Mercoledì 10 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

12 ottobre 2000
Domanda 12 ottobre 2000
Sono in affitto e il mio padrone di casa mi ha "girato" una lettera pervenutagli da parte dell'amministratore del condominio. In questa lettera l'amministratore diffida tutti i condomini ad utilizzare le canne fumarie per le esalazioni degli scaldabagni, in quanto tale canne fumarie risultano inadeguate come struttura e dimensione. Dalla lettera si evince inoltre che "la maggioranza" (credo dei condomini) non ha voluto adottare provvedimenti in merito e chi persistera' (nell'uso) dovra' rispondere penalmente e civilmente di danni a cose/persone.
Sempre l'amministratore invita tutti i condomini a dotarsi di scaldabagno elettrico o turbo.
Naturalmente il mio padrone di casa si e' semplicemente "lavato le mani" mandandomi copia della lettera invitandomi ad attenermici.
Visto che quando sono entrato nell'appartamento lo scaldabagno c'era gia' e funzionava male, oltre ad essere dislocato in bagno (cosa credo vietata), e visto che ho gia' sostenuto una spesa per farlo (lo scaldabagno intendo) almeno funzionare correttamente, perche' devo sempre accollarmi tutte le spese/problemi?
Non e' previsto almeno di avere un contributo (magari una riduzione dell'affitto per un mese) da parte del padrone di casa per queste spese?

Risposta ADUC
Non e' molto chiara la dinamica dei fatti, comunque mentre la diffida sicuramente riguarda lei, le spese devono essere a carico del proprietario -salvo diversi accordi- poiche' si tratta di strutture che devono essere modificate, essendo lavori straordinari.
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