Giovedì 11 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

17 ottobre 2004
Domanda 17 ottobre 2004
Salve, e' da un po' che non vi scrivo, mandando giu' rospi di dimensioni notevoli perche', leggi alla mano, tanto ho sempre torto io. Questa volta pero' volevo segnalarvi una cosa quantomeno strana: la videostation di fastweb. Si sempre fastweb nel mirino ma come avete potuto notare nei mesi passati si impegna attivamente per entrare nella lista nera degli italiani. Vengo subito al punto. Questa videostation viene venduta agli italiani come se fosse un digitale terrestre interattivo e cosi' facendo si fanno pagare 29 euro dal singolo e 150 dal governo. Dove sta' il problema? Semplicemente NON e' un digitale terrestre interattivo perche' non offre assolutamente gli stessi servizi. Oltretutto lo installano anche alle ADSL che PALESEMENTE non possono usufruire della qualita' video dei decoder digitali ne tantomeno delle videostation fastweb installate su FIBRA. Ora mi chiedo se e' legale tutto questo. Nel mio caso per oltre 15 giorni non sono riuscito a vedere nemmeno un canale a causa dei "disguidi tecnici" di fastweb e cosi' non mi sono nemmeno potuto rendere conto del casino che mi stavano combinando. A causa loro ho perso il contributo statale e saro' comunque costretto a comperare un nuovo decoder quando si saranno decisi in merito al cosidetto "STANDARD UNICO" che ancora dobbiamo capire quale sia. Potete voi darmi qualche aiuto in merito? Vi ringrazio, come sempre, del vostro interessamento. Saluti.
Riccardo, da Genova

Risposta ADUC
se ha torto, leggi alla mano, non sono rospi: questa e' una cosa che ,si deve sempre capire, perche' se si rimane convinti di essere fregati quando non e' cosi', in quanto in termini di legge tutto e' legittimo, forse ci si fa il sangue amaro per nulla e ci si fanno convinzioni errate sui propri diritti. E' molto importante, anche imparare a ragionare nel modo giusto: proprio per sapere che passi fare e quindi come potersi tutelare, in quanto molto spesso non si riesce ad ottenere un rimborso legittimo solo perche' non ci si muove in modo adeguato. Nel suo caso ci pare che debba contestare le inadempienze contrattuali relative alla mancata fruizione del servizio: ma anche qui siamo al punto solito, ossia: che contestazioni sono state fatte mentre l'inadempienza perdurava? Ha rilevato loro questo fatto? Li ha messi in mora? Si e' riservato di chiedere il rimborso dei danni? Ha intimato la risoluzione entro un termine decorso il quale avrebbe ritenuto risolto il contratto? Certo, puo' provare a contestare anche in seguito, richiedendo il rimborso del danno arrecato per il disagio, intimando di rimborsarla entro un termine decorso il quale agira' in giudizio; pero' la contestazione e' meno forte che nel caso di contestazioni tempestive. Per quanto concerne lo "spero" del contributo, concordiamo con lei, ma in questo la colpa e' di chi ha autorizzato l'ammissione di detta tipologia al contributo stesso.
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