Mercoledì 10 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

3 ottobre 2003
Domanda 3 ottobre 2003
In data 17.09.2003 ho comprato dei testi scolastici; il giorno seguente ho restituito 2 libri che avevo gia' pagato ma che non mi servivano, mi e' stato fatto un buono per il valore dei libri resi. Ieri 30.09.2003 ho cercato di utilizzare il buono recandomi alla libreria e cercando di mettermi d'accordo con altri clienti all'interno del negozio che stavano acquistando altri prodotti in modo tale che questi pagassero i loro acquisti con il mio buono e restituissero i soldi a me. A questo punto la signora alla cassa, anziana titolare della libreria, ha diffidato i clienti dal prendere il mio buono perche' ella non lo avrebbe accettato quale pagamento della loro merce impedendomi in tal modo di rientrare dei miei soldi in alcun altro modo se non acquistando io stessa nel negozio materiale di cancelleria fra l'altro in vendita a prezzi quadrupli rispetto a quelli praticati dalla grande distribuzione dalla quale normalmente mi rifornisco. Contemporaneamente la figlia della titolare, che stava operando in mansione di commessa al banco, ha incominciato ad inveire contro di me coprendomi di insulti. Dopo circa mezz'ora la figlia della titolare ha chiamato un uomo (che solo piu' tardi ho capito essere suo marito) definendolo "buttafuori". Quest'uomo mi si e' avvicinato piu' volte a breve distanza, cercando di intimidirmi e minacciarmi sia con le parole che con modo di fare minaccioso, cercando di obbligarmi ad uscire dal negozio. A questo punto ho chiamato prima il 113, poi il 117 perche' in tutto cio' non mi era stato fatto lo scontrino per un altro libro acquistato, e poi di nuovo il 113. Aspettando l'arrivo del 113 ho chiesto almeno di riavere indietro i miei libri che avevo restituito e per i quali mi era stato fatto il buono e pure quello mi e' stato negato dall'anziana titolare alla cassa. All'arrivo gli agenti del 113 hanno raccolto la deposizione dei fatti ed anche davanti a loro la figlia della titolare ha continuato ad insultarmi pesantemente; gli agenti del 113 hanno steso un verbale ed hanno preso le generalita' mie, della figlia della titolare e del marito. Alla fine ho ottenuto che davanti agli agenti del 113 mi fossero quantomeno restituiti i libri che avevo reso ridando indietro il buono che mi era stato fatto. Solo a casa mi sono accorta che mi e' stato restituito un libro diverso (e di prezzo decisamente inferiore) rispetto a quello che io avevo pagato.
Cosa posso fare? Possibile che noi poveri consumatori dobbiamo sempre subire le angherie dei commercianti?

Risposta ADUC
probabilmente non ha avuto un'idea simpatica ed e' comprensibile che i titolari del negozio si siano visti obbligati a diffidarla, in quanto l'atteggiamento poteva risultare antipatico per i clienti abbordati, anche se supponiamo che lei si sia proposta con gentilezza, quindi sicuramente il comportamento dei negozianti e' stato scortese e volgarmente inopportuno nei modi se non nella sostanza.
Ma cio' premesso, rimane il fatto che la decisione di abbordare i clienti sia stata un po' infelice e che in ogni caso quella di farle il buono e' comunque stata una cortesia cui non erano obbligati e conseguentemente la questione doveva essere gestita -da lei per prima- in altro modo.
Per quanto concerne l'errore commesso nella riconsegna del libro, provi ad inviare adesso una raccomandata di contestazione, ma ovviamente non ricevera' alcuna disponibilita' dal negozio e non potendo in alcun modo provare l'errore, non ha modo, adesso, di contestare niente.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →