Cara ADUC
Connessione internet TIM debole o assente: come ottenere indennizzo o rescindere
Domanda
17 ottobre 2026
Buonasera,
è da quasi un anno che scrivo e chiamo l'assistenza TIM Telecom per connessione debole e talvolta mancante. Ogni operatore di Tim mi dice cose diverse rispetto al problema, una volta che sono i fili non funzionanti della cabina della fibra davanti a casa e che manderanno un tecnico a ripararlo, un'altra volta mi dicono che dipende dalle molteplici connessioni intorno a me per cui le linee sono occupate. Insomma scuse su scuse.
Più volte mi hanno dato appuntamento telefonico per la risoluzione del problema e puntualmente non hanno mai rispettato l'impegno dell'appuntamento telefonico facendomi perdere del tempo avendo io un lavoro di cui guadagno a provvigioni.
è da quasi un anno che scrivo e chiamo l'assistenza TIM Telecom per connessione debole e talvolta mancante. Ogni operatore di Tim mi dice cose diverse rispetto al problema, una volta che sono i fili non funzionanti della cabina della fibra davanti a casa e che manderanno un tecnico a ripararlo, un'altra volta mi dicono che dipende dalle molteplici connessioni intorno a me per cui le linee sono occupate. Insomma scuse su scuse.
Più volte mi hanno dato appuntamento telefonico per la risoluzione del problema e puntualmente non hanno mai rispettato l'impegno dell'appuntamento telefonico facendomi perdere del tempo avendo io un lavoro di cui guadagno a provvigioni.
Stefania dalla provincia di AR
Risposta ADUC
Gentile Stefania,
Capiamo la frustrazione per una situazione che si trascina da quasi un anno senza soluzione. Proviamo a chiarire quali strumenti ha a disposizione.
Se effettivamente il servizio di connessione risulta da tempo debole o assente rispetto a quanto contrattualizzato, lei ha diritto a un servizio conforme a quanto sottoscritto e, in caso di disservizio prolungato non risolto, a un indennizzo e, se lo desidera, anche al recesso senza penali per inadempimento dell'operatore.
Il percorso corretto è il seguente. Anzitutto è necessario un reclamo scritto formale all'operatore (non bastano le chiamate telefoniche, che vanno comunque tenute a mente con date e riferimenti se le ha annotate): l'operatore deve rispondere entro 45 giorni. Se non risponde o la risposta non è soddisfacente, il passaggio successivo è la conciliazione obbligatoria tramite la piattaforma ConciliaWeb di AGCOM (accesso con SPID o CIE), presso il Corecom territorialmente competente: questo passaggio è condizione necessaria prima di qualsiasi azione ulteriore, sia essa giudiziale o di definizione della controversia.
Se la conciliazione non va a buon fine, può scegliere tra due strade alternative: presentare istanza di definizione della controversia al Corecom (modulo GU14, entro 3 mesi dal verbale di mancata conciliazione, gratuita e senza bisogno di avvocato, con indennizzi automatici previsti dalle tabelle AGCOM per i giorni di disservizio), oppure rivolgersi al Giudice di Pace se vuole invece richiedere il risarcimento del maggior danno subito, compreso l'eventuale danno professionale legato ai mancati appuntamenti telefonici che le hanno fatto perdere tempo lavorativo: questo tipo di risarcimento, a differenza del semplice indennizzo, può essere riconosciuto solo da un giudice.
Le consigliamo di raccogliere fin da ora tutta la documentazione: date dei reclami, nomi o codici degli operatori contattati, screenshot di velocità della linea se disponibili, ed eventuali appuntamenti telefonici disattesi con relative date.
Per approfondire la procedura di conciliazione Corecom può consultare la nostra guida sulla conciliazione obbligatoria davanti al Corecom.
Per predisporre il reclamo scritto può utilizzare il nostro modulo per il reclamo in ambito telefonia.
Per approfondire: la nostra guida sul ricorso al Giudice di Pace.
Capiamo la frustrazione per una situazione che si trascina da quasi un anno senza soluzione. Proviamo a chiarire quali strumenti ha a disposizione.
Se effettivamente il servizio di connessione risulta da tempo debole o assente rispetto a quanto contrattualizzato, lei ha diritto a un servizio conforme a quanto sottoscritto e, in caso di disservizio prolungato non risolto, a un indennizzo e, se lo desidera, anche al recesso senza penali per inadempimento dell'operatore.
Il percorso corretto è il seguente. Anzitutto è necessario un reclamo scritto formale all'operatore (non bastano le chiamate telefoniche, che vanno comunque tenute a mente con date e riferimenti se le ha annotate): l'operatore deve rispondere entro 45 giorni. Se non risponde o la risposta non è soddisfacente, il passaggio successivo è la conciliazione obbligatoria tramite la piattaforma ConciliaWeb di AGCOM (accesso con SPID o CIE), presso il Corecom territorialmente competente: questo passaggio è condizione necessaria prima di qualsiasi azione ulteriore, sia essa giudiziale o di definizione della controversia.
Se la conciliazione non va a buon fine, può scegliere tra due strade alternative: presentare istanza di definizione della controversia al Corecom (modulo GU14, entro 3 mesi dal verbale di mancata conciliazione, gratuita e senza bisogno di avvocato, con indennizzi automatici previsti dalle tabelle AGCOM per i giorni di disservizio), oppure rivolgersi al Giudice di Pace se vuole invece richiedere il risarcimento del maggior danno subito, compreso l'eventuale danno professionale legato ai mancati appuntamenti telefonici che le hanno fatto perdere tempo lavorativo: questo tipo di risarcimento, a differenza del semplice indennizzo, può essere riconosciuto solo da un giudice.
Le consigliamo di raccogliere fin da ora tutta la documentazione: date dei reclami, nomi o codici degli operatori contattati, screenshot di velocità della linea se disponibili, ed eventuali appuntamenti telefonici disattesi con relative date.
Per approfondire la procedura di conciliazione Corecom può consultare la nostra guida sulla conciliazione obbligatoria davanti al Corecom.
Per predisporre il reclamo scritto può utilizzare il nostro modulo per il reclamo in ambito telefonia.
Per approfondire: la nostra guida sul ricorso al Giudice di Pace.
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