Cara ADUC
Scavolini: disagi acquisto cucina
Domanda
11 luglio 2008
Nel mese di Gennaio 2008 presso un rivenditore ho acquistato una cucina scavolini per me considerata una tra le più belle. Chiedo al rivenditore la consegna della cucina entro e non oltre Aprile 2008, onde evitare ulteriori ritardi, visto che ero prossima alle nozze.
A metà del mese di Aprile chiamo il rivenditore chiedendo informazioni sulla data effettiva di consegna della cucina, mi comunica una delle collaboratrice che la cucina sarebbe stata consegnata sicuramente nelle prime settimane di Maggio visto che erano prossime le festività del 25 Aprile e del 1° Maggio.
Per me era già un disagio questo ritardo visto che avevo già programmato ulteriori lavori con la ditta edile.
Programmo altri lavori in casa, arriva la cucina, chiedo di tenerla presso il loro magazzino una settimana in più, giusto il tempo di completare i lavori che aveva iniziato la ditta, nell'attesa dell'avvenuta consegna della cucina.
Arriva il giorno della consegna e cominciano i primi disagi.
I pensili da me ordinati arrivano errati. Alcune maniglie delle ante erano mancanti. Il top in quarzite viene posizionato male, non permettendo l'alloggio corretto della piletta. Il rotore del sistema di scarico automatico della piletta era mancante. Riscontro nel top delle imperfezioni - piccoli foretti. Lo sportello Ariston del microonde mancante.
Immediatamente contatto il rivenditore e riscontro un atteggiamento inadeguato nei confronti di un cliente che aveva fatto un ordine di una cifra non indifferente. L'atteggiamento da lui assunto non era assolutamente in tutela del cliente.
Oltre al disagio dei pezzi mancanti ed errati, alla mia richiesta di sostituzione della base in quarzite, non ho avuto un riscontro positivo da parte del rivenditore.
Le sue intenzioni erano di prelevare la base, ripristinare i fori con dello stucco e reinstallarlo. Chi mi garantisce che con il tempo lo stucco si toglie ed i fori si allargano?
Evidenzio un mio malcontento per non avere ancora nel mese di Luglio la cucina completa ed installata.
Dopo ulteriori scontri, il rivenditore mi comunica di avere fatto richiesta di sostituzione della base in quarzite e di aver effettuato un nuovo ordine dei pezzi mancanti.
Oggi mi ritrovo nel mese di Luglio senza la cucina completa, senza alcun riscontro della consegna dei pezzi mancanti e della sostituzione della base, e con un disagio enorme visto che a giorni sposo.
Si parla di un ordine fatto a Gennaio con consegna ad Aprile e che ancora nel mese di Luglio non ho la consegna completa.
La mancanza del rotore della piletta, il non fissaggio del top mi sta creando continue infiltrazioni d'acqua.
Inoltre, vorrei evidenziare la pretesa del rivenditore di avere saldato la cucina, nonostante il disagio in cui oggi mi ritrovo.
La mia domanda a Voi è: "Posso intervenire via legale e su cosa devo puntare?"
Ad oggi non ho voluto assolutamente saldare il conto. Abbiamo pagato il 70% del totale.
Valentina, da Palermo (PA)
A metà del mese di Aprile chiamo il rivenditore chiedendo informazioni sulla data effettiva di consegna della cucina, mi comunica una delle collaboratrice che la cucina sarebbe stata consegnata sicuramente nelle prime settimane di Maggio visto che erano prossime le festività del 25 Aprile e del 1° Maggio.
Per me era già un disagio questo ritardo visto che avevo già programmato ulteriori lavori con la ditta edile.
Programmo altri lavori in casa, arriva la cucina, chiedo di tenerla presso il loro magazzino una settimana in più, giusto il tempo di completare i lavori che aveva iniziato la ditta, nell'attesa dell'avvenuta consegna della cucina.
Arriva il giorno della consegna e cominciano i primi disagi.
I pensili da me ordinati arrivano errati. Alcune maniglie delle ante erano mancanti. Il top in quarzite viene posizionato male, non permettendo l'alloggio corretto della piletta. Il rotore del sistema di scarico automatico della piletta era mancante. Riscontro nel top delle imperfezioni - piccoli foretti. Lo sportello Ariston del microonde mancante.
Immediatamente contatto il rivenditore e riscontro un atteggiamento inadeguato nei confronti di un cliente che aveva fatto un ordine di una cifra non indifferente. L'atteggiamento da lui assunto non era assolutamente in tutela del cliente.
Oltre al disagio dei pezzi mancanti ed errati, alla mia richiesta di sostituzione della base in quarzite, non ho avuto un riscontro positivo da parte del rivenditore.
Le sue intenzioni erano di prelevare la base, ripristinare i fori con dello stucco e reinstallarlo. Chi mi garantisce che con il tempo lo stucco si toglie ed i fori si allargano?
Evidenzio un mio malcontento per non avere ancora nel mese di Luglio la cucina completa ed installata.
Dopo ulteriori scontri, il rivenditore mi comunica di avere fatto richiesta di sostituzione della base in quarzite e di aver effettuato un nuovo ordine dei pezzi mancanti.
Oggi mi ritrovo nel mese di Luglio senza la cucina completa, senza alcun riscontro della consegna dei pezzi mancanti e della sostituzione della base, e con un disagio enorme visto che a giorni sposo.
Si parla di un ordine fatto a Gennaio con consegna ad Aprile e che ancora nel mese di Luglio non ho la consegna completa.
La mancanza del rotore della piletta, il non fissaggio del top mi sta creando continue infiltrazioni d'acqua.
Inoltre, vorrei evidenziare la pretesa del rivenditore di avere saldato la cucina, nonostante il disagio in cui oggi mi ritrovo.
La mia domanda a Voi è: "Posso intervenire via legale e su cosa devo puntare?"
Ad oggi non ho voluto assolutamente saldare il conto. Abbiamo pagato il 70% del totale.
Valentina, da Palermo (PA)
Risposta ADUC
quel che puo' certamente fare, anche senza l'aiuto di un legale (per ora), e' contestare formalmente tutte le mancanze, sollecitando interventi tempestivi con minaccia -in difetto- di adire le vie legali. Le sue "basi" sono il contratto (preventivo, ordine che sia, relativamente al suo corretto adempimento) e la legge inerente i vizi di produzione e conformita' (garanzia biennale di legge, codice del consumo art.128 e segg.). Il primo passo e' l'invio di una messa in mora, seguito da un tentativo conciliativo da farsi presso il giudice di pace o la locale camera di commercio. Nella lettera, visto l'imminente matrimonio, potra' anche anticipare la sua intenzione di chiedere i danni, cosa che magari fara' successivamente, a questione "conclusa". Queste le istruzioni: clicca qui
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