Cara ADUC
Sospensione patente - tempi burocratici inaccettabili
Domanda
28 novembre 2008
Salve,
vi scrivo in quanto in data 18/04/08 sono stato sottoposto, a seguito di un controllo occasionale, ad un accertamento del mio stato alcolemico, risultando positivo con il valore di 0.89 g/l. Secondo la legge allora vigente dunque è scattato il procedimento penale accessoria del ritiro della patente per mesi 6. La patente mi è stata immediatamente ritirata.
Ricevo la notifica del provvedimento in data 30/06/08, documento necessario per la prenotazione degli accertamenti di merito presso la Commissione Medico legale.
Il giorno successivo provvedo dunque ad andare a fissare l'appuntamento per le analisi. Visito tutte e tre le Commissioni ML presenti a Roma: i tempi di attesa per l'appuntamento vanno dai 5 agli 8 mesi. Dunque opto per la situazione più rapida, la CML di Via Marotta a Roma che mi fissa un appuntamento per il giorno 10/11/08, dunque quasi un mese dopo la scadenza della sospensione.
Mi reco tal giorno presso la CML, dove non vengo sottoposto a prelievi, ma ad una semplice visita oculistica. Mi fissano un appuntamento per le analisi di sangue/urine presso altra struttura (Via Pigafetta, RM) per il giorno 28/11.
L'iter prevede però tre diversi prelievi in un periodo di 20 gg., e dopo aver effettuato questi dovrò attendere 25 gg. per ricontattare la CML di Via Marotta per sapere se hanno ricevuto i risultati. una volta ritirato il responso della CMl potrò andare a richiedere la restituzione della patente presso il Commissariato di Polizia.
A fronte di un periodo di sospensione di mesi 6, ad oggi mi ritrovo, per inefficienza delle strutture predisposte, senza possibilità di guidare da più di 7 mesi, ed inoltre nelle previsioni più rosee non potrò riavere la patente prima di altri due mesi, per un totale di 9 mesi.
Tengo a precisare che svolgo l'attività di agente di commercio, dunque l'utilizzo dell'autovettura mi è indispensabile ai fini lavorativi (quotidianamente viaggio per coprire le zone di Lazio ed Umbria) e che sto ovviando al problema pagando una persona che mi accompagna.
Devo assistere inerme alla lentezza dei processi burocratici o posso agire in qualche modo?
Vi ringrazio per la vs. attenzione e per l'eccellente lavoro che svolgete.
Cordialmente,
Guglielmo, da Roma (RM)
vi scrivo in quanto in data 18/04/08 sono stato sottoposto, a seguito di un controllo occasionale, ad un accertamento del mio stato alcolemico, risultando positivo con il valore di 0.89 g/l. Secondo la legge allora vigente dunque è scattato il procedimento penale accessoria del ritiro della patente per mesi 6. La patente mi è stata immediatamente ritirata.
Ricevo la notifica del provvedimento in data 30/06/08, documento necessario per la prenotazione degli accertamenti di merito presso la Commissione Medico legale.
Il giorno successivo provvedo dunque ad andare a fissare l'appuntamento per le analisi. Visito tutte e tre le Commissioni ML presenti a Roma: i tempi di attesa per l'appuntamento vanno dai 5 agli 8 mesi. Dunque opto per la situazione più rapida, la CML di Via Marotta a Roma che mi fissa un appuntamento per il giorno 10/11/08, dunque quasi un mese dopo la scadenza della sospensione.
Mi reco tal giorno presso la CML, dove non vengo sottoposto a prelievi, ma ad una semplice visita oculistica. Mi fissano un appuntamento per le analisi di sangue/urine presso altra struttura (Via Pigafetta, RM) per il giorno 28/11.
L'iter prevede però tre diversi prelievi in un periodo di 20 gg., e dopo aver effettuato questi dovrò attendere 25 gg. per ricontattare la CML di Via Marotta per sapere se hanno ricevuto i risultati. una volta ritirato il responso della CMl potrò andare a richiedere la restituzione della patente presso il Commissariato di Polizia.
A fronte di un periodo di sospensione di mesi 6, ad oggi mi ritrovo, per inefficienza delle strutture predisposte, senza possibilità di guidare da più di 7 mesi, ed inoltre nelle previsioni più rosee non potrò riavere la patente prima di altri due mesi, per un totale di 9 mesi.
Tengo a precisare che svolgo l'attività di agente di commercio, dunque l'utilizzo dell'autovettura mi è indispensabile ai fini lavorativi (quotidianamente viaggio per coprire le zone di Lazio ed Umbria) e che sto ovviando al problema pagando una persona che mi accompagna.
Devo assistere inerme alla lentezza dei processi burocratici o posso agire in qualche modo?
Vi ringrazio per la vs. attenzione e per l'eccellente lavoro che svolgete.
Cordialmente,
Guglielmo, da Roma (RM)
Risposta ADUC
puo' solo provare se in prefettura decidono di ridarle il documento provvisoriamente.
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