Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
14 giugno 2003
Cara redazione dell'Aduc pur avendo gia' scritto un messaggio nel forum sul mio caso, ho voluto comunque scrivere direttamente alla redazione per richiedere ulteriori chiarimenti da Voi per la spinosa controversia che, simbolicamente, mi vede unito a migliaia di persone: la Telecom Italia come gruppo e' la soluzione o il problema del settore delle telecomunicazioni in Italia?
Per una telefonata dal mio cellulare la stessa azienda, non avendo interrotto la telefonata a credito zero, ha preteso addebitarmi la cifra di 16 Euro sulla carta SIM prepagata.
Cio', a fronte di una tariffazione a secondi, equivale a pretendere che ad ogni utilizzo del cellulare io possa pagare senza volerlo oltre il limite del credito zero: ma cio' e' contrario al potere del cliente di utilizzare il credito come misuratore del costo del servizio.
Denunciata a Voi e all'Autorita' per le Garanzie nelle Comunicazioni, la TIM Spa a fronte del reclamo inviato con raccomandata A/R ha preteso non rimborsare la somma sottrattami con la successiva ricarica poiche' sostiene che il pagamento del servizio erogato e' comunque da effettuarsi.
Dato che la stessa TIM Spa poteva e doveva consentirmi di controllare il traffico, pagato in anticipo, interrompendo la telefonata eccedente causa tariffazione a credito zero, cio' significa che l'azienda non mi permette di telefonare evitando di cronometrare la durata della stessa comunicazione, quando invece l'accordo delle parti sostiene il contrario. In base agli artt. 1325 e 1418 cio' rende il contratto nullo e quindi ne inficia ogni validita' ed effetto, rendendo il rimborso a mio favore come giuridicamente doveroso.
Vorrei sapere, per la Vostra conoscenza del settore, se a Voi risulti che la posizione ufficiale dell'azienda per le normali telefonate su cellulare con scheda prepagata sia quella di non interrompere il traffico telefonico neanche sulla base della tipologia contrattuale Carta SIM-traffico prepagato.
Le telefonate al servizio 119 non consentono di chiarire il dubbio, in quanto il personale della TIM sembra non voler fornire spiegazioni sulla posizione ufficiale dell'azienda a riguardo.
Sarebbe un valido ausilio per determinare fino a che punto si estendano le colpe della Telecom Italia Mobile nella fattispecie.
In ogni caso Vi abbraccio calorosamente con un sentito grazie per il Vostro lavoro, cogliendo l'occasione per porgerVi i miei distinti saluti.
Per una telefonata dal mio cellulare la stessa azienda, non avendo interrotto la telefonata a credito zero, ha preteso addebitarmi la cifra di 16 Euro sulla carta SIM prepagata.
Cio', a fronte di una tariffazione a secondi, equivale a pretendere che ad ogni utilizzo del cellulare io possa pagare senza volerlo oltre il limite del credito zero: ma cio' e' contrario al potere del cliente di utilizzare il credito come misuratore del costo del servizio.
Denunciata a Voi e all'Autorita' per le Garanzie nelle Comunicazioni, la TIM Spa a fronte del reclamo inviato con raccomandata A/R ha preteso non rimborsare la somma sottrattami con la successiva ricarica poiche' sostiene che il pagamento del servizio erogato e' comunque da effettuarsi.
Dato che la stessa TIM Spa poteva e doveva consentirmi di controllare il traffico, pagato in anticipo, interrompendo la telefonata eccedente causa tariffazione a credito zero, cio' significa che l'azienda non mi permette di telefonare evitando di cronometrare la durata della stessa comunicazione, quando invece l'accordo delle parti sostiene il contrario. In base agli artt. 1325 e 1418 cio' rende il contratto nullo e quindi ne inficia ogni validita' ed effetto, rendendo il rimborso a mio favore come giuridicamente doveroso.
Vorrei sapere, per la Vostra conoscenza del settore, se a Voi risulti che la posizione ufficiale dell'azienda per le normali telefonate su cellulare con scheda prepagata sia quella di non interrompere il traffico telefonico neanche sulla base della tipologia contrattuale Carta SIM-traffico prepagato.
Le telefonate al servizio 119 non consentono di chiarire il dubbio, in quanto il personale della TIM sembra non voler fornire spiegazioni sulla posizione ufficiale dell'azienda a riguardo.
Sarebbe un valido ausilio per determinare fino a che punto si estendano le colpe della Telecom Italia Mobile nella fattispecie.
In ogni caso Vi abbraccio calorosamente con un sentito grazie per il Vostro lavoro, cogliendo l'occasione per porgerVi i miei distinti saluti.
Risposta ADUC
tempi tecnici sono ammissibili e legittimi, in quanto la comunicazione di cessazione credito non e' cosi' immediata come puo' credere. Nel suo caso, tuttavia, si tratta di 16 euro e questo va oltre i tempi tecnici, pertanto il diritto accordato da Tim a consentire la conclusione delle telefonate puo' sicuramente essere contestato. Puo' rivolgersi ad un giudice di pace, richiedendo di esprimersi in merito. Il problema e' che non puo' sostenere che ci sia un vero danno (lei aveva l'esigenza di effettuare detta telefonata, per tale durata, non le e' stata imposta ma solo consentita), quindi non e' un caso di facile soluzione.
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