Cara ADUC
Privacy e BPL
Domanda
14 gennaio 2010
Vi scrivo per segnalare un comportamento scorretto della Banca popolare di Lodi lesivo della privacy degli utenti.
Presso le filiali Banca Popolare di Lodi, infatti non si può accedere se non mediante il riconoscimento di un funzionario.
Le persone che non risultano "conoscenti" sono impossibilitate ad entrare.
Io mi reco in banca non più di una volta al mese. Questo presupposto fa sì che io risulti sempre un nuovo avventore. Quando provo ad entrare vengo bloccato dalla porta a bussola, non per la presenza di oggetti metallici, perchè la porta viene disabilitata deliberatamente. Li, il primo funzionario disponibile, mi interroga pubblicamente o da dietro la porta o dal citofono davanti alle altre persone in attesa di entrare ed a quelle già dentro la filiale su quale sia il motivo della mia visita -come si trattasse di un viaggio all'estero-, domanda questa alla quale ogni volta rispondo nella stessa maniera, visto che è l'unica operazione che faccio in banca: "devo versare un assegno sul mio conto". Mi chiedono di mostrare l'assegno e mi chiedono se sono correntista in quella filiale, rispondo di essere correntista BPL. Mi chiedono il nome ed il cognome, sempre davanti ai presenti, mi chiedono di mostrare un documento ed infine, ulteriormente il numero di conto, quando non altre prove tangibili come il libretto di assegni o le carte di credito.
Il tutto davanti alla porta a bussola della banca, tecnicamente ancora al di fuori della loro giurisdizione, davanti a passanti, funzionari, clienti in attesa all'interno dell'ufficio e fuori. Solo dopo la verifica mi è permesso di entrare passando il dito sullo scanner delle impronte e attendendo la registrazione della foto.
Non è un caso isolato. E' la norma. Da più di un anno ad oggi mi capita una volta al mese. E quando mi impunto di fronte all'ennesimo terzo grado pubblico lesivo della mia privacy spesso mi si risponde scortesemente, quando non mi si manda a quel paese, dicendo che non sono tenuti a fare entrare nessuno se non già conosciuto.
Questo è il modus operandi di questa banca in tutte le filiali in cui mi sono recato.
Detto ciò, vi ringrazio per l'attenzione e resto in attesa di un vostro suggerimento su quale sia la strada più opportuna per tutelarmi di fronte a questo comportamento.
Claudio, da Roma (RM)
Presso le filiali Banca Popolare di Lodi, infatti non si può accedere se non mediante il riconoscimento di un funzionario.
Le persone che non risultano "conoscenti" sono impossibilitate ad entrare.
Io mi reco in banca non più di una volta al mese. Questo presupposto fa sì che io risulti sempre un nuovo avventore. Quando provo ad entrare vengo bloccato dalla porta a bussola, non per la presenza di oggetti metallici, perchè la porta viene disabilitata deliberatamente. Li, il primo funzionario disponibile, mi interroga pubblicamente o da dietro la porta o dal citofono davanti alle altre persone in attesa di entrare ed a quelle già dentro la filiale su quale sia il motivo della mia visita -come si trattasse di un viaggio all'estero-, domanda questa alla quale ogni volta rispondo nella stessa maniera, visto che è l'unica operazione che faccio in banca: "devo versare un assegno sul mio conto". Mi chiedono di mostrare l'assegno e mi chiedono se sono correntista in quella filiale, rispondo di essere correntista BPL. Mi chiedono il nome ed il cognome, sempre davanti ai presenti, mi chiedono di mostrare un documento ed infine, ulteriormente il numero di conto, quando non altre prove tangibili come il libretto di assegni o le carte di credito.
Il tutto davanti alla porta a bussola della banca, tecnicamente ancora al di fuori della loro giurisdizione, davanti a passanti, funzionari, clienti in attesa all'interno dell'ufficio e fuori. Solo dopo la verifica mi è permesso di entrare passando il dito sullo scanner delle impronte e attendendo la registrazione della foto.
Non è un caso isolato. E' la norma. Da più di un anno ad oggi mi capita una volta al mese. E quando mi impunto di fronte all'ennesimo terzo grado pubblico lesivo della mia privacy spesso mi si risponde scortesemente, quando non mi si manda a quel paese, dicendo che non sono tenuti a fare entrare nessuno se non già conosciuto.
Questo è il modus operandi di questa banca in tutte le filiali in cui mi sono recato.
Detto ciò, vi ringrazio per l'attenzione e resto in attesa di un vostro suggerimento su quale sia la strada più opportuna per tutelarmi di fronte a questo comportamento.
Claudio, da Roma (RM)
Risposta ADUC
Può presentare un reclamo al Garante privacy: http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1086982
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