Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
6 luglio 2004
Sono Sergio un ragazzo di 24 anni, da circa un mese ho iniziato il servizio civile presso un ente convenzionato della mia regione. Ho scelto di optare per il servizio civile, perche' contrario ad ogni forma di violenza armata e non... quindi per evitare il servizio militare(che personalmente ritengo contrario ad ogni mio principio). Eppure sono stato costretto in questa scelta perche' non avevo alternativa, non mi sento un uomo libero perche' non ho la possibilita' di rifiutare se non infrangendo la legge. Svolgo servizio in una scuola che e' asilo e elementare, stare a contatto con i bambini mi fa sentire felice e in piu' ho conosciuto delle splendide persone, forse se non fosse stata un'imposizione sarebbe stata una scelta autonoma e formativa, ma sentendola un obbligo l'ha svuotata di ogni valore. Ormai e' circa un mese che svolgo quest'attivita' regolarmente e da circa un mese che tornando a casa mi chiedo se e' giusto adempiere a questa ingiustizia e perche' non si e' mai combattuto contro questo squallore. Avvilito impotente e indignato cosi' mi sento quando penso, non a quello che faccio, ma al perche' lo faccio, mi sento uno schiavo autorizzato che non ha possibilita' di scelta, ma e' qualcuno altro che decide per lui. Ogni giorno devo affrontare un confronto con me stesso combattere contro un sentimento di disagio nato e sviluppato in una dignita' ormai calpestata. Tutto quello che faccio non ha valore perche' non e' nato da una mia scelta, e' una forzatura, e' una violenza contro la mia persona, tutto cio' che faccio durante il servizio civile diventa dibattito interiore contro le mie idee.
Adesso il servizio di leva obbligatorio sta per conlcudersi, il 31 dicembre di quest'anno finira' quest'incubo e probabilmente non se ne parlera' piu' passera' nel dimenticatoio. Mi domando ma se una legge viene cambiata perche' farlo con una scadenza? se si ritiene sbagliata perche' continuarla ad applicare? e mi pongo una domanda, posso sentirmi ancora un uomo se accetto una legge che ritengo sbagliata e non faccio nulla per cambiarla?? e' forse diritto di una schiavo ribellarsi e un suo diritto far valere le proprie idee anche se queste non sono considerate? Voglio vivere la mia vita in liberta', scegliere il mio futuro sia in bene che in male... ma sempre in piena coscienza e autorita' sulle mie azioni. Aspetto una vostra risposta, e consigli utili su come agire. Quale e' la soluzione migliore al mio problema. Ho iniziando una battaglia contro un muro e ho bisogno di un aiuto. Sergio, da Casalnuovo
Adesso il servizio di leva obbligatorio sta per conlcudersi, il 31 dicembre di quest'anno finira' quest'incubo e probabilmente non se ne parlera' piu' passera' nel dimenticatoio. Mi domando ma se una legge viene cambiata perche' farlo con una scadenza? se si ritiene sbagliata perche' continuarla ad applicare? e mi pongo una domanda, posso sentirmi ancora un uomo se accetto una legge che ritengo sbagliata e non faccio nulla per cambiarla?? e' forse diritto di una schiavo ribellarsi e un suo diritto far valere le proprie idee anche se queste non sono considerate? Voglio vivere la mia vita in liberta', scegliere il mio futuro sia in bene che in male... ma sempre in piena coscienza e autorita' sulle mie azioni. Aspetto una vostra risposta, e consigli utili su come agire. Quale e' la soluzione migliore al mio problema. Ho iniziando una battaglia contro un muro e ho bisogno di un aiuto. Sergio, da Casalnuovo
Risposta ADUC
il servizio di leva obbligatorio ormai e' stato abolito per i nati dall'86 in poi, di conseguenza il problema e' ormai risolto. In ogni caso, riteniamo esageri un po', parlando di dignita' calpestata e altri discorsoni del genere. Di obblighi in uno Stato ce ne sono tanti, anche la scuola e' obbligatoria; ed il pagare le tasse. Il fine e' quello di mandare avanti la nazione. Un tempo, veniva ritenuto necessario difendersi anche militarmente e quindi, per non avere dei brocchi buoni solo per il macello in caso di guerra, fu istituito il servizio di leva. I tempi sono cambiati, altri concetti hanno preso il sopravvento e quindi la necessita' e' stata civilmente superata e ci si e' resi conto che si faceva solo buttare via un anno di vita alla gente. Questo e' il giusto modo di vederla, altro e' solo traslare la realta'. Temiamo che a lei dia semplicemente fastidio buttare via un anno di vita e questo e' comprensibile, anche lei aveva legittimamente fretta d'iniziare una sua vita. Ma non puo' fare appello a liberta' e diritto e giustizia negando il diritto del suo Stato ad avere delle leggi che prevedano il diritto di difesa, in quanto e' proprio quel suo Stato con determinate leggi che le garantisce la liberta' che lei per il resto vuole: liberta' che deriva dall'esistenza di un determinato ordinamento che prevede diversi aspetti, inclusa l'obiezione di coscienza su chi non se la sentiva di aiutare lo Stato in armi. Ora, il problema e' risolto, in quanto il concetto si e' evoluto. I tempi, sono necessari in quanto un apparato comunque di una certa rilevanza necessita di un certo periodo di tempo per adeguarsi. Ci pare un po' tardi anche per cambiare la legge in quanto ormai gia' l'hanno fatto e quindi quello che lei potrebbe fare, partecipando politicamente (anche come gruppi giovanili od in qualche partito) e' gia' superato. Di conseguenza, la dignita' puo' trovarla nello svolgere bene il ruolo e rispettare la legge. Quando in seguito vorra' contestare ulteriori leggi, sia semmai un po' piu' solerte, prima che il problema la investa personalmente e quindi non per interesse personale ma realmente perche' il problema le pare cogente, portando avanti la sua idea in gruppi politici, culturali, o quant'altro, per discutere e quindi sollevare il problema per farlo poi giungere alle sedi preposte: se e' contro la violenza, e' in questo modo che deve agire in quanto se la sua idea e' buona deve essere accettata dagli altri e non imposta. Deve sempre considerare che forse cio' che e' giusto e morale od ingiusto ed immorale per lei non lo e' per gli altri, quindi non puo imporre la sua idea agli altri perche' e' buona: puo' discuterne e farla discutere, cercando di convincere gli altri; non partire dal presupposto che sicuramente ha ragione lei.
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