Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
20 ottobre 2004
Vi scrivo per chiedere un parere in merito ad un gesto, da parte della compagnia telefonica Wind, che non mi appare molto onesto. Mi spiego. A partire da aprile 2004 la Wind ha pubblicizzato (sia in TV, sia sul proprio sito, sia nei propri punti vendita) una promozione denominata "NOI2". La promozione, pubblicizzata al grido di "parli gratis per sempre" prevedeva la concessione di 500 minuti di chiamate gratuite verso un telefonino Wind prescelto. L'attivazione entro i primi di Ottobre consente all'utente di evitare il pagamento delle 2 euro mensili, previsti a partire dal 1° Gennaio 2005. E fin qui e' tutto regolare. Tuttavia navigando sul sito www.155. it (sito ufficiale di Wind-Infostrada) ho improvvisamente letto che, a partire dal 1° Gennaio 2005, i minuti gratuiti a mia disposizione passeranno da 500 a 400. Ma naturalmente restano da pagare i 2 euro gia' previsti. Adesso io mi chiedo: ma puo', la Wind, a mia insaputa, cambiare il mio piano telefonico senza il mio consenso? Il contratto che ho stipulato con Wind puo' essere cambiato da uno dei contraenti senza il consenso dell'altro? Io mi sento un po' confuso, oltre che vittima di un sistema in cui il consumatore perde ogni diritto di fronte alle grandi aziende. Se io scelgo una compagnia telefonica e' perche' ritengo che soddisfi le mie esigenze di comunicazione rispettando le mie possibilita' economiche. Ma e' corretto variare i piani telefonici senza chiedere il consenso dell'utente? E poi cosa significa "parli gratis per sempre"? Cosa significa "per sempre"? Significa fino a quando fa comodo a Wind? Mi sembrerebbe piu' corretto inserire una clausola "la promozione scadra' e potra' subire modifiche a partire dalla data xyz". Pensate che questo sia regolare? Mi affido a voi per capirci qualcosa di piu'. Grazie e cordiali saluti.
Mario, da Catania
Mario, da Catania
Risposta ADUC
si', le condizioni tariffarie possono essere variate (e comunque, lo sono molto frequentemente: lo avra' notato spesso anche lei). Il problema, come ha giustamente rilevato, e' nel messaggio pubblicitario. Sicuramente, e' opportuna una valutazione da parte dell'Antitrust in merito a questo punto specifico.
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