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Cara ADUC

Lettera del consumatore

27 ottobre 2004
Domanda 27 ottobre 2004
Sottopongo alla Vostra attenzione, per un parere, la seguente questione. Ho affidato ad un'impresa i lavori di ristrutturazione del mio appartamento, sottoscrivendo un contratto che indicava unicamente i costi suddivisi per categorie (es. demolizioni e trasporti a rifiuto, pavimenti e rivestimenti, impianti, porte interne, ecc.) ed il tempo complessivo di esecuzione. Per la scelta dei pavimenti mi sono rivolta ad un fornitore abituale dell'impresa, che mi ha proposto il marmo 'Giallo Egitto' - da tagliare in lastre da 40 x 40 cm e da levigare a piombo dopo la posa in opera - mostrandomi un campione lucidato. Poiche' il costo di tale materiale risultava significativamente superiore a quello utilizzato come base di riferimento nel contratto (max. ¤.30,00 al metro quadrato per pavimenti o rivestimenti), per accelerare i tempi di taglio delle lastre (si era ai primi di agosto) ho corrisposto direttamente al fornitore la relativa differenza economica, fermo restando che l'impresa si sarebbe fatta carico della quota 'base' e della posa in opera di circa 90 mq. del suddetto marmo. A lucidatura ultimata (eseguita da ditta specializzata pagata - a parte - da me), si sono evidenziate notevoli differenze di colore tra le varie lastre e la presenza di strisce rossastre, il tutto con una disposizione assolutamente casuale, con un effetto che, oggettivamente, credo di poter definire deturpante, in particolare negli spazi di rappresentanza. Alle mie rimostranze, fondate sulla circostanza che mi era stato impedito un acquisto consapevole (infatti, se avessi saputo con chiarezza cosa poteva accadere, probabilmente non avrei scelto quel materiale, o, quanto meno, avrei cercato di intervenire al momento della posa in opera, nel tentativo di 'gestire' le irregolarita' di trama e colore), il fornitore del marmo ha replicato chiamando in causa la negligenza del posatore, mentre l'impresa ha ribattuto che i difetti segnalati - non immediatamente rilevabili sul materiale grezzo - andavano contestati al fornitore. Con queste premesse, pongo i seguenti quesiti:
1) e' legittima la mia aspettativa di sostituzione (quanto meno parziale) del pavimento deturpato?
2) in subordine, quale tipo di risarcimento ho diritto ad ottenere?
3) chi e' il soggetto (fornitore o impresa) che deve farsi carico dei relativi oneri?
4) nel caso di dover ricorrere ad un'azione legale, e' possibile essere difeso da Voi?
Maria, da Castellammare di Stabbia

Risposta ADUC
ci pare di capire che per prima cosa le occorra una perizia tecnica che rilevi la natura ed origine del danno: in modo da sapere di chi sia la colpa (se del materiale o del posatore) e quindi contestare di conseguenza. Se avesse avuto un mero rapporto diretto con la sola ditta esecutrice era piu' semplice, invece in questo caso identificare il vizio non e' essenziale solo per sapere che cosa chiedere, ma anche su chi agire direttamente. Il perito le dira' anche se sia possibile (si suppone di si') effettuare una sostituzione dei materiali e quindi richiedere la medesima -in caso cio' non fosse possibile, sarebbe opportuno che periziasse anche il minor valore del pavimento verificando i vizi presenti. Il soggetto su cui agire, come gia' dettole, sara' quello ritenuto responsabile, in quanto di fatto risulta una commissione diretta al tagliatore, oltre al rapporto con la ditta che si e' occupata anche della posatura.
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