Giovedì 11 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

29 maggio 2004
Domanda 29 maggio 2004
Spett. le Associazione, da tempo ho dei problemi con la mia banca, Vi saro' grato se vorrete prendere visione dell'allegato alla presente dove ho esposto sommariamente il problema. Spero in un vs. cortese riscontro. Cordiali saluti.
Alessandro, da Empoli/Firenze
------------------
Sono da tempo in contrasto con la mia Banca (gruppo MPS) per questioni che economiche oltre che di principio.
Sono correntista da circa 20 anni e da un anno a questa parte ho avuto un rapporto preferenziale con un funzionario, che essendo a conoscenza del mio malcontento ha cercato di agevolarmi, anche perche' venivo ritenuto un cliente "interessante" e quindi da non lasciare andar via. (Ho investito cifre considerevoli nei Fondi comuni della stessa famiglia della Banca).
Purtroppo le buone intenzioni di questa persona, venivano spesso vanificate da funzionari o organismi sovrastanti (almeno cosi' sembrava). Morale della favola credevo di avere un trattamento ed invece me ne trovavo un altro. Da qui le mie proteste verbali e scritte, lettere al direttore, all'ufficio reclami ecc. Alla fine sono riuscivo ad ottenere buona parte di quanto mi sarebbe spettato, ma dopo tantissime lungaggini, discussioni e arrabbiature.
Anche nell'ultimo trimestre stessa cosa (il resoconto del primo trimestre mi e' arrivato il 19 maggio dopo tanti solleciti ad ogni livello); come immaginavo e' risultato molto diverso da come avrebbe dovuto essere. Le spese di tenuta conto sono praticamente raddoppiate (ma subito rimborsate per tenermi buono). Pero' mi era stato assicurato l'1, 50% di tasso creditore ed invece mi sono ritrovato con un'iniziale del 0, 05% e lo 0, 5% a fine periodo. In virtu' del fatto che il tasso concordato di questi tempi non era da disprezzare, sul conto ho lasciato giacenti cifre consistenti in attesa di essere impiegato in altro modo. Ne e' derivato che la differenza tra quanto avrei dovuto ricevere e quanto mi e' stato dato d'interessi e' stata di oltre 150 euro (al netto delle ritenute fiscali). Nuove proteste e nuove assicurazioni di restituzione del maltolto da parte del mio interlocutore. Stessa procedura, stesse sceneggiate che ormai per esperienza vissuta conosco benissimo: il funzionario riconosce la giustezza delle mie richieste ma e' impotente e prosegue la richiesta al Direttore, il Direttore rimanda al Capogruppo il Capogruppo deve essere autorizzato dalla Direzione cosi via........ Il problema questa volta e' che non avevo assolutamente voglia di stare a mendicare cio' che reputo sia un mio diritto. Ho preteso tutto e subito, memore di situazioni precedenti che per ottenere quanto mi spettava ho dovuto fare il viottolo in Banca. A seguito di una letteraccia mi dicono che l'autorizzazione della Direzione e' arrivata ma adesso dipende da altre persone di provvedere all'accredito...... ed il tempo passa. Ormai e' chiaro che usano l'arma della restituzioni per trattenermi come cliente. Ormai ho deciso voglio uscire da questa ridicola situazione. Ho dato disposizione per la liquidazione dei Fondi di investimento che ancora avevo in gestione ed appena avro' l'accredito sul c/c ne chiedero' l'estinzione.
Ormai i rapporti sono molto tesi e dubito che vorranno farmi pagare la mia arroganza a pretendere quello che mi spetta. Probabilmente non mi daranno piu' il rimborso promesso e cercheranno di calcare la mano nei costi di chiusura. Per cercare di intimorirli ho detto che avrei richiesto l'intervento di un'associazione di consumatori a tutela dei miei diritti. Percio' chiedo: Codesta Ass. puo' darmi dei consigli su come farmi rispettare ed eventualmente tutelarmi nel caso che in Banca volesse fare i furbi piu' del lecito? Possono valere qualcosa i miei numerosi Fax con i quali denunciavo inadempienze e ritardi?
Non e' possibile subire passivamente i comportamenti scorretti ed arroganti, oltre che il danno economico che ne puo' derivare, senza poter fare nulla. Che probabilita' ci sono di costringere la banca a mantenere gli impegni presi e quali costi comporterebbe uno scontro legale con la Vs. tutela, oltre naturalmente l'iscrizione all'Associazione?
Spero vorrete darmi una sollecita risposta.

Risposta ADUC
ci pare di capire che fossero tutte promesse verbali. Oggettivamente l'unica cosa che ci viene in mente di dirle e' che alla prima mancanza, e quindi non appena la promessa non e' stata rispettata la prima volta, avrebbe dovuto sentirsi tradito nella fiducia e chiudere con la banca, senza recriminazioni. Cosciente che quello tradito era solo un gentlemen agreement, nulla quindi da far valere in giudizio, ma evidentemente non rispettato dalla banca che quindi non meritava piu' alcuna fiducia.
La banca puo', in pieno diritto, chiederle cio' che prevedono le condizioni vigenti; nulla di piu' ma nulla di meno. Il punto e' semmai che per lei avevano valore contrattuale dei fatti che in realta' erano solo promesse verbali amichevoli, DIVERSE dalle condizioni di contratto invece praticare e verificabili contrattualmente. QUESTO e' il punto: sicuramente sono stati scorretti, ma nondimeno doveva punirli immediatamente: oppure farsi piu' attento e chiedere di formalizzare per iscritto quanto promessole a voce. In assenza di prove, non puo' certo fare una causa.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →