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Cara ADUC

Lettera del consumatore

14 ottobre 2002
Domanda 14 ottobre 2002

Spett/le Associazione, sottopongo alla Vs cortese attenzione per un Vs parere quanto di seguito.
Dopo la finita locazione dell'immobile sito in Pollena Trocchia (NA) in data 30/10/1998 che mio padre conduceva in fitto e presso il quale domiciliavo, in seguito alla sua dipartita, lo scrivente (privo di qualsivoglia contratto di locazione) concordava con la proprietaria con una scrittura privata una proroga per il rilascio dello stesso stabilita per la data del 30 aprile 2000.
La proroga prevedeva la penale di £ 150.000 per ogni giorno di ritardato rilascio.
In tale lasso di tempo mi sono attivato per la ricerca di altro appartamento ove risiedere riuscendo a reperirlo anche tenendo conto per il relativo canone (£ 400.000 mensili) delle mie possibilita' economiche in zona San Sebastiano al Vesuvio(NA), individuando in tale localita' un'adeguata localita' atta a poter raggiungere agevolmente il posto di lavoro ubicato ad Ercolano (NA) poiche' distante circa 7 km e quindi facilmente raggiungibile in auto.
L'unica condizione per poterne usufruire costituiva, pero', la presa di possesso per la seconda decade del mese di settembre 2000 per procrastinabili necessita' dell'inquilino occupante.
In data 24/02/2000 (con ampio anticipo rispetto alla data del rilascio fissata per il 30/04/2000) prospettavo con una lettera raccomandata questa realta' alla proprietaria, chiedendole bonariamente di voler prorogare il rilascio dell'appartamento fino a tale scadenza ma la mia richiesta non venne accolta ed in data 04/05/2000 mi fu notificato un atto di precetto per il rilascio dell'immobile e successivamente in data 15/06/2000 un atto di avviso del tempo di rilascio dell'immobile che prevedeva per lo sfratto esecutivo anche l'intervento della forza pubblica.
L'ufficiale giudiziario che venne a notificare lo sfratto concesse una proroga al rilascio dell'immobile fissato per il 06/09/2000 ma da me rilasciato in data 05/08/2000 poiche' pressato da queste evidenti ed inderogabili circostanze fui costretto a dover necessariamente prendere in fitto un appartamento sito a Marano di Napoli che prevedeva un canone di locazione mensile di £ 800.000 oltre spese condominiali ed anche se di rilevante onere per le mie possibilita' economiche al momento risultava il meno oneroso rispetto a quanti erano disponibili.
Con tale evento per poter raggiungere il posto di lavoro mi vidi costretto a dover installare sulla mia auto anche un impianto GPL sostenendo per questo il costo di £ 1.300.000 poiche' giornalmente dovevo percorrere circa 40 km all'andata ed altrettanti per il ritorno.
L'iter giudiziario e' andato avanti e nei giorni scorsi e' stata notificata la sentenza del tribunale di Nola che riduceva la richiesta di £ 14.550.000 richiesti dalla proprietaria per i 97 giorni di ritardato rilascio dell'immobile e che il pretore ha ridotto a 1550 euro oltre le spese ed onorari legali.
La domanda che formulo sono le seguenti:
"Allo stato posso proporre appello alla sentenza per un'ulteriore abbattimento della richiesta economica adducendo le reali cause che hanno concorso alla determinazione della circostanza? " "Poiche' ho continuato a rimettere alla proprietaria il canone di locazione per l'immobile oltre la scadenza fissata dalla scrittura privata per altri 3 mesi, potrebbe l'importo relativo essere ritenuto un acconto sulla penale?
Certo che Vorrete benevolmente dare riscontro a quanto sopra descritto o suggerire eventualmente un Vs alternativo parere, ringraziando anticipatamente invio distinti saluti.




Risposta ADUC
occorre che si consulti con il suo legale, il quale conosce gli atti. A nostro avviso, e' gia' stato estremamente fortunato e non ci pare il caso di opporsi in appello: rischia di vedersi aumentare le somme dovute e di spendere in spese legali molto ma molto di piu' di quanto potrebbe vedersi ridurre. Il canone, ad ogni modo, non puo' essere computato nella penale: valutando i costi, riterremmo oggettivamente inopportuno proseguire il giudizio.

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