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Cara ADUC

Rescissione da Euroclub

3 maggio 2008
Domanda 3 maggio 2008
Spett. le Aduc, Sono socio, mio malgrado, da 42 mesi dell'Euroclub non avendo avuto mai tempo di recedere da questo impegno che si regge sul silenzio assenzo. in data 1 aprile 2008 ho inviato all'Euroclub raccomandata, con ricevuta di ritorno, per la disdetta da socio con preghiera di non inviarmi più alcun materiale. In data 12 aprile 2008 ricevo dall'Euroclub la seguente lettera: "Egregio sig xxxxx come sicuramente ricorda, però, il suo abbonamento scadrà solo alla data 31/12/2008, data fino alla quale lei rimarrà Socio a tutti gli effetti: riceverà per posta la rivista e manterrà l'impegno di fare almeno un acquisto a trimestre. Per agevolarla nel suo impegno, già in questa occasione, le metto a disposizione una cedola d'ordine, con alcuni titoli indicativi, per effettuare il suo acquisto. Dopo la scadenza del suo abbonamento, le invierò ancora gratuitamente un numero della rivista, dove mi auguro possa trovare nuovi motivi di interesse per proseguire, eventualmente, il suo rapporto con il club. Se lei a quel momento farà un'ordinazione, anche di un solo articolo, vorrà dire che ha deciso di restare con noi e sarà ancora socio con i pieni diritti, etc. etc." Questo il contenuto della lettera.
E' possibile che dopo 42 mesi di silenzio assenso io non possa decidere di chiudere questo abbonamento? Come posso fare per evitare di ricevere ulteriori materiali dal Club? Ringraziando anticipatamente del vostro interessamento, invio cordiali saluti
Mario, da Catel Frentano (CH)

Risposta ADUC
la fonte di informazioni e' il contratto, nello specifico la clausola di durata e di rinnovo tacito. E' del tutto plausibile che sia prevista una durata minima nel corso della quale non sia possibile la rescissione anticipata, per esempio. In questo caso dovrebbe tentare di forzare la mano all'Euroclub proponendo una rescissione anticipata -fornendo le sue motivazioni- col pagamento di una penale di circa il 30% del canone annuale (calcolato magari considerando gli acquisti obbligatori nel periodo). Nel caso pero' in cui la controparte negasse la sua disponibilita' dovrebbe metter tutto in mano ad un giudice, previo tentativo di conciliazione "amichevole" fatto davanti al giudice di pace o la locale camera di commercio. Il primo passo, in ogni caso, sarebbe l'invio di una messa in mora: clicca qui
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