Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
28 maggio 2000
Il sottoscritto per una controversia con l'azienda con la quale ha collaborato fino a qualche giorno fa, chiede alla vostra associazione un parere, dopo aver esposto in forma generale i fatti :
Nel mese di novembre/98 ho aderito ad un sistema di net-work, nella quale si prenotava con un acconto di 400$ un bene in monete d'oro "bullion" dal valore di 2.400$. Il progetto prevedeva che entro 2 anni dalla sottoscrizione del contratto o si sarebbe versata la differenza (2.000$) a saldo per ricevere le monete prenotate, o si completava un piano d'accumulo nella quale si prevedevano in una prima fase 14 acconti oltre il mio con un rimborso di 400$, ed in una 2^ fase 6 acconti oltre il mio che sarebbero arrivati tutti dopo il completamento della fase prima; a questo punto l'acquirente avrebbe ricevuto 7.500$.
Cio' e' quanto prevedeva il contratto, con il relativo Piano Marketing che sarebbe dovuto essere allegato, di cui si consigliava di prenderne visione, ma per diversi mesi mai avuto dall'azienda, se non in forma verbale.
Il fatto accaduto si riferisce appunto al mio primo incontro con il Presidente della compagnia gestore del progetto, il quale ad una mia precisa domanda sulla garanzia dei soldi impegnati, mi rispose "...se non riesci a completare il Piano come previsto, io comprero' le tue quote...". Tale affermazione mi convinse ad aderire al progetto stesso, perche' la presi come una sorta di "Soddisfatti o rimborsati", e senza la quale certamente non avrei concluso il contratto stesso.
Chiaramente la stessa cosa il Personaggio in Questione la fece anche con altri clienti/promotori, innescando di fatto un meccanismo rivelatosi dopo truffaldino. Infatti essendo il network un passaparola, e la persona in questione e' a conoscenza di cio', la duplicazione viene cosi' fatta, ".. se non riesci la compagnia ti garantisce comunque i tuoi soldi, quindi perche' non provare?". Questa affermazione viene fatta anche dal vice presidente della stessa in occasione di una pubblica riunione, ed alla presenza di circa 35/40 persone. Ma purtroppo alla prima richiesta di rimborso ci viene detto che ".. non essendo il rimborso previsto nel contratto non si puo' averlo" disattendendo quelle che erano promesse precedentemente fatte in modo verbali.
In un secondo momento la compagnia in modo unilaterale decide di cambiare il Piano Marketing, rendendo di fatto piu' difficoltoso il completamento del piano d'accumulo per il collaboratore, ma certamente molto remunerativo per l'azienda.
Questi sono solo alcuni dei fatti accaduti fin qui, chiedo alla vostra spettabile se ci sono i presupposti per poter esercitare il diritto di rinuncia con relativo rimborso da parte dei clienti tutti, e se cio' non e' possibile configurarlo come una probabile TRUFFA, in base all'articolo 640 del C.P. visto che con questo artificio, il Signore in questione ha tratto un sicuro guadagno (in 2 anni circa o forse piu' di 4.000 acconti per 400$) con danno altrui.
La questione sicuramente merita un approfondimento, ed io sono disposto eventualmente a fornirvi parecchio materiale, vorrei prima comunque avere un vostro parere.
Con ossequi.
Nel mese di novembre/98 ho aderito ad un sistema di net-work, nella quale si prenotava con un acconto di 400$ un bene in monete d'oro "bullion" dal valore di 2.400$. Il progetto prevedeva che entro 2 anni dalla sottoscrizione del contratto o si sarebbe versata la differenza (2.000$) a saldo per ricevere le monete prenotate, o si completava un piano d'accumulo nella quale si prevedevano in una prima fase 14 acconti oltre il mio con un rimborso di 400$, ed in una 2^ fase 6 acconti oltre il mio che sarebbero arrivati tutti dopo il completamento della fase prima; a questo punto l'acquirente avrebbe ricevuto 7.500$.
Cio' e' quanto prevedeva il contratto, con il relativo Piano Marketing che sarebbe dovuto essere allegato, di cui si consigliava di prenderne visione, ma per diversi mesi mai avuto dall'azienda, se non in forma verbale.
Il fatto accaduto si riferisce appunto al mio primo incontro con il Presidente della compagnia gestore del progetto, il quale ad una mia precisa domanda sulla garanzia dei soldi impegnati, mi rispose "...se non riesci a completare il Piano come previsto, io comprero' le tue quote...". Tale affermazione mi convinse ad aderire al progetto stesso, perche' la presi come una sorta di "Soddisfatti o rimborsati", e senza la quale certamente non avrei concluso il contratto stesso.
Chiaramente la stessa cosa il Personaggio in Questione la fece anche con altri clienti/promotori, innescando di fatto un meccanismo rivelatosi dopo truffaldino. Infatti essendo il network un passaparola, e la persona in questione e' a conoscenza di cio', la duplicazione viene cosi' fatta, ".. se non riesci la compagnia ti garantisce comunque i tuoi soldi, quindi perche' non provare?". Questa affermazione viene fatta anche dal vice presidente della stessa in occasione di una pubblica riunione, ed alla presenza di circa 35/40 persone. Ma purtroppo alla prima richiesta di rimborso ci viene detto che ".. non essendo il rimborso previsto nel contratto non si puo' averlo" disattendendo quelle che erano promesse precedentemente fatte in modo verbali.
In un secondo momento la compagnia in modo unilaterale decide di cambiare il Piano Marketing, rendendo di fatto piu' difficoltoso il completamento del piano d'accumulo per il collaboratore, ma certamente molto remunerativo per l'azienda.
Questi sono solo alcuni dei fatti accaduti fin qui, chiedo alla vostra spettabile se ci sono i presupposti per poter esercitare il diritto di rinuncia con relativo rimborso da parte dei clienti tutti, e se cio' non e' possibile configurarlo come una probabile TRUFFA, in base all'articolo 640 del C.P. visto che con questo artificio, il Signore in questione ha tratto un sicuro guadagno (in 2 anni circa o forse piu' di 4.000 acconti per 400$) con danno altrui.
La questione sicuramente merita un approfondimento, ed io sono disposto eventualmente a fornirvi parecchio materiale, vorrei prima comunque avere un vostro parere.
Con ossequi.
Risposta ADUC
E' possibile presentare in Procura della Repubblica un esposto, chiedendo all'autorita' giudiziaria di valutare se nei fatti esposti possano o meno essere identificati gli estremi di un eventuale illecito. Se il punto in contestazione consiste in quanto dettovi a voce rispetto a quanto effettivamente previsto da contratto, l'unico modo e' dimostrare inequivocabilmente la truffa -e la mancata consegna del prospetto informativo integrativo del contratto: non potendo far cio', vale solo l'atto scritto. Dimostrando queste loro illegittimita' con prove e testimoni, allora c'e' la speranza di poter imbastire un procedimento. Se invece non avesse testimonianze, non conviene rischiare.
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