Mercoledì 10 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

3 aprile 2003
Domanda 3 aprile 2003
Cara ADUC, dal 1997 al 2000 sono stato, insieme ad altri soci, imprenditore artigiano.
Allora decidemmo di iscriverci alla CNA e di farci tenere da loro la contabilita' (ordinaria).
La settimana scorsa, un impiegata della sede locale della CNA, mi ha chiamato e mi ha chiesto se intendevamo usufruire del condono fiscale per gli anni in cui avevamo esercitato la nostra attivita'.
Io ero un po' perplesso, mi suonava strano che chi mi ha tenuto la contabilita', ora mi chiedesse di aderire a qualche forma di condono (a cui sono contrario per principio).. e ho risposto: "Perche'? Cosa dobbiamo condonare? " La risposta e' stata abbastanza rassicurante, del tipo "Non preoccupatevi, tutto a posto, e' solo per essere sicuri di evitare i controlli, perche' bene o male qualche piccola irregolarita' possono sempre trovarla.. " Mi sono consultato con i miei ex-soci e abbiamo deciso di non usufruire di questa "opportunita'", anche perche' tra incartamenti pratiche e conteggi veniva a costare diverse centinaia di euro.
Siamo sempre stati convinti di aver fatto tutto in maniera corretta e pulita e se proprio ci fosse qualcosa, dovrebbero essere sciocchezze.
Quando ho informato la CNA di questa decisione, mi hanno chiesto di passare da loro per firmare "la rinuncia".
Ho chiesto spiegazione del perche' dovessi dichiarare la rinuncia, credevo fosse sufficiente non presentare domanda di condono...
Mi e' stato detto che questo era solo un loro documento interno con il quale dichiaravo che sono stato informato della possibilita' di aderire ma ho rinunciato.
Benone! Quando mi sono recato agli uffici della CNA per firmare, mi sono pero' accorto, che erano state aggiunte a questa "liberatoria", alcune frasi e contenuti che andavano ben oltre il semplice "Io sottoscritto dichiaro di essere stato informato di.. " Praticamente stavo firmando una completa liberatoria alla CNA, scaricandola di tutte le responsabilita' dirette o indirette derivanti dalla loro attivita' relative alla mia contabilita'.
Alquanto sconcertato ho chiesto spiegazioni, l'impiegata, quasi offesa della mia 'mancanza di fiducia' mi ha risposto che sono solo frasi di rito, che loro rimangono comunque responsabili e che sono assicurati, bla bla bla, ma il tono di quel documento era abbastanza chiaro.
Cosa devo fare? Devo firmare? E' una prassi normale?
Che valore legale ha questo documento? Possono scaricarsi cosi' facilmente delle loro eventuali responsabilita'?
Cosa succederebbe se a seguito di un controllo la finanza evidenziasse delle irregolarita'?
Cosa sarebbe successo se mi fossi fidato delle persone (che conosco da anni) e avessi firmato senza leggere?
Sono tanti quesiti, ma credo che come me migliaia e migliaia di piccoli imprenditori ora si stiano ponendo le stesse domande.
Siamo schiacciati tra un "pizzo" di stato (Se non fai il condono ti mando la finanza!!) e i toni sottili di un difensore che non si capisce piu' da che parte stia, (Se non fai il condono io non mi prendo nessuna responsabilita' per quello che ti puo' succedere..), cosa possiamo/dobbiamo fare?
Ringrazio anticipatamente per l'attenzione e l'impegno con cui vi dedicate a risolvere i nostri problemi.

Risposta ADUC
se la Cna s'informa per chiederle se vuole aderire al condono, va benissimo: puo' anche farle un servizio utile. Ma non si vede perche' debba firmare una liberatoria alla Cna: in primo luogo, non e' certo che questa possa essere responsabilizzata -dipende dal tipo di rapporto che risulta- ma a prescindere da cio' la Cna non ha nessun diritto di esigere da lei questo disimpegno, pertanto si limiti ad ignorarli.
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