Martedì 23 giugno 2026
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Ambiente

ELETTROSMOG

Scheda · Primo Mastrantoni ·
Ultimo aggiornamento: 18/12/2025

ANTENNE PER CELLULARI
Quando si parla di elettrosmog il pensiero va immediatamente alle antenne per la telefonia mobile, che suscitano una forte opposizione nella popolazione a causa delle onde emesse dai "tralicci" collocati sulle terrazze dei palazzi.
Questi apparati si compongono di antenne che trasmettono il segnale al telefono cellulare e di antenne che ricevono il segnale trasmesso dal cellulare stesso. L'aumento vertiginoso dei possessori di telefonini (la penetrazione è ormai superiore al 100% con oltre 100 milioni di SIM attive in Italia), determina un aumento delle stazioni fisse, soprattutto nelle città, il che desta preoccupazione per la salute pubblica.
La diffusione delle antenne è amplissima: si stima che sul nostro territorio ci siano oltre 100.000 antenne per le reti 2G, 3G, 4G e 5G. Come riconoscere le antenne per i cellulari? Quelle più comuni sono parallelepipedi alti 2 metri e larghi 30 centimetri, hanno una potenza da 10 a 100 volte inferiore a quelle degli impianti radiotelevisivi, trasmettono su un angolo verticale di 5-10 gradi e orizzontale di 50-60 gradi. La cosa che pochi sanno è che chi ha gli impianti sulla testa, cioè sul tetto di casa propria, non corre alcun rischio così come le persone distanti un centinaio di metri.
Anche il telefonino è un ricetrasmettitore, che tramite l'antenna irradia onde la cui potenza decresce all'aumentare della distanza dall'antenna stessa. In questo caso però la fonte si trova vicino alla testa dell'utente. Gli studi hanno dimostrato che esposizioni ad elevate intensità di campo elettromagnetico possono generare nell'uomo un effetto termico, cioè il riscaldamento del corpo, o di sue parti esposte alle radiazioni che segue all'assorbimento dell'energia elettromagnetica.
IMPORTANTE AGGIORNAMENTO NORMATIVO: Il decreto del Ministero delle poste e delle telecomunicazioni del 20 giugno 1995, n. 458, che riportava l'avvertenza sui 20 cm di distanza dall'antenna, è stato abrogato dal Codice delle comunicazioni elettroniche (D.Lgs. 259/2003). La disciplina attuale per la sicurezza dei dispositivi mobili è regolata dai valori SAR (Specific Absorption Rate) stabiliti dalla normativa europea e recepita in Italia.
Di seguito una sintesi di uno studio del WWF, che mostra come l'uso dell'auricolare riduca dal 70% al 90% circa l'esposizione alle radiazioni.

ELETTRODOMESTICI
Pensare alla telefonia cellulare come unica fonte di elettrosmog è ovviamente riduttivo. Letteralmente si può dire che le onde elettromagnetiche ci avvolgono, perché generate da apparecchi elettrici. Forni a microonde, personal computer, asciugacapelli, rasoi elettrici, frigoriferi, radiosveglie, televisione, spazzolino elettrico, lavastoviglie, lavatrice, ferro da stiro, aspirapolvere, lampada, trapano, ecc., generano onde elettromagnetiche. L'intensità di queste onde si esaurisce a distanza di pochi centimetri, come è visibile dalla tabella. 
  campo magnetico espresso in micro Tesla alla distanza di:
  3 cm 30 cm 100 cm
ASCIUGACAPELLI 6 - 2000 < 0,01 - 1 < 0,01 - 0,3
RASOIO ELETTRICO 15 - 1500 0,08 - 7 < 0,01 - 0,3
LAVATRICE 0,8 - 50 0,15 - 3 0,01 - 0,15
LAVASTOVIGLIE 3,5 - 20 0,6 - 3 0,07 - 0,3
FORNO A MICRONDE 75 - 200 4 - 8 0,25 - 0,6
FORNO ELETTRICO 1 - 50 0,15 - 0,5 0,04 - 0,091
FRIGORIFERO 0,5 - 1,7 0,01 - 0,25 < 0,01
FERRO DA STIRO 8 - 30 0,12 - 0,3 0,01 - 0,025
ASPIRAPOLVERE 200 - 800 2 - 20 0,13 - 2
TELEVISORE 25 - 50 0,04 - 2 < 0,01 - 0,15
LAMPADA DA TAVOLO 40 - 400 0,5 - 2 0,02 - 0,25
TRAPANO 400 - 800 2 - 3,5 0,08 - 0,2
 
 
RIPETITORI RADIOTELEVISIVI
Particolarmente insidiose sono le antenne radiotelevisive, i cosiddetti ripetitori, perché devono "coprire" aree piuttosto vaste per arrivare nelle abitazioni distanti anche decine di km. Per questo hanno potenze d'emissione piuttosto elevate.

ELETTRODOTTI
Ovviamente un campo elettromagnetico viene prodotto dagli elettrodotti la cui tensione può raggiungere valori elevati, fino a 380.000 Volt (380 kV).
L'azione di questi campi si esplica su distanze di decine di metri. Il campo elettrico è schermato da edifici e alberature mentre non lo è il campo magnetico. Qui di seguito la tabella indica il valore del campo elettrico e magnetico in relazione alla distanza da un elettrodotto.
Elettrodotti Campo elettrico e magnetico alla distanza di
 
380 kV 24m 28m 41m 59m 84m 134m 190m
Campo Elettrico (V/m) 1150 830 399 176 78 29 14
Campo Magnetico (micro Tesla) 5 3.8 2 1 0.5 0.2 0.1
 
ELF E ALTE FREQUENZE. I LIMITI. UNITÀ DI MISURA
In sintesi l'elettrosmog (inquinamento elettromagnetico) è costituito da due componenti: una a bassa frequenza (ELF, extremely low frequencies) emessa da elettrodotti, linee ed apparecchiature elettriche ed una ad alta frequenza (RF, radio frequency e microonde) generata da antenne trasmittenti quali le stazioni radiobase per la telefonia cellulare, i ponti ripetitori radiotelevisivi e telefonici, gli apparati di radiotrasmissione in genere, inclusi i telefonini e i forni a microonde. Le radiazioni a bassa e alta frequenza si dicono non ionizzanti (NIR) per distinguerle da quelle ionizzanti (IR), cioè i raggi gamma, X e ultravioletti.
AGGIORNAMENTO LIMITI 2024-2025:
Per le basse frequenze (ELF) i limiti rimangono invariati:
Limite di esposizione: 100 micro Tesla
Valore di attenzione: 10 micro Tesla
Obiettivo di qualità: 3 micro Tesla
Per le alte frequenze (radio frequenze e microonde) - IMPORTANTE MODIFICA:
Con la Legge di Bilancio 2024 (L. 214/2023, art. 10), dall'1 maggio 2024 sono in vigore i nuovi limiti:
Limiti di esposizione: 20 V/m (invariati)
Valori di attenzione: 15 V/m (precedentemente 6 V/m)
Obiettivi di qualità: 15 V/m (precedentemente 6 V/m)
La Raccomandazione comunitaria fissa il valore limite per le basse frequenze in 100 micro Tesla e per le alte frequenze il limite è di 41,2 V/m per le frequenze tipiche della telefonia cellulare a 900 MHz, e di 58,3 V/m per quelle a 1800 MHz.
Per i lavoratori, il D.Lgs. 81/2008 (Allegato XXXVI) stabilisce valori limite di esposizione (VLE) e valori di azione (VA) distinti per effetti non termici (0 Hz - 10 MHz) ed effetti termici (100 kHz - 300 GHz), in recepimento della Direttiva 2013/35/UE.
Per quanto riguarda i cellulari, si utilizza il SAR (tasso di assorbimento specifico), per il quale esistono riferimenti normativi europei (limite di 2 W/kg).
Il Tesla (T) è un'unità di misura del flusso di induzione elettromagnetica prodotto dalla corrente (A).
Il Volt/metro (V/m) è l'unità di misura del campo elettrico prodotto dalla tensione (V).

GLI EFFETTI DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI
L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha predisposto un progetto per lo studio dei campi elettromagnetici, con il compito di studiare scientificamente tali campi e i loro effetti sulla salute umana. Recentemente l'OMS ha diffuso un documento sull'argomento dove non esclude il rischio da elettrosmog: la gran parte degli studi presi in esame ammette un possibile incremento del rischio di leucemia infantile, associato all'esposizione a campi elettrici e magnetici.
Nel giugno 2001, un gruppo di lavoro della IARC (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro), formato da scienziati esperti nel settore, ha esaminato gli studi relativi alla cancerogenicità dei campi elettrici e magnetici statici ed ELF. Usando la classificazione standardizzata della IARC, che soppesa i dati di studi sull'uomo, sull'animale e di laboratorio, i campi magnetici ELF sono stati classificati come possibilmente cancerogeni per l'uomo, sulla base degli studi epidemiologici relativi alla leucemia infantile.
"Possibilmente cancerogeno per l'uomo" è una classificazione usata per connotare un agente per il quale vi sia una limitata evidenza di cancerogenicità nell'uomo ed un'evidenza meno che sufficiente negli animali da laboratorio.

1. Agente cancerogeno per l'uomo (normalmente in base ad una forte evidenza di cancerogenicita' nell'uomo):
Asbesto (amianto)
Iprite
Tabacco
Radiazione gamma

2. Probabilmente cancerogeno per l'uomo (normalmente in base ad una forte evidenza di cancerogenicita' negli animali):
Gas di scarico dei motori diesel
Lampade solari
Radiazione UV
Formaldeide

3. Possibilmente cancerogeno per l'uomo (normalmente sulla base di una evidenza nell'uomo che e' considerata credibile, ma per la quale non si possono escludere altre cause):
Caffe'
Gas di scarico dei motori a benzina
Fumi di saldatura
Campi magnetici ELF

COSA FARE
Ridurre la propria esposizione ai campi elettromagnetici, limitando l'uso dei dispositivi elettrici ed aumentando la distanza da sorgenti che possono produrre campi relativamente elevati. Per l'uso del cellulare occorre servirsi dell'auricolare, limitare il tempo di conversazione, alternare l'orecchio, metterlo a distanza quando si riceve o si effettua una chiamata, non riporlo nel taschino, vicino al cuore, o nella tasca dei pantaloni, prossimo ai testicoli; non sostare davanti ad un forno a microonde e attendere qualche secondo prima di aprirlo. Per le basse frequenze basta allontanarsi di qualche decina di centimetri dagli elettrodomestici, due metri dalla tv, usare radiosveglie a pile, limitare l'uso del rasoio elettrico e dell'asciugacapelli (meglio quello fisso con tubo allungabile) e in ogni modo spegnere gli apparecchi elettrici se non si usano.

NORMATIVA EUROPEA
Raccomandazione 1999/512/CE del 12 luglio 1999 (G.U.C.E. n. L199 del 30/07/1999) del Consiglio, relativa alla limitazione dell'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici da 0 Hz a 300GHz.
Direttiva 2013/35/UE del 26 giugno 2013 relativa alle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dai campi elettromagnetici (che ha sostituito la Direttiva 2004/40/CE).

NORMATIVA NAZIONALE
Legge 22 febbraio 2001, n.36 - Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici.
Decreto Legislativo 1° agosto 2003, n. 259 - Codice delle comunicazioni elettroniche (ha abrogato gran parte della normativa precedente).
Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 - Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro, Capo IV del Titolo VIII (artt. 206-212) e Allegato XXXVI sui campi elettromagnetici (recepimento Direttiva 2013/35/UE).
Legge 31 dicembre 2023, n. 214, art. 10 - Innalzamento dei limiti per la telefonia mobile (valori di attenzione e obiettivi di qualità portati a 15 V/m).
Radiofrequenza (NORMATIVA ABROGATA O MODIFICATA)
Decreto legge 1 maggio 1997, n.115 - Abrogato dal Codice delle comunicazioni elettroniche.
Decreto del Ministero dell'Ambiente del 10.9.1998, n.381 - Come chiarito dal Consiglio di Stato (sent. n. 5175/2021), è stato "integralmente sostituito e abrogato dal D.P.C.M. 8 luglio 2003".
D.P.C.M. 8 luglio 2003 - Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) e ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz.
Elettrodotti
La normativa sugli elettrodotti rimane sostanzialmente invariata:
Regio decreto 11 dicembre 1933, n.1775 - Titolo III
D.P.R 18 marzo 1965, n.342 - Art.9
Legge 28 giugno 1986, n.339
D.M. 21 marzo 1988, n.449
D.P.C.M del 23.4.1992 (limiti 50 Hz)
D.P.C.M del 28 settembre 1995

Competenze e giurisprudenza consolidata
La giurisprudenza del 2025 ha definitivamente chiarito che la determinazione dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici costituisce competenza esclusiva dello Stato. Come stabilito dalla giurisprudenza amministrativa più recente, i Comuni non possono introdurre limitazioni alla localizzazione di stazioni radio base né incidere sui limiti di esposizione stabiliti dallo Stato, neppure mediante provvedimenti contingibili e urgenti.
Il principio di precauzione, come chiarito dalla giurisprudenza, "non conduce automaticamente a vietare attività che, in via di mera ipotesi soggettiva non suffragata da evidenze scientifiche, si assumano foriere di eventuali rischi per la salute privi di riscontro oggettivo e verificabile".
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