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Cara ADUC

Lettera del consumatore

22 marzo 2004
Domanda 22 marzo 2004
La scrivente segreteria vi sottopone le riflessioni di quanto denunciato dal garante Tesauro, nella speranza che come associazione consumatori, sappiate che le categoria tassistica romana e nazionale sono ben consapevoli di essere tutti commessi di un grande ed unico negozio.
la Unione Tassisti d'Italia da sempre a difesa dei tassisti ma sempre attenta all'utenza.
cordialmente.
Il segretario generale Angelomaria Cellilli EFFETTI DI UN PARERE E RIORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO TAXI A circa dieci anni dal primo intervento, una nuova segnalazione dell'Autorita' Garante della Concorrenza e del Mercato (L. 287/90 art. 21), piu' semplicemente Antitrust, punta il dito sulle anomalie distorsive della concorrenza nel settore taxi, con particolare riferimento al Comune di Roma.
I punti segnalati sono sempre gli stessi: accesso al mercato, turni di servizio e tutela del consumatore, questa volta l'unica variante e' la disposizione in materia tariffaria, la quale e' stata modificata dichiarando che le tariffe, stabilite dall'Amministrazione Comunale, sono da considerarsi come tariffe massime, lasciando la facolta' ai tassisti di applicare sconti oltre che stipulare convenzioni con enti e societa'.
In questo lasso di tempo pero' il mondo dei trasporti non di linea ha subito notevoli mutazioni che sono indispensabili per capire il processo di deregolamentazione in atto nel settore.
Le indicazioni della precedente segnalazione hanno trovato immediata applicazione nella stesura del discusso "Regolamento Comunale degli autoservizi pubblici non di linea" costato ai tassisti romani ben dodici giorni di sciopero, unica eccezione e' stata fatta riguardo al rilascio delle licenze, per le quali l'opposizione dura dei rappresentanti di categoria e' bastata a dissuadere le deboli volonta' dell'amministrazione in merito, questo anche a causa del fiorente mercato di autorizzazioni da noleggio che da ogni parte d'Italia hanno occupato spazi di mercato prima ad appannaggio esclusivo dei taxi, fino a diventare fenomeno tanto numeroso quanto scomodo.
Le nuove autorizzazioni, il triplo di quelle rilasciate dal Comune di Roma, sono diventate una flotta enorme che ha acquisito di diritto la stessa operativita' dei concessionari del Comune di Roma, fino ad avere una legittimazione legislativa con l'approvazione della Legge N°218 del 11/08/2003 che regolamenta il noleggio con autobus, la quale sancisce il principio del liberismo imprenditoriale nel settore del noleggio con conducente, stracciando di fatto tutte le regole fino ad oggi faticosamente recepite, e non da tutti accettate, che stabilivano un regime autorizzativo comunale ed un limite operativo territoriale.
Ultimo ostacolo a questa sostanziale deregolamentazione poteva essere posto dal Regolamento Provinciale L. R. 130/99 che poteva monitorare e ridistribuire le autorizzazioni sul territorio, anche questo abilmente aggirato e reso inefficace, da qui seguono due proposte di legge una che allinea il servizio di NCC a quello del noleggio con autobus ed un'altra che fornisce le opportune modifiche alla L. 21/92 che ad oggi ancora regolamenta il suddetto servizio.
Alla luce di dette premesse risulta piu' chiaro il motivo di un tale accanimento su una questione mai sopita, il settore di taxi essendo un servizio pubblico e' sottoposto ad un regime tariffario prestabilito e non puo' garantire la concorrenza aperta di un libero mercato, le proposte in materia di accesso al mercato sono irrispettose delle leggi e della normativa vigente, ed anche nel caso in cui si provvedesse a cambiare le regole non e' vero che aumentando spropositatamente il numero delle licenze si ottenga come immediato risultato una riduzione delle tariffe o il miglioramento della qualita' del servizio, la pressione fiscale e' in costante aumento ed ha raggiunto livelli ragguardevoli.
E' storia d'Italia come le liberalizzazioni di altri settori non abbiano portato vantaggi concreti in termini economici per i cittadini, ma per lo piu' si siano risolte con situazioni di cartello, vedi le assicurazioni o la benzina, quindi ci resta difficile pensare che una progressiva deregolamentazione possa portare benefici a chiunque, ai lavoratori in termini di qualita' del servizio svolto e quindi offerto al cittadino e a quest'ultimo in termini di riduzione del costo del servizio. e conto che lo spazio di mercato del servizio taxi e' diviso con altri due operatori, il noleggio con conducente ed i servizi integrativi della Legge 422/97, quindi la concorrenza e' gia' presente poiche' tutte e tre le entita' si rivolgono alla medesima fascia del trasporto pubblico, quella individuale e dei piccoli gruppi, al limite il problema puo' essere interna al settore che non e' legiferato in maniera adeguata dalle istituzioni, che prese da altri interessi non applicano e non fanno applicare la leggi che ci sono, al contempo non prevedono alcuna revisione di quelle normative che ad oggi hanno dimostrato di essere sostanzialmente inutili.

Risposta ADUC
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