Mercoledì 10 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

5 aprile 2003
Domanda 5 aprile 2003
Contestazione piano tariffario TIM.
Egregi signori, vorrei sottoporvi il mio caso perche' ha veramente dell'assurdo e non so piu' come comportarmi.
Da molti anni cliente tim con addebito in banca, quindi cliente affidabile e fedele, il 28/12/98 tramite un promoter tim di Castelfranco Veneto, aderisco ad un contratto "soluzione azienda gruppi" con tariffe veramente interessanti(ne posseggo la copia inviata e firmata). Verso tim 250 lire/min e cosi' anche nei giorni festivi e prefestivi per le altre utenze. Solo per le altre utenze era 450 lire/min. negli orari diurni feriali. A tutte queste tariffe veniva applicato uno sconto del 25% per il superamento dell'importo totale del gruppo di 15.000.000, oltre ad uno sconto 3% per la durata del contratto. Veramente interessante, le mie telefonate venivano a costare meno di 180 lire/min, peccato che io mi sia accorto a fine 2000, quindi dopo ben due anni che mi veniva applicata una tariffa di c. ca 500 lire/min per ogni tipo di telefonata che facessi, sia verso il gestore tim che verso gli altri, sia nelle ore di punta che nelle ore notturne e festive. Questo l'ho scoperto richiedendo il reporter analitico delle mie chiamate che documentano quanto io stessi affermando. Ho segnalato l'inconveniente e dopo telefonate su telefonate al 119 finalmente una signorina mi consiglia di fare la "migrazione" al contratto che io dovevo gia' avere onde evitare di continuare a pagare tariffe astronomiche. Nel frattempo ho inviato documentazione su documentazione sia a mezzo fax che per raccomandata all'ufficio competente a Bologna. La migrazione avviene a dicembre 2000. A gennaio mi arriva una bolletta di conguaglio telefonico di circa 4.000.000 essendo il mio vecchi contratto con un prepagato di 400.000 lire al bimestre. Immediatamente contesto sia per telefono che per fax che per scritto continuando a pagare le nuove bollette del mio nuovo contratto. Mi sospendono il servizio... al che riesco a far capire che l'errore era suo e che io volevo pagare quello che era giusto dovessi, ammesso che fossi io a dover dare. Mi viene riallacciato il servizio in attesa del nuovo calcolo. Qui viene il bello, il 7 marzo 2002 mi arriva una nota di credito di 976, 10 euro e una nuova fattura di 400, 20 euro da pagare senza nessuna lettera accompagnatoria e senza nessuna spiegazione di dove fossero arrivati quei numeri. Dopo l'umiliazione di nuove ed interminabili attese al tel dove c'e' stato chi mi ha anche offeso dicendo che praticamente ero un ladro se non pagavo, chi mi ha riattaccato dopo 40 minuti di attesa, chi mi ha messo in attesa per rispondere ad una chiamata del cell magari privato... dopo tutto questo mi hanno garantito che avrebbero rifatto il calcolo perche' quello fatto in precedenza era fatto su 300 lire/min. Peccato che un bel giorno mi hanno staccato il servizio e dopo che gli ho mandato una raccomandata dicendo che avrei pagato solo se mi avessero fatto il calcolo reale di quanto dovuto, mi hanno interdetto la scheda. Questo mi ha creato notevoli danni, i miei clienti da anni mi conoscevano con quel numero, sui biglietti da visita c'era quel numero, cosi' anche sulla carta del fax, delle lettere, ecc. Potete immaginare cosa mi e' costato far avere i nuovi numeri. Oggi mi sono arrivate due lettere raccomandate da MEDIOFACTORING di Milano del gruppo INTESA incaricata da tim al recupero del credito e devo pagare entro 8 giorni. Devo pagare? Pagare per un errore generato e riconosciuto da tim? In base a quali conteggi? Mi sapete dare una risposta? Chiedo scusa se mi sono dilungato ma la storia e' infinita..... Distinti saluti

Risposta ADUC
temiamo che il problema principale sia di non aver fatto le contestazioni giuste e di essersi strascicato troppo il problema in una situazione d'incertezza. Alle societa' di recupero puo' inviare una raccomandata A/R specificando che il problema e' ancora aperto con Tim, essendo in atto da tempo delle contestazioni e non potendo ritenere legittima ed esigibile la richiesta avanzata, in quanto il credito vantato e' stato contestato e non risulta esistente. Questo pero' non risolve il problema, anche perche' non sono in sospeso solo le maggiorazioni, ma le fatture in toto, e quindi anche le somme legittimamente esigibili (e' spagliato vederla come una somma totale: non e' che non pagando una fattura dovuta si faccia pari col debito, ci si rende solo inadempienti). Cio' che dovrebbe fare e' riprendere in mano tutto, dettagliando per ogni fattura quanto dovuto e quanto no, indicando l'ammontare dei pagamenti effettuati nel periodo (ormai consideriamolo a cifra totale..) ed intimando di definire la questione mediante il pagamento delle differenze, dando avviso che in difetto adira' le vie legali.
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