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Cara ADUC

Lettera del consumatore

12 agosto 2004
Domanda 12 agosto 2004
Questa nostra per comunicare un grave episodio di discriminazione accaduto in data 10/08/04 alle ore 11.45 presso il negozio IKEA di Afragola (NA). Siamo i genitori di Alessandro, bambino sordo di 3 anni e mezzo e, come tanti altri papa' e mamme abbiamo accompagnato nostro figlio all'area di intrattenimento destinata ai bambini per farlo giocare. Al nostro arrivo, dopo aver dato le generalita' del bambino, gli addetti hanno attaccato alla maglietta di Alessandro un adesivo di riconoscimento e mentre lui si accingeva ad entrare, alla nostra segnalazione che il bambino e' sordo, ci siamo visti negare l'accesso all'area. La loro spiegazione, con nostro disappunto, e' stata che in caso di pericolo e conseguente evacuazione dell'area Alessandro, poiche' sordo, non avrebbe sentito le indicazioni delle animatrici. Quindi, per tutelare la sua sicurezza, a nostro figlio veniva negata l'area giochi. La spiegazione ci e' sembrata fuori luogo ed estremamente discriminante ed abbiamo chiesto di parlare con un responsabile. Alla nostra richiesta la "Direttrice Marinella" ha addotto le stesse motivazioni dell'animatrice, aggiungendo che non erano attrezzati ad accogliere bambini sordi. Ci chiediamo, a questo punto, a quali "speciali attrezzature" si riferisse la direttrice, dato che in nessuna altra area giochi visitata da Alessandro in altri centri commerciali, ludoteche e villaggi turistici ci e' stato posto questo "insormontabile problema". In queste occasioni ad Alessandro sono stati offerti semplicemente dei giochi e non "attrezzature speciali".
Mentre noi eravamo indignati e molto provati per l'accaduto, la stessa persona che aveva attaccato l'adesivo alla maglietta di Alessandro glielo staccava, con grande disappunto da parte del bambino. In cambio Alessandro si vedeva consegnato un misero lecca-lecca a consolazione di tutto quello che si era verificato, come se una caramella potesse bastare per colmare il suo dolore provato nel sentirsi rifiutato e, zittire noi genitori di un bambino sordo che, come altri non vorrebbero mai trovarsi in situazioni cosi' spiacevoli. Riteniamo ancor piu' grave che l'accaduto si verifichi all'interno di un negozio IKEA che ha fatto dell'attenzione al mondo dell'infanzia un cavallo di battaglia delle sue pubblicita'. Di sicuro pensiamo che tutto questo e' frutto dell'ignoranza e dell'incompetenza di personale non idoneo al proprio compito e che, forse, e' dotato di "BUONE ORECCHIE MA POCO CERVELLO".
Inviamo questa nostra lettera all'IKEA stessa, alla stampa, agli organi competenti, alle associazioni interessate, e alle autorita' politiche, affinche' ogni uno per le proprie competenze e con i propri mezzi possa intervenire ad evitare il ripetersi di episodi cosi' spiacevoli.
Pasquale, Giovanna e Alessandro, da Ercolano/Napoli

Risposta ADUC
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