Mercoledì 10 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

4 ottobre 2003
Domanda 4 ottobre 2003
Gentile associazione ADUC, volevo gentilmente chiederVi una valida e se possibile esauriente risposta a duoe o tre quesiti riguardanti il condominio in cui abito. IL primo quesito riguarda la copertura di uno stabile condominiale che per il 50% e' lastrico solare e l'altro 50% e' tetto normale.
Il tetto pero' prima di coprire gli attici fa da copertura ai due super attici ad essi annessi, aventi due terrazzi di circa 10 mq ciascuno sul tetto.
Tali super attici hanno un'altezza media di circa mt. 2, 40 - 2, 50 ed un accesso sia dalla scala esterna condominiale, che da una scala interna comunicante con l'attico sottostante.
All'interno sono divisi come un normale mini-appartamento e tutti i locali hanno normali pavimenti, bagno accessoriato, regolari impianti luce, acqua, riscaldamento, gas, tutti funzionanti. Porte e finestre sono di regolare altezza. Questi due super attici per quanto riguarda le tabelle millesimali, risultano essere calcolati come soffitto. Cio' risulta anche presso l'ufficio tecnico comunale.
Le mie domande sono: 1) In base ai requisiti sopra elencati, possono essere considerati soffitto o hanno i requisiti per essere civili abitazioni con relative attribuzioni dei millesimi spettanti?
2) Il tetto di copertura di questi super attici o soffitte, vuole essere smantellato, principalmente dai proprietari degli attici e relativi super attici per mettere un isolante termico che migliori l'abitabilita' ai proprietari di detti locali che si trovano al 5° piano, a proprio carico, ed installare anche una guaina a carico del condominio, per eventuali infiltrazioni, si avrebbero quindi due tipi di intervento, il primo privato e il secondo condominiale.
A tale proposito, volevo chiederVi se le ripartizioni delle spese riguardanti lo smantellamento e la ricomposizione del tetto oltre il palco necessari, debbano essere considerate il 50% e il 50% condominiale visto che si vanno ad eseguire due tipi di intervento, privato e condominiale.
La DIA (DENUNCIA INIZIO ATTIVITA') presentate presso gli uffici tecnici comunali prevede infatti l'esecuzione di entrambi i lavori.
3) Volevo infine chiederVi quanto e per quali motivi una spesa per dei lavori condominiali e' da considerare gravosa.
Grazie e cordiali saluti.

Risposta ADUC
per quanto concerne le misure e quindi se gli attici debbano o meno essere ritenuti appartamenti, in primo luogo deve verificare cosa prevedano i regolamenti comunali in merito alle altezze minime consentite, in secondo luogo, occorrerebbe sapere come risultino catastalmente ed in terzo luogo servirebbe anche sapere chi ne sia il proprietario e quindi come risultino da contratto. I particolari che lei ha fornito non servono a molto, sono i punti di cui sopra che devono essere verificati.
L'abitazione diventa civile non per volonta' di terzi, ma -se i requisiti ci sono- per espressa variazione catastale del proprietario. Cio' che puo' essere fatto, e' denunciare l'uso indebito da parte di chi abita in un alloggio non classificato come abitabile, questo si': ma obbligare il proprietario a renderlo catastalmente aditabile, no.
Per la suddivisione del tetto, le abbiamo gia' risposto e abbiamo gia' detto perche' non si possa sostenere con tanta sicurezza che il pagamento avvenga 50 e 50, ma come si tratti comunque di una tesi sostenibile, sulla quale deve decidere un giudice, intentando una causa.
Non e' chiaro cosa intenda per spesa gravosa; supponiamo che sia gravosa perche' i costi sono elevati, ma quanto possano essere gli importi dovuti dipende ovviamente dal costo totale. Supponiamo abbia posto male la domanda, in quanto la riteniamo troppo intelligente per aver posto un quesito senza senso, quindi presumiamo non sia stata, semplicemente, chiara nell'esposizione.
Ci permetta di aggiungere una cosa: lei ha gia' inviato precedentemente il quesito e gia' le abbiamo risposto. Il quale quesito e' assai simile a quello di altra persona (lo avevamo notato sin dal primo suo) al quale avevamo gia' risposto in un certo modo. Poiche' sia il fatto che il suo primo quesito fosse simile al precedente e poiche' il modus operandi e' identico a quello dell'altro signore (struttura delle domande, punti comuni e reinvio del medesimo) lo abbiamo dovuto notare, ma come vede a lei abbiamo risposto ex-novo. Se pero' e' come ci pare che sia, volevamo solo che sapeste entrambi che la manovra e' stata notata. Non ci sarebbe nulla di male nel mandare lo stesso quesito in diversi, ma farlo apposta e ricalcando il medesimo cliche' e voler insistere a pretendere di ottenere per forza da noi delle risposte quando gia' e' stato detto che non siamo in grado di farlo nel modo specifico, non e' un atteggiamento che risulti gradito ed alla seconda volta ci sentiamo in obbligo di far notare che la manovra e' scoperta. Non si capisce perche' questo accanimento nei nostri riguardi: quando e' stato detto chiaramente che non e' possibile rispondere, ci si aspetterebbe o comprensione o sdegno, ma non voler per forza ottenere una risposta che -come vede- non puo' essere soddisfacente. Non e' per farvi un dispetto, e' per aiutarvi a rivolgervi nel modo e nel posto giusto, che vi e' stato risposto in un certo modo, ma pare che questo non venga proprio compreso. Almeno sarebbe stato opportuno che adattaste il quesito alle esigenze prospettate, invece che continuare a proporre la stessa formula, lo stesso testo, gli stessi particolari: proprio al fine di ottenere una risposta, se e' stato prospettato che gli elementi che fornite non sono adeguati ma volete insistere, adattatevi a fornire quelli giusti, invece di spiattellare di nuovo lo stesso identico testo entrambi.
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