Giovedì 11 giugno 2026
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Vogliamo consigliare ed aiutare i figli a migliorare le loro prospettive previdenziali

2 maggio 2006
Domanda 2 maggio 2006
Riscatto del corso di laurea o fondo pensione? Vogliamo consigliare ed aiutare i figli a migliorare le loro prospettive previdenziali. E' preferibile riscattare (da 1 a 4) anni di laurea o versare la cifra che servirebbe per il riscatto ad un fondo pensione? I figli hanno 30 anni. Si applica il regime contributivo. Uno guadagna circa 30.000 euro lordi all'anno ed e' iscritto al fondo chiuso dei chimici. L'altro guadagna circa 24.000 euro, pensa di iscriversi ad un fondo aperto (ha circa tre anni di contributi nella gestione separata ex co.co.co., potrebbe essere conveniente riscattare il corso di laurea nella gestione separata?). Abbozzo di analisi (per il primo caso). Riscatto. Domanda all'Inps nel 2006. Dopo vari anni (ipotesi 2010) richiesta di pagamento del riscatto (circa 10.000 euro per ogni anno), con possibilita' di rateizzazione. Deduzione dal reddito con l'aliquota marginale del 2010 (se la possibilita' di dedurre venisse eliminata, potrebbe dar diritto ad averla il fatto di aver fatto domanda nel 2006?). L'importo versato verrebbe rivalutato (con l'attuale legislazione, in base all'incremento mediato del Pil, senza minimo garantito?) e darebbe luogo, al pensionamento, ad un incremento di pensione (tassato con l'aliquota marginale di allora) calcolato con un fattore di conversione capitale-pensione (va dal 4,72% a 57 anni al 6,136% a 65 anni) che potrebbe essere variato da modifiche legislative (in dipendenza della vita media residua e della situazione finanziaria pubblica di allora). Versamento ad un fondo pensione. Si possono versare ad un fondo chiuso importi aggiuntivi al Tfr? In che limiti? O si deve attivare una terza "gamba previdenziale"? L'importo equivalente al riscatto viene frazionato in un numero di anni sufficiente a fruire della deduzione fiscale (il vantaggio sembra equivalente a quello del riscatto). Gli importi vengono rivalutati in base al profilo gestionale scelto tra quelli offerti dal fondo (con un profilo monetario viene offerto un rendimento minimo? Come si confronta questa forma di rivalutazione con l'incremento mediato del Pil?). Al pensionamento il capitale rivalutato viene trasformato in rendita (tassata con l'aliquota marginale per la parte dedotta) con un fattore di conversione (stabilito per legge ed uguale a quello che da' luogo a pensione, o autonomo, da regolamento specifico del fondo, e modificabile?) oppure puo' essere in parte fruito direttamente come tale (soggetto a tassazione separata escluso la plusvalenza gia' assoggettata se la parte e' inferiore al 33% del montante). Se e' corretto l'abbozzo di analisi, sembrerebbe preferibile versare ad un fondo pensione. Abbiamo assunto ipotesi sbagliate o trascurato altri fattori importanti? Vi ringraziamo.
Antonio e Renato, da Roma

Risposta ADUC
Si tratta di conteggi personalizzati che non e' possibile trattare in maniera generale tramite il nostro servizio. Una volta era, in pratica, sempre conveniente riscattare gli anni di laurea, mentre per i giovani e' oggi diverso. La scelta di destinare una parte del proprio reddito ad un fondo pensione (se questo e' efficiente e non pieno di inutili costi) e' una scelta condivisibile. I fondi chiusi di categoria, di solito, non sono molto costosi ed hanno certamente l'indubbio vantaggio di avere una, seppur modesta, contribuzione a carico del datore di lavoro. Se ha ulteriore capacita' di risparmio puo' anche pensare di costruirsi con un investimento diretto un piccolo patrimonio finanziario personale da utilizzare al momento della sua pensione. Questa scelta puo' essere piu' efficiente a patto che abbia la possibilita' di dedicare del tempo al proprio portafoglio finanziario ed avere la ragionevole certezza di non farsi prendere dalla tentazione di cambiare destinazione nel corso del tempo a quel patrimonio. Se non ci sono queste condizioni conviene utilizzare uno strumento piu' vincolato (come i fondi pensione chiusi). La contribuzione, se si decide per quella strada, conviene entro i limiti del beneficio fiscale (massimo importo deducibile del 12% del reddito complessivo (con limite di Euro 5.154,57).
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Ha risposto Giuseppe D'Orta.
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