Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
31 maggio 2002
31 Mag 2002
Oggetto: Nuovo Orario Ferroviario Estivo tratta Napoli-Roma
Stimat.mo Marrazzo,
come pendolare che da Napoli si reca quotidianamente in treno a Roma per lavorare, vorrei farLa partecipe di quanto cambierà "in peggio" il mio tenore (latu sensu) di vita e quella dei tanti colleghi pendolari che come me lavorano a Roma con l'avvento del nuovo orario ferroviario estivo.
RingraziandoLa per l'attenzione, Le invio saluti di stima. Spett.le
Mi manda RaiTre
c.a. Piero Marrazzo
Fax no. 06-37353279
e-mail: [email protected]
e p.c.
FEDERCONSUMATORI
Via Palestro,11 - 00185 Roma
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ACU
Via Bazzini, 4 - 20131 MILANO
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Portici, 29/05/02
Oggetto: Nuovo Orario Ferroviario Estivo tratta "Napoli-Roma"
Stimat.mo Marrazzo,
quello che segue è uno spaccato di vita. Ma come succede in certe situazioni è uno spaccato di vita quotidiana ai più sconosciuto perché si svolge prevalentemente tra treno ed ufficio e di solito inizia con il buio della mattina e si conclude con il buio della sera.
Per motivi di lavoro sono costretto a fare il pendolare tra Napoli e Roma tutti i giorni e come me tantissima altra gente che ogni mattina (anche da più di 10 anni) è costretta, nei casi più fortunati, a prendere un treno alle 06.00 "da Napoli" per recarsi sul posto di lavoro "a Roma".
Intendiamoci, la fatica di svegliarsi ogni mattina, "nei casi più fortunati", intorno alle 04,30 c'è, ma il treno IC 536 (Salerno-Genova) che quotidianamente prendo/iamo da Napoli, per fortuna è quasi sempre in orario sia in partenza "da Napoli" che in arrivo "a Roma".
Premetto che tale treno raccoglie e trasporta materialmente al lavoro un numero consistente di persone che non necessariamente vivono a Napoli, ma viceversa provengono dall'intera cintura della Provincia napoletana e in alcuni casi (non trascurabili) dalla prospiciente Provincia di Salerno. Inoltre questo stesso treno il lunedì, oltre al normale carico di pendolari giornalieri e viaggiatori comuni, trasporta tutte quelle persone che lavorando nel nord Italia (pendolari settimanali) rientrano sul proprio posto di lavoro, appunto, il lunedì sì da dedicare un giorno in più alla famiglia. Ciò comporta un affollamento tale che molta gente è costretta a viaggiare "scomodamente" seduta su di uno strapuntino, se non "in piedi", almeno fino a Roma quando il grosso della massa scende.
Nonostante questa situazione che Le ho appena descritto e che si verifica per fortuna una volta sola a settimana, a dir la verità detto treno risulta essere abbastanza comodo, sia perché fa solo due fermate (Mergellina e Campi Flegrei) per servizio viaggiatori (soprattutto pendolari), sia perché tutto sommato ci mette circa due ore (1.55) fino a Roma. Un fatto, questo, di vitale importanza poiché, ultimamente mette tutti nella condizione di arrivare in tempo in ufficio permettendoci di svolgere regolarmente l'orario lavorativo senza necessità di dover oltremodo elemosinare permessi al capo ufficio di turno per eventuali ritardi.
Dunque tenga presente l'importanza strategica di questo treno soprattutto se si pensa che alla sera c'è un altro viaggio, quello di ritorno e ritornare a casa (in famiglia) ad un orario quantomeno decente, credo, sia per una persona costretta a dover fare complessivamente più di 400 Km al giorno (A/R) per lavorare, un fatto di civiltà!
Con il nuovo orario ferroviario estivo che andrà in vigore a partire dal 16/06 p.v., Trenitalia, per motivi francamente incomprensibili, ha deciso di "posticipare" di mezz'ora la partenza (dalle 06.00 alle 06.28) del suddetto treno arrecandoci contemporaneamente due danni non di poco conto. Innanzitutto trasformerà quel treno in un più remunerativo EuroStar (il danno), ma poi ci impedirà di fatto di arrivare in orario in ufficio (la beffa).
Qualche tempo fa è uscito su tutti i maggiori quotidiani uno studio del Centro di Psicologia Clinica di Milano molto indicativo sul fatto che "i pendolari figurano tra le categorie più a rischio per la salute dei nervi. Ansia, inappetenza e persino autismo sono i rischi in cui - sempre secondo quest'autorevole ricerca - incorrono i pendolari che passano troppo tempo in treno".
Non le nascondo che a distanza di quindici giorni dall'entrata in vigore dell'orario ferroviario estivo, molti colleghi pendolari (me compreso) hanno cominciato già a tremare al sol pensiero di dover posticipare la partenza da Napoli con la conseguenza certa di arrivare tardi sul posto di lavoro. Quanto pensa possa durare il continuo ritardo di un lavoratore sul proprio posto di lavoro senza dover prima o poi incorrere in una sanzione disciplinare?
Aggiungo che, unitamente al dato scientifico del Centro di Psicologia Clinica di Milano che parla espressamente per il pendolare di "ansia di essere perennemente in ritardo", l'inchiesta del Comitato di Consumatori Altro Consumo - UltimoTreno. Campagna '99 per i diritti di chi viaggia, evidenzia chiaramente, tra l'altro, che tra i viaggiatori intervistati ben il 26% dei pendolari ha subito alleggerimenti della busta paga, mentre il 3% ha subito una contestazione scritta dal proprio datore di lavoro. Quest'ultimo dato si riferiva ai ritardi dei treni ed alle conseguenze economico-disciplinari per i pendolari-lavoratrori. Per quanto possibile prima, a propria scusante, il lavoratore poteva addossare la responsabilità del ritardo interamente a Trenitalia: ma ora che, nel nostro caso, la partenza e l'arrivo del treno saranno posticipati come potrà difendersi il pendolare-lavoratore?
Non ho dati più recenti in mio possesso su questo tema e non credo in quelli commissionati ad hoc dalla stessa Trenitalia, ma sono certo che con questo provvedimento insensato le percentuali di pendolari penalizzati disciplinarmente ed economicamente in busta paga per i continui ritardi aumenteranno vertiginosamente.
Quella che Le ho sommariamente descritto, caro Marrazzo, è l'ennesima beffa che andremo a subire come pendolari-lavoratori, dopo aver mal digerito negli anni i numerosi ed ingiustificati aumenti sulle tariffe dei titoli di viaggio a fronte di retribuzioni sempre uguali! Non contenti, ora ci tolgono anche l'unico treno veramente utile ed al limite con gli orari d'ingresso in ufficio.
Partire prima? Uscire di casa tutti i giorni, come faccio/facciamo attualmente, tra le 4.00 e le 5.30 a.m. e ritirarsi tra le 18.00 e le 20.00, quando tutto ve bene, mi creda Marrazzo, è una cosa che non s'immagina !
Ma quella tra Trenitalia ed in generale i pendolari di tutt'Italia è una vecchia questione di cui Le lascio immaginare qual'è la parte, ob torto collo, più debole.
In tal senso mi permetta di chiederLe di farsi interprete presso le autorità competenti per il ripristino del vecchio treno per i motivi di cui sopra ed a fronte di un provvedimento scellerato di Trenitalia che danneggia esclusivamente chi è costretto a doversi servire del treno per andare a lavorare.
Non so se in altre parti d'Italia si sta prospettando per i pendolari-lavoratori una situazione simile a quella nostra. Se così fosse spero vivamente che altre voci si uniranno alla mia per denunciare come in nome della cd. efficienza vengano fatti pagare costi morali e materiali ai viaggiatori cominciando da chi è costretto a servirsi del treno per andare a lavorare.
In attesa di un Suo cortese riscontro La saluto cordialmente con un interrogativo a cui non riesco più a dare una risposta: ma il treno è ancora un servizio pubblico o è diventato solo una voce all'interno di un conto economico?
Oggetto: Nuovo Orario Ferroviario Estivo tratta Napoli-Roma
Stimat.mo Marrazzo,
come pendolare che da Napoli si reca quotidianamente in treno a Roma per lavorare, vorrei farLa partecipe di quanto cambierà "in peggio" il mio tenore (latu sensu) di vita e quella dei tanti colleghi pendolari che come me lavorano a Roma con l'avvento del nuovo orario ferroviario estivo.
RingraziandoLa per l'attenzione, Le invio saluti di stima. Spett.le
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c.a. Piero Marrazzo
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Portici, 29/05/02
Oggetto: Nuovo Orario Ferroviario Estivo tratta "Napoli-Roma"
Stimat.mo Marrazzo,
quello che segue è uno spaccato di vita. Ma come succede in certe situazioni è uno spaccato di vita quotidiana ai più sconosciuto perché si svolge prevalentemente tra treno ed ufficio e di solito inizia con il buio della mattina e si conclude con il buio della sera.
Per motivi di lavoro sono costretto a fare il pendolare tra Napoli e Roma tutti i giorni e come me tantissima altra gente che ogni mattina (anche da più di 10 anni) è costretta, nei casi più fortunati, a prendere un treno alle 06.00 "da Napoli" per recarsi sul posto di lavoro "a Roma".
Intendiamoci, la fatica di svegliarsi ogni mattina, "nei casi più fortunati", intorno alle 04,30 c'è, ma il treno IC 536 (Salerno-Genova) che quotidianamente prendo/iamo da Napoli, per fortuna è quasi sempre in orario sia in partenza "da Napoli" che in arrivo "a Roma".
Premetto che tale treno raccoglie e trasporta materialmente al lavoro un numero consistente di persone che non necessariamente vivono a Napoli, ma viceversa provengono dall'intera cintura della Provincia napoletana e in alcuni casi (non trascurabili) dalla prospiciente Provincia di Salerno. Inoltre questo stesso treno il lunedì, oltre al normale carico di pendolari giornalieri e viaggiatori comuni, trasporta tutte quelle persone che lavorando nel nord Italia (pendolari settimanali) rientrano sul proprio posto di lavoro, appunto, il lunedì sì da dedicare un giorno in più alla famiglia. Ciò comporta un affollamento tale che molta gente è costretta a viaggiare "scomodamente" seduta su di uno strapuntino, se non "in piedi", almeno fino a Roma quando il grosso della massa scende.
Nonostante questa situazione che Le ho appena descritto e che si verifica per fortuna una volta sola a settimana, a dir la verità detto treno risulta essere abbastanza comodo, sia perché fa solo due fermate (Mergellina e Campi Flegrei) per servizio viaggiatori (soprattutto pendolari), sia perché tutto sommato ci mette circa due ore (1.55) fino a Roma. Un fatto, questo, di vitale importanza poiché, ultimamente mette tutti nella condizione di arrivare in tempo in ufficio permettendoci di svolgere regolarmente l'orario lavorativo senza necessità di dover oltremodo elemosinare permessi al capo ufficio di turno per eventuali ritardi.
Dunque tenga presente l'importanza strategica di questo treno soprattutto se si pensa che alla sera c'è un altro viaggio, quello di ritorno e ritornare a casa (in famiglia) ad un orario quantomeno decente, credo, sia per una persona costretta a dover fare complessivamente più di 400 Km al giorno (A/R) per lavorare, un fatto di civiltà!
Con il nuovo orario ferroviario estivo che andrà in vigore a partire dal 16/06 p.v., Trenitalia, per motivi francamente incomprensibili, ha deciso di "posticipare" di mezz'ora la partenza (dalle 06.00 alle 06.28) del suddetto treno arrecandoci contemporaneamente due danni non di poco conto. Innanzitutto trasformerà quel treno in un più remunerativo EuroStar (il danno), ma poi ci impedirà di fatto di arrivare in orario in ufficio (la beffa).
Qualche tempo fa è uscito su tutti i maggiori quotidiani uno studio del Centro di Psicologia Clinica di Milano molto indicativo sul fatto che "i pendolari figurano tra le categorie più a rischio per la salute dei nervi. Ansia, inappetenza e persino autismo sono i rischi in cui - sempre secondo quest'autorevole ricerca - incorrono i pendolari che passano troppo tempo in treno".
Non le nascondo che a distanza di quindici giorni dall'entrata in vigore dell'orario ferroviario estivo, molti colleghi pendolari (me compreso) hanno cominciato già a tremare al sol pensiero di dover posticipare la partenza da Napoli con la conseguenza certa di arrivare tardi sul posto di lavoro. Quanto pensa possa durare il continuo ritardo di un lavoratore sul proprio posto di lavoro senza dover prima o poi incorrere in una sanzione disciplinare?
Aggiungo che, unitamente al dato scientifico del Centro di Psicologia Clinica di Milano che parla espressamente per il pendolare di "ansia di essere perennemente in ritardo", l'inchiesta del Comitato di Consumatori Altro Consumo - UltimoTreno. Campagna '99 per i diritti di chi viaggia, evidenzia chiaramente, tra l'altro, che tra i viaggiatori intervistati ben il 26% dei pendolari ha subito alleggerimenti della busta paga, mentre il 3% ha subito una contestazione scritta dal proprio datore di lavoro. Quest'ultimo dato si riferiva ai ritardi dei treni ed alle conseguenze economico-disciplinari per i pendolari-lavoratrori. Per quanto possibile prima, a propria scusante, il lavoratore poteva addossare la responsabilità del ritardo interamente a Trenitalia: ma ora che, nel nostro caso, la partenza e l'arrivo del treno saranno posticipati come potrà difendersi il pendolare-lavoratore?
Non ho dati più recenti in mio possesso su questo tema e non credo in quelli commissionati ad hoc dalla stessa Trenitalia, ma sono certo che con questo provvedimento insensato le percentuali di pendolari penalizzati disciplinarmente ed economicamente in busta paga per i continui ritardi aumenteranno vertiginosamente.
Quella che Le ho sommariamente descritto, caro Marrazzo, è l'ennesima beffa che andremo a subire come pendolari-lavoratori, dopo aver mal digerito negli anni i numerosi ed ingiustificati aumenti sulle tariffe dei titoli di viaggio a fronte di retribuzioni sempre uguali! Non contenti, ora ci tolgono anche l'unico treno veramente utile ed al limite con gli orari d'ingresso in ufficio.
Partire prima? Uscire di casa tutti i giorni, come faccio/facciamo attualmente, tra le 4.00 e le 5.30 a.m. e ritirarsi tra le 18.00 e le 20.00, quando tutto ve bene, mi creda Marrazzo, è una cosa che non s'immagina !
Ma quella tra Trenitalia ed in generale i pendolari di tutt'Italia è una vecchia questione di cui Le lascio immaginare qual'è la parte, ob torto collo, più debole.
In tal senso mi permetta di chiederLe di farsi interprete presso le autorità competenti per il ripristino del vecchio treno per i motivi di cui sopra ed a fronte di un provvedimento scellerato di Trenitalia che danneggia esclusivamente chi è costretto a doversi servire del treno per andare a lavorare.
Non so se in altre parti d'Italia si sta prospettando per i pendolari-lavoratori una situazione simile a quella nostra. Se così fosse spero vivamente che altre voci si uniranno alla mia per denunciare come in nome della cd. efficienza vengano fatti pagare costi morali e materiali ai viaggiatori cominciando da chi è costretto a servirsi del treno per andare a lavorare.
In attesa di un Suo cortese riscontro La saluto cordialmente con un interrogativo a cui non riesco più a dare una risposta: ma il treno è ancora un servizio pubblico o è diventato solo una voce all'interno di un conto economico?
Risposta ADUC
la ringraziamo della lettera per conoscenza.
Consigliamo di chiedere anche l'intervento dell'assessore regionale competente, nonche' del difensore civico regionale.
Consigliamo di chiedere anche l'intervento dell'assessore regionale competente, nonche' del difensore civico regionale.
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