Martedì 13 ottobre 2026
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Cara ADUC

Corso formazione non frequentato: come contestare il pagamento preteso

13 ottobre 2026
Domanda 13 ottobre 2026
Spettabile ADUC,
vi scrivo per richiedere un parere e assistenza in merito a una controversia con l'Istituto Cortivo e la società di recupero crediti che li rappresenta (NSK Credit Management).
Nel corso del 2025 ho sottoscritto un contratto per l'iscrizione a un corso di formazione con l'Istituto Cortivo. Successivamente alla firma, trovandomi in un delicato stato di gravidanza e avendo approfondito la natura e la scarsa validità degli attestati rilasciati (notando analogie con le pratiche commerciali scorrette già sanzionate dall'Antitrust in passato), ho deciso di disdire. Purtroppo la disdetta è arrivata oltre il termine iniziale dei 15 giorni previsti dal contratto.
Ci tengo a precisare che:
1. Non ho mai ricevuto alcun libro né materiale didattico cartaceo da parte dell'istituto.
2. Ho ricevuto le credenziali per l'area allievi, ma ho effettuato un solo accesso tecnico iniziale, senza mai seguire le lezioni, né svolgere il Piano di Studio Individuale con alcun docente tutor, né fruire concretamente del servizio formativo.
3. In questi mesi ho inviato diverse PEC per spiegare la mia situazione, ma l'istituto ha affidato la pratica a una società di recupero crediti che ora pretende il pagamento integrale o un accordo a saldo e stralcio pari a 500 euro (con rate da 100 euro al mese).
Trovandomi nuovamente incinta e in una situazione di impossibilità economica a sostenere tali rate, le mie richieste di rateizzazioni inferiori sono state respinte con minacce di azioni legali e decreti ingiuntivi.
Vi chiedo gentilmente un parere su come tutelarmi, considerando l'inadempimento dell'istituto (mancata consegna dei libri e mancata fruizione del corso) e la mia situazione, e se sia possibile bloccare le richieste della società di recupero crediti.
Resto in attesa di un vostro riscontro e vi ringrazio molto per l'attenzione.
Vi allego contratto firmato a cui purtroppo ho dato disdetta tanti mesi dopo, ma come spiegato sopra senza usufruire di nulla.
Cordiali saluti,
Alessia, dalla provincia di RM

Risposta ADUC
Gentile Alessia,
la situazione da Lei descritta si snoda su diversi piani che vanno tenuti distinti. Sul recesso: il contratto che ci ha inviato indica chiaramente quale termine 14 giorni dalla sottoscrizione (29/07/2025), coerentemente con l'articolo del Codice del Consumo sul diritto di recesso nei contratti a distanza/fuori dai locali commerciali. Pertanto, la disdetta inviata oltre questo termine rende il recesso "di diritto" non più esercitabile e, come previsto dal contratto stesso, scatta l'obbligo di versare l'intero importo. Su questo punto non vediamo margini per sostenere che il termine fosse di 15 giorni o diverso da quanto sottoscritto.
Tuttavia, le circostanze da Lei illustrate possono essere fatte valere a sostegno di contestazioni ulteriori e distinte rispetto al recesso tardivo. Il contratto prevede, infatti, obblighi precisi a carico dell'istituto: consegna del materiale didattico cartaceo e digitale, assistenza di un tutor, fruizione effettiva del piano di studi, e altro. Se è vero, come Lei riferisce, che il materiale cartaceo non le è mai stato consegnato, questo può costituire un inadempimento contrattuale dell'istituto che può essere eccepito per ridurre o contestare quanto preteso, indipendentemente dal recesso scaduto. Si tratta, infatti, di un inadempimento della controparte rispetto a prestazioni dovute.
Il riferimento ad eventuale "pratica commerciale scorretta" è una valutazione che spetta eventualmente all'Antitrust (AGCM) sulla base di denunce e istruttorie, non è una contestazione che può far valere direttamente in una trattativa con la società di recupero crediti.
Se ritiene che le modalità di vendita del corso o la rappresentazione del valore dell'attestato siano ingannevoli, può comunque presentare una segnalazione all'AGCM, ma questo non sospende né elimina l'obbligazione contrattuale nei confronti dell'istituto.
Quanto alla società di recupero crediti: queste adottano frequentemente attività di sollecito pre-giudiziale attraverso "minacce" di azioni legali e/o decreto ingiuntivo che, salvo eccessi riscontrabili, diventano rilevanti solo se sconfinano in comportamenti vietati dalla normativa sulla gestione del credito (contatti con terzi, orari vessatori, informazioni a soggetti non autorizzati). Laddove questo avvenga, può essere oggetto di reclamo.
Operativamente Le consigliamo innanzitutto di inviare una PEC formale di contestazione dell'inadempimento (mancata consegna materiale cartaceo, mancata erogazione del servizio di tutoraggio, chiedendo una rideterminazione dell'importo dovuto, allegando prove dell'unico accesso effettuato e nel caso la richiesta di pagamento avvenisse con decreto ingiuntivo, di valutare con l'assistenza di un avvocato di fare una opposizione davanti al giudice competente, facendo valere l'inadempimento.

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