Sabato 6 giugno 2026
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Cara ADUC

trasloco linea tim fibra

22 maggio 2018
Domanda 22 maggio 2018
Buongiorno
sono in procinto di dover affrontare un trasloco, nello stesso comune a distanza di pochi km. Ho attivo da nemmeno 7 mesi un contratto con TIM per il servizio di FIBRA OTTICA. Dovendo traslocare anche quello ho avuto colloqui con vari operatori del 187 i quali mi confermano l'impossibilità di trasferire la fibra direttamente per impossibilità di sistemi informatici TIM, e di procedere seguendo una di queste due alternative:
1) chiedere la disattivazione in totale esenzione spese per loro impossibilità tecnica con PEC e contenuto che mi è stato dettato parola per parola direttamente dall'operatore 187, e la conseguente riattivazione come nuova linea perdendo il numero (non è un problema) al nuovo indirizzo
2) downgrade della vecchia linea da fibra ad adsl, trasloco al nuovo indirizzo dell'adsl, una volta fatto chiedere di nuovo l'upgrade in fibra ottica, e pagando il canone di trasloco di 73.20€
nonostante la prima alternativa mi sia stata consigliata direttamente da TIM e mi hanno anche spiegato i motivi economici (uscite del tecnico) del perchè sono disposti a farlo in esenzione spese, la mia paura è la seguente, ritrovarmi una fattura di cessazione della vecchia linea dell'ordine delle centinaia di euro, dovute a 99€ di disattivazione + 100€ di penale per recesso anticipato + rate mancanti del router fino a fine contratto.
Nell'eventualità si verifichi questa ipotesi che possibilità avrei io di far valere la mia posizione di impossibilità per loro problematiche da sistema e quindi veder annullati tutti i costi?
Grazie
Emanuele, da Lanuvio (RM)

Risposta ADUC
le sue paure sono infondate poichè La legge Bersani del 2007 ha abolito le "penali" per recesso anticipato dei contratti di telecomunicazione (telefonia, pay-tv, etc.), ed ha eliminato i termini di durata dei contratti.
La stessa legge ha tenuto però una “porta aperta” ai gestori telefonici precisando che sono addebitabili le “spese di disattivazione”, a patto che siano giustificate e prestabilite dal contratto.
Negli anni l’Autorità garante si è espressa in molti modi al riguardo, così come il Tar e il Consiglio di stato, considerando che molto spesso i gestori hanno camuffato le penali sotto forma di spese. Il succo è che le spese sono dovute se quantificate dal contratto (piano tariffario) e/o dalla carta dei servizi del gestore e approvate dall'AGCOM.
Quindi il ns. consiglio è di seguire la prima alternativa.
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