona.

Se il libretto al portatore viene ceduto ad un altro soggetto, entro 30 giorni da tale cessione si devono comunicare alla banca (o posta) i dati del nuovo possessore, la sua accettazione e la data di cessione.

I libretti di risparmio, in ogni caso, non devono essere anonimi od avere intestazione fittizia.

I libretti al portatore gia' circolanti aventi saldo uguale o superiore a 1.000 euro devono essere regolarizzati entro il 31 marzo 2012 in uno di questi modi:
- estinzione del libretto con incasso della somma. Se il libretto e' stato nel frattempo ceduto, serve l'autocertificazione o la comunicazione del cedente dette sopra;
- prelievo della somma eccedente i 1.000 euro, in modo da portare il saldo ad un importo inferiore a tale cifra;
- trasformazione del libretto in libretto nominativo.

Le banche e le poste sono tenute, per legge, a diffondere capillarmente dette informazioni a tutta la clientela interessata. Rivolgersi alla propria banca o ufficio postale e' quindi il primo adempimento per chi possiede libretti al portatore.

Utilizzo scorretto, sanzioni
Se non si provvede a regolarizzare i vecchi libretti oppure se non si comunicano entro 30 giorni i dati della persona a cui si cede il libretto al portatore, si rischia di vedersi applicare una sanzione amministrativa variabile dal 30% al 40% del saldo del libretto, di minimo 3.000 euro (nuove sanzioni dal 17/10/2012, in precedenza erano variabili dal 10 al 20%). Se il saldo del libretto al portatore e' inferiore a 3.000 euro la sanzione applicabile e' uguale al saldo. 

Se il saldo del libretto al portatore arriva ad essere pari o superiore a 1.000 euro, il rischio e' invece di vedersi applicare una sanzione amministrativa variabile dal 20% (30% dal 17/10/2012) al 40% del saldo stesso, di minimo 3.000 euro.  Se il saldo del libretto al portatore e' inferiore a 3.000 euro la sanzione e' uguale al saldo.

Le sanzioni vengono applicate dal Ministero dell'economia e delle finanze dietro segnalazione delle stesse banche o poste, segnalazione specificatamente prevista dalla legge da farsi entro 30 giorni da quando l'illecito e' rilevato.

Le sanzioni suddette non si applicano per violazioni commesse tra il 6/12/2011 e il 31/1/2012 quando riferite a importi compresi tra i 1.000 e i 2.500 euro. 

COMUNICAZIONI AL FISCO
Tra i vari dati che la Banca e' obbligata a comunicare al fisco, si aggiungono quelli relativi ai soggetti ai quali siano stati rilasciati libretti di assegni bancari o postali in forma libera o che abbiano richiesto assegni circolari o vaglia postali in forma libera nonche' di tutti i giratari e di coloro che li abbiano presentati all'incasso. 
Le banche (e poste) sono anche obbligate a segnalare qualsiasi violazione delle regole antiriciclaggio della quale venissero a conoscenza sia al Ministero dell'economia che direttamente all'Agenzia delle entrate con attivazione di controlli fiscali.

RIFERIMENTI NORMATIVI

- D.lgs.231/07 (la parte di interesse e' agli art.49, 50, 51 e 58) modificato dal D.lgs.151/2009 e dal D.lgs.169/2012
Importi della soglia modificati via via da:
*Dl 112/2008, art.32 (da 5.000 a 12.500 euro)
*Dl 78/2010, art.20 (da 12.500 a 5.000 euro)
*Dl 138/2011, art.2 (da 5.000 a 2.500 euro)
*Dl 201/2011 art.12 (da 2.500 a 1.000 euro)
*Legge di Stabilità 2016 (legge 208/2015) art.1 commi 898/899 (da 1.000 a 3.000 euro)

Per le sanzioni si vedano
- Nota Ministero dell'economia e delle finanze di Agosto 2010 prot.281178
- Circolare Ministero dell'economia e delle finanze n.2/2012

LINK UTILI 
- Scheda pratica CONTANTI: GUIDA AI LIMITI DI UTILIZZO
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