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Cara ADUC

Lettera del consumatore

12 giugno 2003
Domanda 12 giugno 2003
Alla direzione della Trenitalia Gentili signori, credo che la trasformazione in corso in quello che per vocazione e definizione e' il trasporto pubblico, e che pero' pubblico non e' piu' tanto, stia dando esiti controversi, che sulla carta suonano di progresso, ma nella pratica appaiono di sensibile regresso e fin offensivi nei confronti di quella quantita' di viaggiatori che la pratica aziendale, fin troppo abusata oggigiorno, chiama "clienti".
In occasione della mostra "La Maesta' di Roma" ho organizzato, con altre due persone, un viaggio nella Capitale il passato fine settimana, avvalendomi dei vostri mezzi di trasporto piu' eccellenti, un treno della flotta Eurostar, prenotando dunque sia l'andata che il ritorno. Benche' non sia per esiguita' dei kilometri percorsi annualmente un utente privilegiato ne' motivato a divenirlo, credevo comunque di essere un cliente ed avere diritto a servizi accessori da paese civilizzato a prezzi commisurati alle diverse utenze che affollano le stazioni. Sulla scorta di esperienze effettuate piu' all'estero che in Italia, la mattina del nostro giorno di partenza abbiamo ritirato stupidamente i bagagli dall'hotel -dove ce li avrebbero custoditi gratuitamente- trasportandoli in stazione, persuasi che ci saremo risolti cosi' piu' di un problema, errore!
Prima difficolta' arrivati in Stazione e' stato quella di comprendere dove fosse attualmente il deposito, convivendo vecchie indicazioni e nuove, in aperta contraddizione; trovatolo nel sottosuolo siamo rimasti sconcertati dalla coda, che dato la scelta iniziale effettuata ci siamo sottoposti a subire. Una persona e' andata comunque a chiedere se esistessero box non custoditi a combinazione, ricevendo risposta negativa, o meglio, affermativa, ma che non erano funzionanti. Arrivati oltre la cortina di persone che ci precedeva e superato il metaldetector abbiamo consegnato le nostre 4 sacche, 1 a persona, piu' una busta con libri e cataloghi acquistati. Il prezzo per questa primo servizio di deposito e' stato di 3, 10 euro a collo con scadenza dopo le prime 5 ore obbligatorie di prepagamento, per un totale di 12, 40 euro.
Al nostro rientro in stazione, con largo anticipo rispetto all'ora di prenotazione per timore di trovare nuovamente la coda, abbiamo sborsato ulteriori 3 euro a copertura delle successive ore in esubero la cui tariffa e' di 0, 50 euro ad ora, non frazionabile, per un totale di 12, 00 euro; che aggiunti ai precedenti 12, 40 hanno portato a un totale di 24, 40 euro il nostro esborso. Vista la cifra abbiamo realizzato che avremmo potuto affittare una economica singola nei pressi della stazione dove ci saremmo potuti anche lavare prima della partenza.
La situazione e' stata senz'altro grottesca, ma ci ha fatto riflettere.
Possibile che un cliente con un biglietto Trenitalia A/R a giorni di distanza debba pagare come una qualsiasi persona esterna, ed immagino ve ne siano, che deposita i propri colli avvalendosi del servizio esistente e che inoltre non ci sia la possibilita' di effettuare depositi meno costosi per lunghi periodi?
L'unica alternativa data e' il deposito custodito, dove una grande o una piccola borsa pagano la medesima tariffa?
Una famiglia che si muove in treno con bagagli singoli per persona arriva dunque a pagare il triplo a quadruplo di coloro che depositano un grande baule e che magari non ci viaggiano in treno, perche' il requisito del biglietto e' non secondario, ma completamente indifferente.
Se si decide di gestire all'interno delle stazioni Grandi Stazioni dei depositi bagagli con criteri esclusivi di impresa, slegandoli dal legittimo legame con gli immediati utenti si provveda anche ad informare la clientela e gli altri imprenditori che c'e' una nuova possibilita' di guadagno affittando dei depositi nei pressi delle stazioni, ma perche' no al suo interno?, dove si possono praticare tariffe concorrenziali e rompere il facile monopolio che GrandiStazioni si e' trovato in eredita' dalle, talvolta rimpiante, FFSS, che mi permettevano di andare, si scomodamente, ma anche economicamente, a Roma, Milano, Venezia e Napoli tutte le volte che la mia fantasia veniva rapita da una mostra od un qualsiasi altro evento culturale.
Ma ormai lo sappiamo, la cultura ed il turismo non sono piu' per tutti.
Con queste politiche sara' facile essere monopolisti in stazione, ma diversamente sara' difficile essere concorrenziali con l'auto, con tutto quello che comporta a livello di inquinamento.

Risposta ADUC
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