Cara ADUC
Spese legali e atti giudiziari valevoli per il futuro: come comportarsi?
Domanda
12 settembre 2008
Spett. ADUC,
Mi sono affidato al patrocinio legale di un professionista a seguito di un contratto di locazione di un immobile in cui l'inquilino, dopo 2 mesi dalla stipula ha smesso ingiustificatamente di pagare il canone. In circa 9 mesi la cosa si è risolta con un atto di sfratto per morosità convalidato dal giudice che ha emesso anche il relativo decreto ingiuntivo per i canoni di mancata locazione e spese accessorie (circa 7.000 euro). Lo sfratto, dopo una proroga di 3 mesi, è stato eseguito dal pubblico ufficiale (salvo trovare l'immobile vuoto, liberato pochi giorni prima). Per quanto riguarda il decreto ingiuntivo è rimasto lettera morta in quanto non sono stati individuati beni immobili né altri beni su cui rivalersi (salvo una quota di una sas che l'avvocato sostiene particolarmente onerosa e difficile da escutere). 1) la parcella del professionista legale che, aggiungendosi al già cospicuo danno prodotto dall'inquilino, ammonta a circa 4.200 euro: si compone di un elenco molto dettagliato di spese dell'attività svolta presso gli uffici giudiziari (autentiche, richieste, accessi agli uffici, notifiche), nonché di spese per lo studio della controversia, consultazioni con il cliente, domanda introduttiva), ad un certo punto nell'elenco compaiono (e si aggiungono) le spese liquidate dal giudice a carico dell'inquilino (che ovviamente non ha pagato) specificate in "spese e competenze come da precetto di rilascio" (14,62 + 249,00 euro), "spese e competenze liquidate in D.I." (43,00 + 497,00 euro), "spese e competenze di precetto" (29,03 + 554,00 euro).
Mi chiedo: le spese liquidate dal giudice anziché aggiungersi, non dovrebbero essere assorbenti (ancorchè non sufficienti) rispetto al costo della parcella (che già tiene conto delle spese sostenute nonché dello studio e patrocinio della causa)?
2) gli atti messi dal giudice, quali il D.I e il relativo precetto, che ancora possono eventualmente farsi valere in futuro (10 anni) può averli il cliente o devono rimanere presso lo studio legale con la conseguenza che se si verificassero le condizioni per il loro utilizzo il cliente deve tornare necessariamente presso quello studio?
Cordialmente,
Adriano, da Altavilla Vicentina (VI)
Mi sono affidato al patrocinio legale di un professionista a seguito di un contratto di locazione di un immobile in cui l'inquilino, dopo 2 mesi dalla stipula ha smesso ingiustificatamente di pagare il canone. In circa 9 mesi la cosa si è risolta con un atto di sfratto per morosità convalidato dal giudice che ha emesso anche il relativo decreto ingiuntivo per i canoni di mancata locazione e spese accessorie (circa 7.000 euro). Lo sfratto, dopo una proroga di 3 mesi, è stato eseguito dal pubblico ufficiale (salvo trovare l'immobile vuoto, liberato pochi giorni prima). Per quanto riguarda il decreto ingiuntivo è rimasto lettera morta in quanto non sono stati individuati beni immobili né altri beni su cui rivalersi (salvo una quota di una sas che l'avvocato sostiene particolarmente onerosa e difficile da escutere). 1) la parcella del professionista legale che, aggiungendosi al già cospicuo danno prodotto dall'inquilino, ammonta a circa 4.200 euro: si compone di un elenco molto dettagliato di spese dell'attività svolta presso gli uffici giudiziari (autentiche, richieste, accessi agli uffici, notifiche), nonché di spese per lo studio della controversia, consultazioni con il cliente, domanda introduttiva), ad un certo punto nell'elenco compaiono (e si aggiungono) le spese liquidate dal giudice a carico dell'inquilino (che ovviamente non ha pagato) specificate in "spese e competenze come da precetto di rilascio" (14,62 + 249,00 euro), "spese e competenze liquidate in D.I." (43,00 + 497,00 euro), "spese e competenze di precetto" (29,03 + 554,00 euro).
Mi chiedo: le spese liquidate dal giudice anziché aggiungersi, non dovrebbero essere assorbenti (ancorchè non sufficienti) rispetto al costo della parcella (che già tiene conto delle spese sostenute nonché dello studio e patrocinio della causa)?
2) gli atti messi dal giudice, quali il D.I e il relativo precetto, che ancora possono eventualmente farsi valere in futuro (10 anni) può averli il cliente o devono rimanere presso lo studio legale con la conseguenza che se si verificassero le condizioni per il loro utilizzo il cliente deve tornare necessariamente presso quello studio?
Cordialmente,
Adriano, da Altavilla Vicentina (VI)
Risposta ADUC
certamente la stessa voce di parcella non deve essere pagata due volte, quindi se vede voci che si ripetono per una stessa attivita' ne chieda contezza al legale. Gli atti sono suoi, puo' richiederli all'avvocato.
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