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La scritta 'Italy' sulle etichette dei capi non garantisce la provenienza italiana (Cassazione sentenza n.38931 del 24/8/2017)
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Sentenza 
24 agosto 2017 9:53
 
La questione esaminata riguarda l'importazione di t-shirts sulle quali era stata aggiunta un'etichetta con riferimenti più o meno vaghi al sito internet dell'azienda che a parere dei giudici (anche del Tribunale) andava a spostare l'attenzione del consumatore sull'estensione finale "Italy" rispetto alla provenienza (cinese) del prodotto stesso, peraltro neppure indicata nella prima e molto simile etichetta. 
La Corte di Cassazione ha precisato che: "Costituisce fallace indicazione, anche qualora sia indicata l'origine e la provenienza estera dei prodotti o delle merci, l'uso di segni, figure, o quant'altro possa indurre il consumatore a ritenere che il prodotto o la merce sia di origine italiana". Nel caso specifico il produttore/importatore aveva aggiunto una seconda etichetta che, richiamando la struttura di una stringa web, aveva per obiettivo proprio solo e quello di disorientare un consumatore anche "mediamente attento" ai requisiti del prodotto acquistato. La Terza sottolinea che il sito internet indicato nell'etichetta aggiuntiva era stato inizialmente creato per facilitare la commercializzazione del prodotto, ma che in realtà la fattispecie analizzata riguarda una semplice commercializzazione in Italia di capi interamente prodotti all'estero e "recanti fallaci indicazioni di provenienza italiana".
 
 
 
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