Mercoledì 10 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

29 ottobre 2003
Domanda 29 ottobre 2003
Gentilissimo ADUC sono una ragazza che lavora come commessa ed oggi ho appreso la "splendida" notizia che sabato 1°novembre il nostro negozio restera' aperto!
Ovviamente io e le mie colleghe abbiamo protestato in quanto, essendo cristiane, vorremmo festeggiare i "Santi" con i nostri amici e parenti, ma il principale ci ha risposto che la decisione non dipende da lui e che quindi anche "noi" dobbiamo adeguarci alla situazione!!!
Personalmente credo che sia un'ingiustizia bella e buona... credo che in questo modo si violi la "liberta' di culto" e il fatto che cio' avvenga proprio in un Paese cristiano (a Roma per di piu') mi sembra assurdo!
Ma cio' che piu' mi amareggia e' che recentemente moltissimi negozi (tra cui anche quello in cui lavoro io) sono rimasti chiusi in rispetto ad una festivita' ebraica (sempre di sabato), mentre ora quegli stessi commercianti se ne infischiano del 1°novembre, costringendo noi commesse a lavorare in un giorno cosi' importante!
Gentilissimo ADUC in nome delle mie colleghe e forse anche di tutti coloro che hanno questo stesso problema, ti chiedo se e' possibile rifiutare tale proposta e se questo possa comportare una qualche ripercussione sulla nostra persona, per esempio scalare la giornata dallo stipendio oppure considerarla come permesso.
Inoltre vorrei fare presente che le "festivita' ebraiche" da (in cui non abbiamo lavorato), sono state recuperate da noi commesse lavorando di lunedi' mattina, di domenica oppure rinunciando alla mezza giornata di riposo... anche queste "astuzie" sono permesse???
Ti ringrazio anticipatamente per la risposta.

Risposta ADUC
una cosa e' festeggiare incontrando i parenti, altra e' l'essere religiosi e partecipare alle funzioni in chiesa: noi non ci occupiamo di lavoro e di conseguenza la invitiamo a rivolgersi ad un sindacato, ma questo appunto glielo facciamo in quanto per contestare occorre rilevare la cosa giusta poiche' se parla di pranzo e di festa, nulla ha a che vedere con la liberta' di culto. E, detto sinceramente, abbiamo il sospetto che non ci sia fondamento alla sua contestazione in quanto in ogni caso ci sono funzioni anche ad orari tali da non intaccare l'orario di lavoro. Altrimenti, vorra' dire che si prendera' una giornata di permesso. Ma le sue esigenze personali (che non sono inserite in contratto) nulla c'entrano con il contratto di lavoro, di conseguenza supponiamo che in assenza di previsione specifica anche il sindacato non potra' esservi di molto aiuto ed anzi vi sapra' spiegare meglio i motivi per cui fate confusione ipotizzando diritti che non sono tali.
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