Martedì 9 giugno 2026
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Cara ADUC

Integrazione retta RSA negata dal comune: Alzheimer non esime dall'obbligo

9 giugno 2026
Domanda 9 giugno 2026
Buongiorno,
ho chiesto al comune di Corsico l'integrazione retta RSA su base ISEE sociosanitario residenziale (compresa la componente figli).
Mia mamma percepisce una pensione di 1500 euro e la retta ammonta a 2600 euro.
La casa di mia mamma era già stata venduta per far fronte alla spesa ma, dopo 5 anni siamo agli sgoccioli con i risparmi.
Il comune dopo avermi spinto a far fare una visita geriatrica a mia mamma dice che avendo l'Alzheimer non può essere trattato come caso sociale ma sanitario e secondo loro se ne dovrebbe far carico il SSN.
Dopo il secondo intervento da parte del difensore civico, di cui siamo ancora in attesa di risposta, siamo ancora in balia di un silenzio tombale...
La ringrazio molto per l'attenzione e porgo i miei più cordiali saluti.
Mauro, dalla provincia di MI

Risposta ADUC
Gentile Mauro,
La situazione che descrive è purtroppo frequente e riguarda un nodo interpretativo che molti comuni usano per sottrarsi all'obbligo di integrazione retta: la distinzione tra "caso sociale" e "caso sanitario". Questa distinzione, però, non regge sul piano normativo, e le spieghiamo perché.
La normativa nazionale (in particolare il DPCM sui LEA le disposizioni sull'integrazione sociosanitaria) prevede che le RSA eroghino prestazioni di natura mista e integrata, sociosanitaria appunto, e che la quota sociale della retta — quella non coperta dal SSN — resti a carico dell'utente e, qualora questi sia privo di risorse sufficienti, del comune di residenza. La diagnosi di Alzheimer non trasforma automaticamente l'intera prestazione in sanitaria pura, né esonera il comune dall'obbligo di intervenire sulla quota sociale e non cancella l'obbligo per il Comune di costituire il punto di prossimità per il cittadino. Ad ogni modo è senza dubbio da coinvolgere anche l'ATS che va coinvolta per quanto di competenza.
Le consigliamo di procedere su più fronti. In primo luogo, se non lo ha ancora fatto, invii al comune, all'ATS e alla Regione Lombardia una diffida scritta formale con raccomandata A/R o PEC, indicando espressamente che si richiede l'integrazione retta ai sensi della normativa sull'assistenza sociale e sociosanitaria, e che in assenza di risposta motivata entro 30 giorni si procederà a segnalazione alle autorità competenti. Può utilizzare il nostro generatore di moduli per la sanità per strutturare la lettera.
Soprattutto, valuti di rivolgersi a un avvocato esperto in diritto amministrativo o in diritto degli anziani/disabilità per un eventuale ricorso al TAR, qualora il comune o la ATS continuino a scaricare i costi di retta sull'utente e a non rispondere o risponda negativamente in modo immotivato.
Per approfondire i diritti degli ospiti in RSA e i percorsi di tutela, consulti anche la nostra scheda dedicata alle rette RSA.
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