Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
20 novembre 2002
Cara ADUC, spero che mi possiate aiutare ad uscire da questa situazione molto fastidiosa.
Ad aprile mi e' stata inviata da una societa' di recupero crediti di Roma (Sirfim) una richiesta di pagamento con mora, relativa ad una bolletta della TIM che io nel 1997 non avevo pagato (l'importo della bolletta era di 174, 000, con la mora circa il doppio).
Poiche' ricordavo perfettamente a quale bolletta si faceva rifermento, ho contattato subito la TIM al Servizio Clienti raccontando quello che era accaduto e puntualizzando che la bolletta faceva riferimento ad un periodo in cui il cellulare era stato clonato e che in seguito al disconoscimento delle telefonate e alla denuncia ai carabinieri, la bolletta era stata sospesa, dopo varie peripezie, riesco a risolvere la questione con la TIM, inviando una copia dei documenti, infatti, dopo qualche giorno ricevo la comunicazione che il problema e' stato risolto e che era stato inviato un fax in cui si bloccava il recupero del credito in quanto si era verificato un errore. Io contatto la sirfim (alla quale avevo chiesto per iscritto, una proroga di 10 giorni per il pagamento, per chiarire la situazione) e li informo della situazione.
Dopo un mese o piu' vengo contattata da un dipendente della SIRFIM, che mi chiedeva di pagare, io ho spiegato la situazione e lui ha insistito perche' pagassi, dicendomi che altrimenti avrebbero dovuto procedere al pignoramento.
Io l'ho mandato via, ho contattato la TIM, spiegando di nuovo la situazione, loro mi hanno assicurato che tutto era risolto e che avevano mandato la disdetta alla societa' di recupero crediti, ma vengo a sapere che non e' la sirfim, ma una societa' di Milano, la VonWiller. Ho contattato questa societa' spiegando il problema, mi e' stato detto che loro hanno inviato un fax il 28 maggio alla societa' di Roma a cui hanno ceduto il credito. Chiamo la sirfim e comunico quello che ho saputo, chiedendogli di mettersi in contatto loro con la VonWiller. Mi rispondono che mi faranno sapere.
Dopo due mesi, mi telefona un altro dipendente della sirfim, che vuole essere pagato, io faccio di nuovo le stesse telefonate e chiedo alla TIM se mi possono inviare un documento in cui viene chiarita la mia posizione in modo che lo possa mandare alla sirfim e risolvere da sola la questione, La TIM mi dice che loro non possono rilasciarmi niente ma che posso fare una richiesta per iscritto in cui richiedo la situazione riferita all'utenza telefonica. Ho fatto il fax, ma non ho mai ricevuto risposta.
La settimana scorsa vengo contattata da un altro dipendente sirfim che richiedeva il pagamento, io gli ho spiegato di nuovo la situazione, mi ha detto che loro non hanno ricevuto nessun fax, e che quindi procedono nella richiesta di pagamento e che se non pago, la prossima volta procederanno, non ho capito bene in che modo. Come al solito lo mando via e ricomincio il mio giro di telefonate, chiamo la TIM per chiedere se mi rilasciano una copia del documento che hanno inviato alla VONWiller, mi dicono che loro non possono ma che puo' farlo la societa' a cui loro passano il debito, la VonWiller. Chiamo la Vonwiller per chiedere la liberatoria, ma loro mi dicono che non se ne parla, mi confermano che loro hanno passato la pratica alla EDIFIM (una nuova) a marzo, ma che quando hanno ricevuto il blocco del pagamento dalla TIM, hanno inviato il fax (il 28 maggio) alla EDIFIM.
Ora vi chiedo, che cosa devo fare. non riesco ad avere niente per iscritto che attesti la mia situazione, queste societa' non comunicano assolutamente fra di loro, fra qualche giorno tornera' qualcuno a pretendere il pagamento minacciandomi di far intervenire l'ufficiale giudiziario. Mi sento con le mani legate, come posso fare per fare in modo che questi signori mi lascino in pace???
Grazie per la vostra risposta
Ad aprile mi e' stata inviata da una societa' di recupero crediti di Roma (Sirfim) una richiesta di pagamento con mora, relativa ad una bolletta della TIM che io nel 1997 non avevo pagato (l'importo della bolletta era di 174, 000, con la mora circa il doppio).
Poiche' ricordavo perfettamente a quale bolletta si faceva rifermento, ho contattato subito la TIM al Servizio Clienti raccontando quello che era accaduto e puntualizzando che la bolletta faceva riferimento ad un periodo in cui il cellulare era stato clonato e che in seguito al disconoscimento delle telefonate e alla denuncia ai carabinieri, la bolletta era stata sospesa, dopo varie peripezie, riesco a risolvere la questione con la TIM, inviando una copia dei documenti, infatti, dopo qualche giorno ricevo la comunicazione che il problema e' stato risolto e che era stato inviato un fax in cui si bloccava il recupero del credito in quanto si era verificato un errore. Io contatto la sirfim (alla quale avevo chiesto per iscritto, una proroga di 10 giorni per il pagamento, per chiarire la situazione) e li informo della situazione.
Dopo un mese o piu' vengo contattata da un dipendente della SIRFIM, che mi chiedeva di pagare, io ho spiegato la situazione e lui ha insistito perche' pagassi, dicendomi che altrimenti avrebbero dovuto procedere al pignoramento.
Io l'ho mandato via, ho contattato la TIM, spiegando di nuovo la situazione, loro mi hanno assicurato che tutto era risolto e che avevano mandato la disdetta alla societa' di recupero crediti, ma vengo a sapere che non e' la sirfim, ma una societa' di Milano, la VonWiller. Ho contattato questa societa' spiegando il problema, mi e' stato detto che loro hanno inviato un fax il 28 maggio alla societa' di Roma a cui hanno ceduto il credito. Chiamo la sirfim e comunico quello che ho saputo, chiedendogli di mettersi in contatto loro con la VonWiller. Mi rispondono che mi faranno sapere.
Dopo due mesi, mi telefona un altro dipendente della sirfim, che vuole essere pagato, io faccio di nuovo le stesse telefonate e chiedo alla TIM se mi possono inviare un documento in cui viene chiarita la mia posizione in modo che lo possa mandare alla sirfim e risolvere da sola la questione, La TIM mi dice che loro non possono rilasciarmi niente ma che posso fare una richiesta per iscritto in cui richiedo la situazione riferita all'utenza telefonica. Ho fatto il fax, ma non ho mai ricevuto risposta.
La settimana scorsa vengo contattata da un altro dipendente sirfim che richiedeva il pagamento, io gli ho spiegato di nuovo la situazione, mi ha detto che loro non hanno ricevuto nessun fax, e che quindi procedono nella richiesta di pagamento e che se non pago, la prossima volta procederanno, non ho capito bene in che modo. Come al solito lo mando via e ricomincio il mio giro di telefonate, chiamo la TIM per chiedere se mi rilasciano una copia del documento che hanno inviato alla VONWiller, mi dicono che loro non possono ma che puo' farlo la societa' a cui loro passano il debito, la VonWiller. Chiamo la Vonwiller per chiedere la liberatoria, ma loro mi dicono che non se ne parla, mi confermano che loro hanno passato la pratica alla EDIFIM (una nuova) a marzo, ma che quando hanno ricevuto il blocco del pagamento dalla TIM, hanno inviato il fax (il 28 maggio) alla EDIFIM.
Ora vi chiedo, che cosa devo fare. non riesco ad avere niente per iscritto che attesti la mia situazione, queste societa' non comunicano assolutamente fra di loro, fra qualche giorno tornera' qualcuno a pretendere il pagamento minacciandomi di far intervenire l'ufficiale giudiziario. Mi sento con le mani legate, come posso fare per fare in modo che questi signori mi lascino in pace???
Grazie per la vostra risposta
Risposta ADUC
li ignori totalmente sino a che non ricevera' una richiesta ufficiale per raccomandata A/R. In caso cio' dovesse avvenire, rispondera' al richiedente facendo presente quanto avvenuto e diffidandoli dal reiterare richieste indebite, invitando ad ottenere conferma di Tim dell'infondatezza del credito ceduto (in caso, poi, nel frattempo fossero decorsi 5 anni dalla data del debito, potrebbe semplicemente limitarsi ad opporre il decorso dei termini di prescrizione). Non avendo la prova della risoluzione del problema legato al debito, lei e' a rischio: ma non ha altra possibilita' che far presenti i fatti e sperare che Tim ammetta l'errore.
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