Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
5 dicembre 2003
Alla cortese attenzione del presidente della "ADUC" Donvito Vincenzo
Egregio Dott. Donvito, trovo lo spunto per scriverLe dopo aver letto il suo editoriale "Campagne antifumo. Continuiamo a farci niente? O peggio? " pubblicato in "Avvertenze on line" numero 22 del 15 Novembre 2003.
Credo di comprendere il suo punto di vista, ma non lo posso condividere. Le critiche che Lei indirizza al Ministro della salute Prof. Sirchia e al commissario europeo alla salute e tutela dei consumatori David Byrne le trovo ingiustificate, ma utili come stimolo a fare di piu' e meglio. Non consideri questa mia osservazione una critica irrispettosa, ma piuttosto il tentativo di un dialogo fra persone che hanno a cuore il bene comune.
Nello specifico, e' vero che le campagne antifumo indirizzate ai giovani appaiono fino ad oggi fallaci, ma penso che questo possa essere dovuto non solo alla refrattarieta' dei destinatari ma anche al fatto che, a mio avviso, le recenti iniziative sono le prime ad essere attuate con un certo impegno. Penso che il tabagismo abbia radici tanto profonde da indurre ognuno di noi a pensare di non avere la bacchetta magica per dissolverlo in tempi brevissimi. Voglio pensare che la costanza delle campagne antifumo, pur a caro prezzo, possano produrre, nel tempo, risultati migliori. Mi creda Dott. Donvito, chi le scrive e' molto sensibile al denaro che la collettivita' sta spendendo per contrastare le nefaste conseguenze del tabagismo, tanto sensibile da provare una discreta insofferenza per questo tipo di spese che al momento considero, purtroppo, ancora necessarie per non lasciare intentate strategie antifumo meno severe di quelle che io stesso auspico.
Il mio pensiero, espresso in "Cercasi persone intellettualmente oneste per riflettere sul tabagismo", a Voi indirizzato e che successivamente avete pubblicato in http://www.aduc.it/dyn/sosonline/caraduc/carasingola.php?id=30193 il 14/03/2002, contiene ben chiare le linee generali di intervento che a me appaiono come utili al concorso della riduzione del fenomeno di cui scriviamo.
Su alcuni concetti espressi alla fine del suo editoriale con le seguenti parole: " A nostro avviso il metodo migliore e' quello di convivere con quello che da alcuni viene giudicato un male, e che sicuramente lo e' per la salute di consumatori e non (fumo passivo). E per farlo non serve la demonizzazione, l'estremizzazione dei messaggi, perche' i risultati sono solo nel ridicolo in cui oggi sono finiti alcuni metodi (le scritte sui pacchetti, con relativi copripacchetti o adesivi con scritte scanzonatorie delle stesse). Mentre quello che servirebbe e' solo informazione: serena, pacata, efficace. E che poi ognuno scelga di farsi male o meno. " sento ancora poter esprimere una osservazione.
Non vi e' dubbio che dobbiamo convivere con il tabagismo, ma questo non significa che dobbiamo subirlo passivamente. Non che Lei affermi il contrario, dato che auspica una serena, pacata ed efficace comunicazione. Ma come rendere efficace una comunicazione e' il quid della questione. Su questo punto mi pare dovrebbero concentrarsi l'impegno di quanti sentono la gravita' delle conseguenze tabagiche. E' cosa certa, ai miei occhi, ma penso anche a quelli di molti altri, che bisognerebbe porsi dei tempi, degli obiettivi numerici ben definiti; e una volta verificato l'eventuale insuccesso individuare nuove strategie. Personalmente mi sono impegnato ad elaborarne una (allegata in calce) che desidero sottoporre anche alla sua attenzione.
A mio parere va a colmare un vuoto che Lei lascia dopo aver affermato: " Mentre quello che servirebbe e' solo informazione: serena, pacata, efficace. E che poi ognuno scelga di farsi male o meno. "
Gentile Dott. Donvito, a mio avviso i tempi sono maturi per affermare, senza ombra del dubbio, che nel momento in cui la personale libera scelta di farsi male va a recar danno a terze persone, e qui non mi riferisco solo ai fumatori passivi, una societa' civile non puo' rimanere inerte. Una societa' civile, come quella a cui noi partecipiamo, ha invece l'obbligo di tutelare se stessa impedendo ad esempio la dilapidazione delle ingenti risorse finanziare fino ad oggi spese a causa del tabagismo e che potrebbero esse utilizzate in modo assai piu' etico.
Mi auguro di poter leggere al piu' presto fattive proposte prodotte dall' ADUC per concorrere assieme a quanti tentano, magari con inevitabili insuccessi, di ottenere quei risultati che tutti noi auspichiamo per controllare e ridurre le devastanti conseguenze del tabagismo.
Cordiali saluti
Premessa.
Ogni anno in Italia muoiono circa 90.000 persone in seguito a patologie fumo correlate.
Ingenti sono le spese che la nostra Nazione sostiene per garantire una adeguata assistenza socio-sanitaria a quanti hanno sviluppato patologie conseguenti al tabagismo.
Ipotesi per il controllo e riduzione dei danni fumo correlati.
Introduzione di una assicurazione integrativa per tutti coloro che fanno del tabacco un piacere personale.
Obiettivi:
- esercitare una azione dissuasiva atta a contrastare l'iniziazione al tabagismo;
- esercitare una azione atta a ridurre il numero di fumatori;
- distribuire in modo equo la tassazione dei cittadini;
- garantire al Servizio Sanitario Nazionale/Regionale un adeguato fondo economico.
Destinatari:
- genitori di minorenni fumatori privi di redito proprio;
- fumatori maggiorenni e minorenni dotati di reddito proprio.
Commento:
L'intervento proposto prevedrebbe tre fasi e, una volta avviato, potrebbe essere portato a temine in un periodo non superiore a quattro anni.
I genitori di minorenni fumatori sono chiamati a rispondere del comportamento dei figli.
Prima fase
a) attivare/rafforzare interventi di educazione sanitaria ed economica in tutte le scuole di ogni ordine e grado.
b) attivare interventi di educazione sanitaria ed economica da diffondersi via Radio e Televisione.
c) mediante screening, effettuato dai medici di base, individuare i soggetti dediti al consumo di tabacco
d) proporre a tutti i fumatori la frequentazione gratuita a corsi per la disassuefazione nei confronti della nicotina sottolineando che i costi sarebbero assorbiti dalla collettivita'.
Seconda fase
A distanza di un tempo da stabilire (12-18 mesi) riproporre, a quanti non hanno accolto la prima opportunita' o non hanno raggiunto lo scopo, la possibilita' di partecipare ancora gratuitamente ad un corso per la disassuefazione nei confronti della nicotina. Nel caso in cui il fumatore vi rinunciasse, far firmare una dichiarazione che attesti la scelta del medesimo ed applicare un prelievo fiscale direttamente sul loro stipendio o su quello dei genitori di fumatori minorenni privi di redito proprio. Secondo calcoli personali l'importo annuo del prelievo potrebbe essere pari a 1.750.000 di vecchie Lire
Terza fase
Alla scadenza di tre anni, riproporre ai fumatori, per l'ultima volta, la possibilita' di partecipare gratuitamente ai corsi per la disassuefazione e nel caso di rifiuto o insuccesso applicare un adeguato prelievo fiscale mensile direttamente sugli stipendi.
In considerazione del numero dei fumatori attuali e delle cifre che ruotano attorno al tabagismo, secondo me l'importo non dovrebbe essere inferiore a 3.500.000 Lire annue. (Cifra calcolata in vecchie Lire suddividendo per 18 milioni di fumatori la cifra di 64.000 miliardi ottenuta sommando 50.000 miliardi riconducibili alla spesa sociale fumo correlata e 14.000 miliardi riconducibili al deficit a cui lo Stato si espone mettendo in relazione l'introito garantito dalla vendita delle sigarette e le spese sanitarie per curare i tabagisti.
Tale prelievo fiscale dovrebbe essere mantenuto per un adeguato numero di anni anche dopo l'eventuale disassuefazione raggiunta con la frequentazione di corsi che, questa volta, potrebbero non essere piu' gratuiti ma a pagamento.
Sono profondamente convinto che, al di la' dei calcoli proposti e senz'altro bisognevoli della verifica di esperti, gli approcci da me ipotizzati siano moralmente accettabili e non contrari a principi etici.
Dott Donvito, chiedo umilmente a Voi dell' ADUC, ed anche ai destinatari di questa mia, di valutare se vi sia margine per approfondire e sostenere, con i tempi ritenuti piu' idonei, le opzioni suggerite al fine di perseguire un rafforzamento dell'azione di contrasto al tabagismo.
Distinti saluti
Egregio Dott. Donvito, trovo lo spunto per scriverLe dopo aver letto il suo editoriale "Campagne antifumo. Continuiamo a farci niente? O peggio? " pubblicato in "Avvertenze on line" numero 22 del 15 Novembre 2003.
Credo di comprendere il suo punto di vista, ma non lo posso condividere. Le critiche che Lei indirizza al Ministro della salute Prof. Sirchia e al commissario europeo alla salute e tutela dei consumatori David Byrne le trovo ingiustificate, ma utili come stimolo a fare di piu' e meglio. Non consideri questa mia osservazione una critica irrispettosa, ma piuttosto il tentativo di un dialogo fra persone che hanno a cuore il bene comune.
Nello specifico, e' vero che le campagne antifumo indirizzate ai giovani appaiono fino ad oggi fallaci, ma penso che questo possa essere dovuto non solo alla refrattarieta' dei destinatari ma anche al fatto che, a mio avviso, le recenti iniziative sono le prime ad essere attuate con un certo impegno. Penso che il tabagismo abbia radici tanto profonde da indurre ognuno di noi a pensare di non avere la bacchetta magica per dissolverlo in tempi brevissimi. Voglio pensare che la costanza delle campagne antifumo, pur a caro prezzo, possano produrre, nel tempo, risultati migliori. Mi creda Dott. Donvito, chi le scrive e' molto sensibile al denaro che la collettivita' sta spendendo per contrastare le nefaste conseguenze del tabagismo, tanto sensibile da provare una discreta insofferenza per questo tipo di spese che al momento considero, purtroppo, ancora necessarie per non lasciare intentate strategie antifumo meno severe di quelle che io stesso auspico.
Il mio pensiero, espresso in "Cercasi persone intellettualmente oneste per riflettere sul tabagismo", a Voi indirizzato e che successivamente avete pubblicato in http://www.aduc.it/dyn/sosonline/caraduc/carasingola.php?id=30193 il 14/03/2002, contiene ben chiare le linee generali di intervento che a me appaiono come utili al concorso della riduzione del fenomeno di cui scriviamo.
Su alcuni concetti espressi alla fine del suo editoriale con le seguenti parole: " A nostro avviso il metodo migliore e' quello di convivere con quello che da alcuni viene giudicato un male, e che sicuramente lo e' per la salute di consumatori e non (fumo passivo). E per farlo non serve la demonizzazione, l'estremizzazione dei messaggi, perche' i risultati sono solo nel ridicolo in cui oggi sono finiti alcuni metodi (le scritte sui pacchetti, con relativi copripacchetti o adesivi con scritte scanzonatorie delle stesse). Mentre quello che servirebbe e' solo informazione: serena, pacata, efficace. E che poi ognuno scelga di farsi male o meno. " sento ancora poter esprimere una osservazione.
Non vi e' dubbio che dobbiamo convivere con il tabagismo, ma questo non significa che dobbiamo subirlo passivamente. Non che Lei affermi il contrario, dato che auspica una serena, pacata ed efficace comunicazione. Ma come rendere efficace una comunicazione e' il quid della questione. Su questo punto mi pare dovrebbero concentrarsi l'impegno di quanti sentono la gravita' delle conseguenze tabagiche. E' cosa certa, ai miei occhi, ma penso anche a quelli di molti altri, che bisognerebbe porsi dei tempi, degli obiettivi numerici ben definiti; e una volta verificato l'eventuale insuccesso individuare nuove strategie. Personalmente mi sono impegnato ad elaborarne una (allegata in calce) che desidero sottoporre anche alla sua attenzione.
A mio parere va a colmare un vuoto che Lei lascia dopo aver affermato: " Mentre quello che servirebbe e' solo informazione: serena, pacata, efficace. E che poi ognuno scelga di farsi male o meno. "
Gentile Dott. Donvito, a mio avviso i tempi sono maturi per affermare, senza ombra del dubbio, che nel momento in cui la personale libera scelta di farsi male va a recar danno a terze persone, e qui non mi riferisco solo ai fumatori passivi, una societa' civile non puo' rimanere inerte. Una societa' civile, come quella a cui noi partecipiamo, ha invece l'obbligo di tutelare se stessa impedendo ad esempio la dilapidazione delle ingenti risorse finanziare fino ad oggi spese a causa del tabagismo e che potrebbero esse utilizzate in modo assai piu' etico.
Mi auguro di poter leggere al piu' presto fattive proposte prodotte dall' ADUC per concorrere assieme a quanti tentano, magari con inevitabili insuccessi, di ottenere quei risultati che tutti noi auspichiamo per controllare e ridurre le devastanti conseguenze del tabagismo.
Cordiali saluti
Premessa.
Ogni anno in Italia muoiono circa 90.000 persone in seguito a patologie fumo correlate.
Ingenti sono le spese che la nostra Nazione sostiene per garantire una adeguata assistenza socio-sanitaria a quanti hanno sviluppato patologie conseguenti al tabagismo.
Ipotesi per il controllo e riduzione dei danni fumo correlati.
Introduzione di una assicurazione integrativa per tutti coloro che fanno del tabacco un piacere personale.
Obiettivi:
- esercitare una azione dissuasiva atta a contrastare l'iniziazione al tabagismo;
- esercitare una azione atta a ridurre il numero di fumatori;
- distribuire in modo equo la tassazione dei cittadini;
- garantire al Servizio Sanitario Nazionale/Regionale un adeguato fondo economico.
Destinatari:
- genitori di minorenni fumatori privi di redito proprio;
- fumatori maggiorenni e minorenni dotati di reddito proprio.
Commento:
L'intervento proposto prevedrebbe tre fasi e, una volta avviato, potrebbe essere portato a temine in un periodo non superiore a quattro anni.
I genitori di minorenni fumatori sono chiamati a rispondere del comportamento dei figli.
Prima fase
a) attivare/rafforzare interventi di educazione sanitaria ed economica in tutte le scuole di ogni ordine e grado.
b) attivare interventi di educazione sanitaria ed economica da diffondersi via Radio e Televisione.
c) mediante screening, effettuato dai medici di base, individuare i soggetti dediti al consumo di tabacco
d) proporre a tutti i fumatori la frequentazione gratuita a corsi per la disassuefazione nei confronti della nicotina sottolineando che i costi sarebbero assorbiti dalla collettivita'.
Seconda fase
A distanza di un tempo da stabilire (12-18 mesi) riproporre, a quanti non hanno accolto la prima opportunita' o non hanno raggiunto lo scopo, la possibilita' di partecipare ancora gratuitamente ad un corso per la disassuefazione nei confronti della nicotina. Nel caso in cui il fumatore vi rinunciasse, far firmare una dichiarazione che attesti la scelta del medesimo ed applicare un prelievo fiscale direttamente sul loro stipendio o su quello dei genitori di fumatori minorenni privi di redito proprio. Secondo calcoli personali l'importo annuo del prelievo potrebbe essere pari a 1.750.000 di vecchie Lire
Terza fase
Alla scadenza di tre anni, riproporre ai fumatori, per l'ultima volta, la possibilita' di partecipare gratuitamente ai corsi per la disassuefazione e nel caso di rifiuto o insuccesso applicare un adeguato prelievo fiscale mensile direttamente sugli stipendi.
In considerazione del numero dei fumatori attuali e delle cifre che ruotano attorno al tabagismo, secondo me l'importo non dovrebbe essere inferiore a 3.500.000 Lire annue. (Cifra calcolata in vecchie Lire suddividendo per 18 milioni di fumatori la cifra di 64.000 miliardi ottenuta sommando 50.000 miliardi riconducibili alla spesa sociale fumo correlata e 14.000 miliardi riconducibili al deficit a cui lo Stato si espone mettendo in relazione l'introito garantito dalla vendita delle sigarette e le spese sanitarie per curare i tabagisti.
Tale prelievo fiscale dovrebbe essere mantenuto per un adeguato numero di anni anche dopo l'eventuale disassuefazione raggiunta con la frequentazione di corsi che, questa volta, potrebbero non essere piu' gratuiti ma a pagamento.
Sono profondamente convinto che, al di la' dei calcoli proposti e senz'altro bisognevoli della verifica di esperti, gli approcci da me ipotizzati siano moralmente accettabili e non contrari a principi etici.
Dott Donvito, chiedo umilmente a Voi dell' ADUC, ed anche ai destinatari di questa mia, di valutare se vi sia margine per approfondire e sostenere, con i tempi ritenuti piu' idonei, le opzioni suggerite al fine di perseguire un rafforzamento dell'azione di contrasto al tabagismo.
Distinti saluti
Risposta ADUC
la ringrazio del suo messaggio che, ovviamente, trovera' spazio sul nostro portale. Il confronto e' aperto e ripeto: far leva sull'intelligenza degli individui, perche' fino ad oggi si e' cercato di far leva sulla paura, e i risultati sono stati negativi.
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