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Cara ADUC

Lettera del consumatore

5 maggio 2002
Domanda 5 maggio 2002
5 Mag 2002
Tipo_Form.............CONSIGLI
RICHIESTA.............SPETT.LE SOCIETA' TELECOM ITALIA V. Bertola, 12 TORINO
ALL'ASSOCIAZIONE PER IL DIRITTO DEGLI UTENTI E CONSUMATORI
Il sottoscritto  Fausto, domiciliato a Torino il quale è titolare di un contratto telefonico con codesta società di telefonia, fa presente quanto segue.
All'indirizzo sopra indicato non sono state recapitate le bollette telefoniche relative al VI° bimestre 2001 e I° bimestre 2002. Regolare è stato invece il ricevimento delle spese riguardanti il II° bimestre del corrente anno, peraltro regolarmente pagate tramite l'apposito bollettino postale.
In data 23.04.2002, nel tentativo di effettuare una telefonata mi sono accorto che all'utenzaxxxxx non c'era più linea. Ho quindi chiamato il 187, chiedendo chiarimenti all'operatore che mi ha informato dell'esistenza di un insoluto relativo alle due bollette, mai recapitate. Lo stesso operatore mi suggeriva pertanto di effettuare un versamento sul c/c 872002 pari a 62,90 Euro (sessantadue Euro e 90 centesimi) pari alla cifra non corrisposta alla TELECOM e, quindi di inviare al numero di fax 800166177 la ricevuta di avvenuto pagamento.
Nonostante il mio scrupoloso rispetto delle istruzioni (ho effettuato il pagamento il 24 aprile c/o una succursale delle Poste Italiane e quindi inviato il fax), l'utenza fissa continuava a risultare non attiva.
Il 27 aprile u.s. ho nuovamente contattato il 187 esponendo la situazione all'operatore il quale, dopo aver effettuato un controllo dell'utenza fissa, assicurava l'immediato ripristino della linea.
Dal momento che le successive verifiche da me fatte continuavano a dare esito negativo e rinviato il fax della relata di versamento, in data 30.04.02 l'operatore di turno mi ha fornito una spiegazione completamente diversa dalle precedenti. Secondo lui il versamento fatto dallo scrivente, operato secondo quanto indicato dal 187, era errato in quanto sarebbe dovuto avvenire con due distinti versamenti e non in un'unica soluzione di pagamento. Inoltre, l'interlocutore ha asserito che l'unica via praticabile, visto l'eccessivo tempo intercorso tra il distacco della linea e il pagamento, prevede la stipula di un nuovo contratto (costo di attivazione £ 250.000!). Lo stesso operatore fa riferimento ad una comunicazione che codesta società di telefonia avrebbe inoltrato all'intestatario del numero di telefono 011.xxxx1, mai pervenuta.
In data odierna mi sono quindi recato presso gli uffici della TELECOM siti in Via Bertola 12 dove ho rappresentato per l'ennesima volta la situazione, alquanto spiacevole, venutasi a creare. L'addetto allo sportello, meravigliato ed incredulo per l'accaduto, ha lui stesso contattato il 187. Questa volta la persona che ha risposto alla telefonata ha parlato di un inoltro della pratica all'ufficio recupero crediti, nonostante la pendenza sia stata già evasa. L'incresciosa situazione mi ha creato numerosi problemi, poiché l'utenza fissa costituisce per il mio ufficio l'unico numero di reperibilità.
Oltre a ciò voglio rappresentare il mio disappunto dal momento che ritengo il comportamento della società TELECOM tutt'altro che al servizio del cittadino. Non ci sono stati infatti contatti telefonici che avrebbero certamente evitato questo problema, né annotazioni di servizio o comunicazioni scritte nelle quali si fissava un termine massimo (dalla ricezione dell'avviso) per il pagamento della pendenza, pena il distacco dell'utenza fissa. A ciò va inoltre aggiunto che le bollette telefoniche relative ai due bimestri sopra indicati non sono mai pervenute all'indirizzo di Via xxxxxxxx.
Chiedo pertanto che la riattivazione della linea telefonica all'utenza 011.xxxxx avvenga senza che io debba sostenere alcuna spesa, vista la mia totale estraneità alla catena di errori e/o mancanze generate dalla società di telefonia.
Per concludere voglio fare una considerazione. Non posso certo ritenere che una società come la TELECOM riservi un trattamento diverso ai titolari di un contratto di telefonia fissa rispetto a uno di telefonia mobile. Anche perché ciò mi farebbe ritenere che soltanto quando c'è una sana concorrenza le buone maniere, ovvero la tutela del cittadino viene considerata.
Tanto per doverosa conoscenza.

Risposta ADUC
si consiglierebbe -per evitare tali problemi- la domiciliazione bancaria delle fatture.
Per il caso specifico, oltre che suggerire di richiedere una valutazione ed un intervento al Garante per le Comunicazioni (Isola B5, 80143 Na) si consiglia di inviare la propria contestazione -allegando in copia i pagamenti- per raccomandata A/R, dettando il termine di 48 ore entro cui provvedere alla riattivazione ed avvisando che -in difetto- intentera' causa per danni (rivolgendosi pertanto al giudice di pace).
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