Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
27 gennaio 2005
Carissima ADUC, vorrei porvi una domanda: l'8 gennaio c. m. data inizio saldi nella citta' di ROMA ho fatto degli acquisti in un noto negozio plurimarche di abbigliamento ed accessori, sito nella capitale (GRUPPO CLARK). Insieme ad alcuni capi di vestiario ho acquistato una borsa importo in saldo 81.00 euro, la quale dopo neanche una settimana ha iniziato a scucirsi nelle cuciture interne alla borsa stessa e anche nei manici, cosi' sono andata presso il punto vendita dove ho effettuato l'acquisto portando indietro la borsa chiedendo una sostituzione oppure un buono da spendere in altra merce, ma mi e' stato detto che dovevano mandare la borsa in ditta per vedere se era possibile effettuare un eventuale rimborso o sostituzione, ma come da me previsto dopo 10 giorni di attesa mi hanno comunicato che la borsa era stata riparata e quindi non sostituibile con una nuova. Volevo sapere se questa cosa e' lecita oppure no ah, dimenticavo di dire che la borsa tra le altre cose non e' di vera pelle ma vilpelle e che al momento dell'acquisto non riportava neanche una targhetta con su scritte le caratteristiche dell'accessorio, questo credo sia obbligatorio ai fini di legge, anche perche' se io avessi conosciuto la qualita' del materiale non avrei certamente effettuato l'acquisto.
Nell'attesa di una gentilissima risposta da parte vostra porgo i miei piu' cordiali saluti.
Cristina, da Tarquinia/Viterbo
Nell'attesa di una gentilissima risposta da parte vostra porgo i miei piu' cordiali saluti.
Cristina, da Tarquinia/Viterbo
Risposta ADUC
la legge 24/02 dice che in caso di vizi di produzione il venditore deve provare a riparare l'oggetto, se non ci fossero risultati deve cambiarlo, e infine, senza successo anche in questo caso, deve rendere i soldi.
Per quanto riguarda l'etichetta, e' obbligatoria. C'erano forse indicazioni pubblicitarie diverse rispetto alla qualita' del materiale con cui era fatta questa borsa? Se si', puo' rivalersi completamente contro il venditore. Se no, considerato che lei al momento dell'acquisto l'ha fatto con la consapevolezza che si presume una persona abbia, ha accettato l'oggetto per quello che era (qualcuno potrebbe anche sostenere che sia stata lei a strappare l'etichetta: verifichi se nel negozio ci sono altre borse senza etichetta che potrebbe usare a suo vantaggio, ma trattandosi di vendite a saldo e' probabile di no), per cui potrebbe provare una piccola trattativa per tirare un po' sul prezzo, ma niente di piu'.
Con la presenza invece di altre borse identiche senza etichetta, potrebbe esigere (messa in mora del commerciante) uno sconto e non trattarlo.
Per quanto riguarda l'etichetta, e' obbligatoria. C'erano forse indicazioni pubblicitarie diverse rispetto alla qualita' del materiale con cui era fatta questa borsa? Se si', puo' rivalersi completamente contro il venditore. Se no, considerato che lei al momento dell'acquisto l'ha fatto con la consapevolezza che si presume una persona abbia, ha accettato l'oggetto per quello che era (qualcuno potrebbe anche sostenere che sia stata lei a strappare l'etichetta: verifichi se nel negozio ci sono altre borse senza etichetta che potrebbe usare a suo vantaggio, ma trattandosi di vendite a saldo e' probabile di no), per cui potrebbe provare una piccola trattativa per tirare un po' sul prezzo, ma niente di piu'.
Con la presenza invece di altre borse identiche senza etichetta, potrebbe esigere (messa in mora del commerciante) uno sconto e non trattarlo.
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