Cara ADUC
Successione senza testamento: come dividere i beni tra fratelli eredi
Domanda
15 ottobre 2026
Arrivata la dichiarazione di successione di mio cognato (fratello di mia moglie) che non ha lasciato testamento. Abbiamo un elenco di beni, principalmente fondi e un appartamento. Come arrivare a una divisione fra mia moglie e le 4 sue sorelle?
Da totale inesperto in materia credo che se il tutto fosse trasformato in denaro sarebbe facile. Ma è possibile? Dividere i fondi fra gli eredi la vedo difficile, anche perché fra le sorelle non corre buon sangue. Quale ente o persona ci potrebbe aiutare? C'è una consuetudine in materia? Molte GRAZIE
Agostino, dalla provincia di BO
Da totale inesperto in materia credo che se il tutto fosse trasformato in denaro sarebbe facile. Ma è possibile? Dividere i fondi fra gli eredi la vedo difficile, anche perché fra le sorelle non corre buon sangue. Quale ente o persona ci potrebbe aiutare? C'è una consuetudine in materia? Molte GRAZIE
Agostino, dalla provincia di BO
Risposta ADUC
Gentile Agostino,
In mancanza di testamento, l'eredità del fratello di sua moglie si divide secondo le regole della successione legittima tra tutti i fratelli/sorelle (presumiamo in parti uguali, se non ci sono altri eredi come coniuge o figli del defunto, o genitori ancora in vita, circostanze che le consigliamo di verificare con il professionista che ha curato la dichiarazione di successione, perché cambiano le quote). Fino alla divisione, i beni restano in comunione tra le cinque sorelle: ciascuna è comproprietaria di una quota ideale su ogni bene, non proprietaria esclusiva di una parte fisica.
La soluzione che lei intuisce, cioè trasformare tutto in denaro, è effettivamente la via più semplice quando i rapporti tra coeredi sono tesi: si tratta della cosiddetta divisione con vendita e successivo riparto del ricavato. È possibile sia vendere i beni e dividere il denaro, sia procedere a una divisione in natura (assegnando un fondo a una sorella, l'appartamento a un'altra, con eventuali conguagli in denaro per pareggiare i valori). Non esiste un obbligo di scegliere una strada piuttosto che l'altra: dipende dall'accordo tra le parti.
Se le cinque sorelle raggiungono un accordo, la divisione si fa consensualmente davanti a un notaio, che redige l'atto di divisione (o di vendita, se si opta per la liquidazione) sulla base dei valori di mercato dei beni, eventualmente con l'ausilio di un perito per la stima.
Se invece l'accordo non si raggiunge, data la conflittualità che lei descrive, prima di arrivare al tribunale (divisione giudiziale, più lunga e costosa) le consigliamo di tentare una mediazione civile, che su queste materie è obbligatoria prima di poter fare causa: la mediazione ha una durata massima di tre mesi e si svolge con l'assistenza di un mediatore professionista presso un organismo di mediazione o una Camera di Commercio.
Il professionista di riferimento per impostare correttamente l'intera operazione, comprese le valutazioni dei beni e gli aspetti fiscali di un'eventuale vendita, resta il notaio, eventualmente affiancato da un avvocato se la conflittualità tra le sorelle dovesse rendere necessaria un'assistenza legale dedicata.
In mancanza di testamento, l'eredità del fratello di sua moglie si divide secondo le regole della successione legittima tra tutti i fratelli/sorelle (presumiamo in parti uguali, se non ci sono altri eredi come coniuge o figli del defunto, o genitori ancora in vita, circostanze che le consigliamo di verificare con il professionista che ha curato la dichiarazione di successione, perché cambiano le quote). Fino alla divisione, i beni restano in comunione tra le cinque sorelle: ciascuna è comproprietaria di una quota ideale su ogni bene, non proprietaria esclusiva di una parte fisica.
La soluzione che lei intuisce, cioè trasformare tutto in denaro, è effettivamente la via più semplice quando i rapporti tra coeredi sono tesi: si tratta della cosiddetta divisione con vendita e successivo riparto del ricavato. È possibile sia vendere i beni e dividere il denaro, sia procedere a una divisione in natura (assegnando un fondo a una sorella, l'appartamento a un'altra, con eventuali conguagli in denaro per pareggiare i valori). Non esiste un obbligo di scegliere una strada piuttosto che l'altra: dipende dall'accordo tra le parti.
Se le cinque sorelle raggiungono un accordo, la divisione si fa consensualmente davanti a un notaio, che redige l'atto di divisione (o di vendita, se si opta per la liquidazione) sulla base dei valori di mercato dei beni, eventualmente con l'ausilio di un perito per la stima.
Se invece l'accordo non si raggiunge, data la conflittualità che lei descrive, prima di arrivare al tribunale (divisione giudiziale, più lunga e costosa) le consigliamo di tentare una mediazione civile, che su queste materie è obbligatoria prima di poter fare causa: la mediazione ha una durata massima di tre mesi e si svolge con l'assistenza di un mediatore professionista presso un organismo di mediazione o una Camera di Commercio.
Il professionista di riferimento per impostare correttamente l'intera operazione, comprese le valutazioni dei beni e gli aspetti fiscali di un'eventuale vendita, resta il notaio, eventualmente affiancato da un avvocato se la conflittualità tra le sorelle dovesse rendere necessaria un'assistenza legale dedicata.
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