Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
20 novembre 2002
Il giorno 22/12/2001 alle ore 16 circa ero all'interno dell'abitazione, quando dal piano superiore mio padre dichiarava emissione di fumo e surriscaldamento del condotto fumario del camino, constatando personalmente il fatto ed essendo impossibilitato ad uscire sul tetto causa neve, venne richiesto l'intervento dei Vigili del Fuoco, i quali, constatavano l'occlusione del foro di uscita dei fumi con conseguente accumulo di fuliggine e combustione della canna fumaria.
Specifico che tale occlusione e' da imputarsi a materiale coibentante (lana di ceramica), posata in eccedenza durante la finitura della posa del tubo in acciaio, adibito allo scarico dei fumi che abbassandosi ha ostruito il medesimo.
Tengo a precisare che la posa della lana di ceramica e' stata eseguita circa 15 giorni prima del sinistro, mentre il camino era gia' in uso da circa 2 mesi dalla fine dei lavori.
La mia richiesta danni e' stata mandata direttamente alla ditta Dalberto Mauro, rivenditore autorizzato Edilcamin con sede in Loc Balangera di Varallo Tel 0163-51733, ditta con cui avevo stabilito il contratto che prevedeva lo smontaggio del camino vecchio e la posa finita con condotto in acciaio del camino nuovo, preventivando circa Lire 10.000.000 di spese.
Garantendomi qualsiasi preoccupazione da danni da incendio in quanto il tutto sarebbe stato isolato dalla casa con coibentanti su tutto il condotto fumario, poi a lavori quasi terminati mi comunicano che non si puo' effettuare la coibentazione preventivata, causa condotto fumario troppo piccolo, ma di stare tranquillo che il tutto sarebbe stato isolato nel miglior modo possibile.
Preciso che il lavoro non e' stato eseguito dalla ditta Dealberto Mauro personalmente, ma e' stata incaricata la Ditta Narchialli Marco, Impresa Edile con sede in Via Scagliotti 4 Varallo, a svolgere tutte le operazioni sopra descritte, naturalmente mandata dalla Ditta Dealberto Mauro.
Il giorno 14 Dicembre 2001, si presenta presso i miei Uffici, il Sig. Dalberto Mauro, presentandomi un biglietto di conto, e chiedendomi se possibile l'emissione di n° 3 assegni per sua comodita' contabile, vengono quindi da me compilati e consegnati il giorno medesimo.
Assegno n° 2019991865 per importo di L. 3.000.000= Assegno n° 2019991866 per importo di L. 4.000.000= Assegno n° 2019991867 per importo di L. 4.500.000= Restando in attesa di consegna da parte Sua della relativa Fattura a me spettante.
Il giorno 22 Dicembre 2001, accade l'incendio al camino, contatto il sig. Dalberto Mauro telefonicamente denunciando l'accaduto, si presenta presso la mia abitazione il giorno 23 Dicembre, dichiarando la sua totale estraneita' sulla responsabilita' dell'accaduto, dicendo che l'occlusione del condotto della canna fumaria da parte del materiale coibentante, non avrebbe prodotto questo tipo di reazione, ma secondo lui, al massimo si spegneva il camino???
In seconda battuta, cercava di imputare a me la causa dell'incendio, in quanto secondo lui avrei dovuto provvedere alla pulitura del condotto fumario vecchio prima di installare il condotto in acciaio??? (Pensavo competesse a chi svolge i lavori di ristrutturazione) Forse il tutto e' da imputare ai lavori da loro eseguiti non a regola d'arte???
I Vigili del Fuoco, imputano quale causa dell'incendio il materiale coibentante malposato ed in eccedenza, come risulta dal loro verbale di intervento, datato 24 Gennaio 2002.
Prontamente, dopo la ricezione del verbale dei Vigili del Fuoco, interpello telefonicamente la Ditta Dalberto Mauro, per richiedere risarcimento del danno, mandando copia dei Vigili del Fuoco per Fax, affinche' prendesse visione di quanto verbalizzato.
Dopo un paio di giorni il sig Dalberto Mauro, telefonicamente mi comunica che non sentendosi responsabile del lavoro mal eseguito dalla ditta Narchialli Marco, mi avrebbe mandato la fattura della vendita del materiale imputabile alla sua ditta, mentre per quanto riguardava il lavoro eseguito dalla ditta subappaltante Narchialli Marco, mi avrebbe fatturato egli stesso il lavoro eseguito, in quanto assicurato e responsabile del lavoro mal eseguito avrebbe provveduto a denunciare il danno alla sua compagnia di Assicurazione.
Ricevo infatti in data 1 Febbraio 2002, in busta normale la fattura emessa della ditta Dealberto Mauro per un importo totale di L. 4.500.000???
Si presenta presso il mio ufficio il Sig Narchialli Marco, presentandomi la seconda fattura per un importo totale di L. 240.000.
Preciso l'importo da me versato L. 11.500.000!!! e non 4.740.000. Attendo 3/4 giorni dopodiche' telefono alla compagnia di assicurazioni che rappresenta il Sig. Narchialli Marco, (LLOYD ADRIATICO), per sapere se il medesimo aveva sporto regolare denuncia.
Confermandomi l'avvenuta denuncia attendo la visita del perito.
Il giorno Sabato 23 Febbraio 2002, ricevo la visita del Geom. Bellaguardia Marco.
Dopo attenta visione della videoispezione effettuata sul condotto fumario, (richiesta dai Vigili del Fuoco) mi chiede di fornirgli i documenti rilasciati dalla ditta installatrice, esempio quello che certifica l'idoneita' dell'impianto e l'autorizzazione ad e effettuare installazioni ed interventi su condotti fumari e di produzione di calore in base alle normative europee. (Personalmente mai visti!!!) cosi' come la relativa garanzia non timbrata.
Ed inoltre mi comunica che il condotto fumario, non risulta sicuro e che avrebbe potuto verificarsi ancora un incendio in quanto il condotto ormai scottato, non dava piu' garanzie di sicurezza.
Non avendo detto certificato, mi reco il giorno 25 Febbraio 2002 dalla ditta Dealberto Mauro per procurarmelo, accompagnato da teste.
Alla richiesta del documento, mi comunica che nessuno aveva mai richiesto tale documentazione, pero' si impegnava a contattare la "Edilkamin" per rilasciarmi quanto da me richiesto, sono arrivati dopo tempo dei fogli, ma non penso siano quelli di mia spettanza.
Richiamo al 19 Marzo 2002, parlo sempre con il Geom. Caminati Claudio, responsabile dell'Ufficio liquidativo della Lloyd Adriatico, che mi comunica che l'assicurazione stipulata dal loro assicurato Sig. Narchialli Marco, non ricopre come garanzia il danno causato........ e che purtroppo a me non avrebbe nemmeno potuto fornirmi copia di perizia o lettera di comunicazione, in quanto il loro rapporto di responsabilita' e di liquidita' del danno a me causato, sarebbe stato spedito al loro Assicurato.
Non sentendomi certo di quanto accade decido in data 27 Febbraio 2002, di contattare un Avvocato: Gualdi Luciano, il quale consiglia di interpellare a titolo informativo uno studio Commercialistico, per meglio capire come muoversi amministrativamente, comprendendo la poco chiara posizione delle Ditte in causa.
Quindi il giorno 1 Marzo 2002 mi reco presso lo studio commercialistico "RED", parlo con il Rag. Curri Daniele, il quale mi consiglia come prima cosa di farmi dare la copia degli assegni da me emessi quale pagamento del camino, per poter verificare l'eventuale girata dietro.
Mi viene anche consigliato di fare ispezionare da persona abilitata al riconoscimento ed alla certificazione dell'impianto, vedasi Termotecnici, anche per sapere se posso utilizzare il mio nuovo impianto di riscaldamento.
Interpello per questo il Geom. Ferrari Giovanni.
Viene prontamente a fare la perizia, mi comunica che deve farsi mandare dal Sig. Dalberto Mauro, alcuni documenti sul calcolo delle calorie prodotte dal camino, per vedere se il tutto e' proporzionato.
Oggi 11-11-2002, dopo vari solleciti non mi e' stato ancora consegnato nulla. Siamo cosi' giunti all'inverno, e' arrivato il freddo, le mie bambine vicine al focolare si scaldano, mia moglie come me, vive incubi notturni danteschi di fuoco e fiamme, non so piu' a chi rivolgermi, non capisco come rifare il lavoro e soprattutto chi paghera'.
Vi prego aiutatemi, penso che gente come questa vada almeno punita.
Noi purtroppo in buona fede, siamo soli..............
Grazie mille anticipatamente, e rispondetemi per cortesia.
Buone Feste e un felice Anno Nuovo.
Specifico che tale occlusione e' da imputarsi a materiale coibentante (lana di ceramica), posata in eccedenza durante la finitura della posa del tubo in acciaio, adibito allo scarico dei fumi che abbassandosi ha ostruito il medesimo.
Tengo a precisare che la posa della lana di ceramica e' stata eseguita circa 15 giorni prima del sinistro, mentre il camino era gia' in uso da circa 2 mesi dalla fine dei lavori.
La mia richiesta danni e' stata mandata direttamente alla ditta Dalberto Mauro, rivenditore autorizzato Edilcamin con sede in Loc Balangera di Varallo Tel 0163-51733, ditta con cui avevo stabilito il contratto che prevedeva lo smontaggio del camino vecchio e la posa finita con condotto in acciaio del camino nuovo, preventivando circa Lire 10.000.000 di spese.
Garantendomi qualsiasi preoccupazione da danni da incendio in quanto il tutto sarebbe stato isolato dalla casa con coibentanti su tutto il condotto fumario, poi a lavori quasi terminati mi comunicano che non si puo' effettuare la coibentazione preventivata, causa condotto fumario troppo piccolo, ma di stare tranquillo che il tutto sarebbe stato isolato nel miglior modo possibile.
Preciso che il lavoro non e' stato eseguito dalla ditta Dealberto Mauro personalmente, ma e' stata incaricata la Ditta Narchialli Marco, Impresa Edile con sede in Via Scagliotti 4 Varallo, a svolgere tutte le operazioni sopra descritte, naturalmente mandata dalla Ditta Dealberto Mauro.
Il giorno 14 Dicembre 2001, si presenta presso i miei Uffici, il Sig. Dalberto Mauro, presentandomi un biglietto di conto, e chiedendomi se possibile l'emissione di n° 3 assegni per sua comodita' contabile, vengono quindi da me compilati e consegnati il giorno medesimo.
Assegno n° 2019991865 per importo di L. 3.000.000= Assegno n° 2019991866 per importo di L. 4.000.000= Assegno n° 2019991867 per importo di L. 4.500.000= Restando in attesa di consegna da parte Sua della relativa Fattura a me spettante.
Il giorno 22 Dicembre 2001, accade l'incendio al camino, contatto il sig. Dalberto Mauro telefonicamente denunciando l'accaduto, si presenta presso la mia abitazione il giorno 23 Dicembre, dichiarando la sua totale estraneita' sulla responsabilita' dell'accaduto, dicendo che l'occlusione del condotto della canna fumaria da parte del materiale coibentante, non avrebbe prodotto questo tipo di reazione, ma secondo lui, al massimo si spegneva il camino???
In seconda battuta, cercava di imputare a me la causa dell'incendio, in quanto secondo lui avrei dovuto provvedere alla pulitura del condotto fumario vecchio prima di installare il condotto in acciaio??? (Pensavo competesse a chi svolge i lavori di ristrutturazione) Forse il tutto e' da imputare ai lavori da loro eseguiti non a regola d'arte???
I Vigili del Fuoco, imputano quale causa dell'incendio il materiale coibentante malposato ed in eccedenza, come risulta dal loro verbale di intervento, datato 24 Gennaio 2002.
Prontamente, dopo la ricezione del verbale dei Vigili del Fuoco, interpello telefonicamente la Ditta Dalberto Mauro, per richiedere risarcimento del danno, mandando copia dei Vigili del Fuoco per Fax, affinche' prendesse visione di quanto verbalizzato.
Dopo un paio di giorni il sig Dalberto Mauro, telefonicamente mi comunica che non sentendosi responsabile del lavoro mal eseguito dalla ditta Narchialli Marco, mi avrebbe mandato la fattura della vendita del materiale imputabile alla sua ditta, mentre per quanto riguardava il lavoro eseguito dalla ditta subappaltante Narchialli Marco, mi avrebbe fatturato egli stesso il lavoro eseguito, in quanto assicurato e responsabile del lavoro mal eseguito avrebbe provveduto a denunciare il danno alla sua compagnia di Assicurazione.
Ricevo infatti in data 1 Febbraio 2002, in busta normale la fattura emessa della ditta Dealberto Mauro per un importo totale di L. 4.500.000???
Si presenta presso il mio ufficio il Sig Narchialli Marco, presentandomi la seconda fattura per un importo totale di L. 240.000.
Preciso l'importo da me versato L. 11.500.000!!! e non 4.740.000. Attendo 3/4 giorni dopodiche' telefono alla compagnia di assicurazioni che rappresenta il Sig. Narchialli Marco, (LLOYD ADRIATICO), per sapere se il medesimo aveva sporto regolare denuncia.
Confermandomi l'avvenuta denuncia attendo la visita del perito.
Il giorno Sabato 23 Febbraio 2002, ricevo la visita del Geom. Bellaguardia Marco.
Dopo attenta visione della videoispezione effettuata sul condotto fumario, (richiesta dai Vigili del Fuoco) mi chiede di fornirgli i documenti rilasciati dalla ditta installatrice, esempio quello che certifica l'idoneita' dell'impianto e l'autorizzazione ad e effettuare installazioni ed interventi su condotti fumari e di produzione di calore in base alle normative europee. (Personalmente mai visti!!!) cosi' come la relativa garanzia non timbrata.
Ed inoltre mi comunica che il condotto fumario, non risulta sicuro e che avrebbe potuto verificarsi ancora un incendio in quanto il condotto ormai scottato, non dava piu' garanzie di sicurezza.
Non avendo detto certificato, mi reco il giorno 25 Febbraio 2002 dalla ditta Dealberto Mauro per procurarmelo, accompagnato da teste.
Alla richiesta del documento, mi comunica che nessuno aveva mai richiesto tale documentazione, pero' si impegnava a contattare la "Edilkamin" per rilasciarmi quanto da me richiesto, sono arrivati dopo tempo dei fogli, ma non penso siano quelli di mia spettanza.
Richiamo al 19 Marzo 2002, parlo sempre con il Geom. Caminati Claudio, responsabile dell'Ufficio liquidativo della Lloyd Adriatico, che mi comunica che l'assicurazione stipulata dal loro assicurato Sig. Narchialli Marco, non ricopre come garanzia il danno causato........ e che purtroppo a me non avrebbe nemmeno potuto fornirmi copia di perizia o lettera di comunicazione, in quanto il loro rapporto di responsabilita' e di liquidita' del danno a me causato, sarebbe stato spedito al loro Assicurato.
Non sentendomi certo di quanto accade decido in data 27 Febbraio 2002, di contattare un Avvocato: Gualdi Luciano, il quale consiglia di interpellare a titolo informativo uno studio Commercialistico, per meglio capire come muoversi amministrativamente, comprendendo la poco chiara posizione delle Ditte in causa.
Quindi il giorno 1 Marzo 2002 mi reco presso lo studio commercialistico "RED", parlo con il Rag. Curri Daniele, il quale mi consiglia come prima cosa di farmi dare la copia degli assegni da me emessi quale pagamento del camino, per poter verificare l'eventuale girata dietro.
Mi viene anche consigliato di fare ispezionare da persona abilitata al riconoscimento ed alla certificazione dell'impianto, vedasi Termotecnici, anche per sapere se posso utilizzare il mio nuovo impianto di riscaldamento.
Interpello per questo il Geom. Ferrari Giovanni.
Viene prontamente a fare la perizia, mi comunica che deve farsi mandare dal Sig. Dalberto Mauro, alcuni documenti sul calcolo delle calorie prodotte dal camino, per vedere se il tutto e' proporzionato.
Oggi 11-11-2002, dopo vari solleciti non mi e' stato ancora consegnato nulla. Siamo cosi' giunti all'inverno, e' arrivato il freddo, le mie bambine vicine al focolare si scaldano, mia moglie come me, vive incubi notturni danteschi di fuoco e fiamme, non so piu' a chi rivolgermi, non capisco come rifare il lavoro e soprattutto chi paghera'.
Vi prego aiutatemi, penso che gente come questa vada almeno punita.
Noi purtroppo in buona fede, siamo soli..............
Grazie mille anticipatamente, e rispondetemi per cortesia.
Buone Feste e un felice Anno Nuovo.
Risposta ADUC
poco importa se l'assicurazione copra o meno: si tratta di una mera garanzia aggiuntiva, a tutela della ditta, che non riguarda lei direttamente. Nei suoi riguardi, risponde la ditta cui ha commissionato il lavoro. Cio' che conta e' definire la natura dell'intervento e rilevarne i vizi di esecuzione ed il costo economico degli stessi, sulla cui base effettuare poi una formale richiesta di rimborso dei danni subiti, prima che decorra l'anno dall'ultima richiesta ufficiale -consigliamo di farlo immediatamente a mezzo raccomandata A/R. Detti un termine (di 15 gg) entro cui provvedere a rimborsarla del danno subito, come integrazione di quanto gia' riconosciutole, che consenta di effettuare il ripristino dell'intervento male eseguito (e' su questa base che puo' richiedere il rimborso, procurandosi una valutazione del danno e del costo per la correzione) ed avvisando che in difetto adira' le vie legali.
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