Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
7 febbraio 2002
Tipo_Form - CONSIGLI
RICHIESTA - Alla morte di mio padre, nel 1985, la proprieta' dell'alloggio in cui viveva con mia madre e nel quale ella abita tuttora sola, e' stata ripartita nella misura di un terzo alla vedova, un terzo a mia sorella ed un terzo a me (mia sorella ed io siamo gli unici figli).
Al momento dell'avvento dell'ICI ognuno dei contitolari ha provveduto a pagare la quota di propria pertinenza ad esclusione di mia madre la cui quota veniva assorbita interamente dalla detrazione per prima casa.
A questo riguardo credo che avrebbe dovuto pagare l'intera ICI mia madre in forza del diritto di abitazione e che quindi, sia mia sorella che io, abbiamo versato un' imposta non dovuta.
Nel 1996 mia sorella ha venduto la propria quota a me e cosi' ha fatto anche mia madre riservandosi l'usufrutto.
Per mia ignoranza io credevo di avere la nuda proprieta' dell'intero immobile e di aver concesso l'usufrutto pieno a mia madre, ma ad una rilettura piu' attenta dell'atto notarile sembrerebbe che mia madre abbia l'usufrutto solo su un terzo dell'immobile. Quindi la situazione attuale dovrebbe essere la seguente: io detengo i due terzi di piena proprieta' ed un terzo di nuda proprieta'.
Io non ho mai provveduto al pagamento dell'ICI per gli anni successivi al 1996 in quanto convinto che fosse l'usufruttuario a doverlo pagare.
Ora ho ricevuto le ingiunzioni dal comune per il mancato pagamento dell'ICI relativo ai due terzi dell'immobile di piena proprieta'.
Credo che sia mia madre a dovere pagare l'ICI, ma non in virtu' dell'usufrutto perche', essendo questo solo parziale, imporrebbe sia a me che a mia madre di pagare ognuno la propria parte, ma in forza del diritto di abitazione, in quanto vedova e unica abitante dell'immobile che divideva con mio padre. Anche per quanto attiene al pagamento dell'IRPEF ci siamo comportati in maniera analoga dichiarando ognuno il proprio terzo di proprieta' dal 1985 fino al 1996 e per gli anni successivi e' stata mia madre che ha sempre dichiarato il valore intero mentre io non ho dichiarato nulla.
Anche in questo caso io ritengo che ne' mia sorella ne io avremmo dovuto mai dichiarare l'immobile mentre mia madre avrebbe dovuto dichiararlo per intero, sempre in virtu' del citato diritto di abitazione. Vorrei sapere:
- se e' lecito che il comune pretenda da me il pagamento dell'ICI per gli anni successivi il 1996
- se, nell'eventualita' sia corretta la mia interpretazione, posso chiedere al comune il rimborso per l'ICI pagata per gli anni precedenti il 1996
- come mi devo comportare per le dichiarazioni IRPEF compilate in modo inesatto.
Grazie molte :-)
RICHIESTA - Alla morte di mio padre, nel 1985, la proprieta' dell'alloggio in cui viveva con mia madre e nel quale ella abita tuttora sola, e' stata ripartita nella misura di un terzo alla vedova, un terzo a mia sorella ed un terzo a me (mia sorella ed io siamo gli unici figli).
Al momento dell'avvento dell'ICI ognuno dei contitolari ha provveduto a pagare la quota di propria pertinenza ad esclusione di mia madre la cui quota veniva assorbita interamente dalla detrazione per prima casa.
A questo riguardo credo che avrebbe dovuto pagare l'intera ICI mia madre in forza del diritto di abitazione e che quindi, sia mia sorella che io, abbiamo versato un' imposta non dovuta.
Nel 1996 mia sorella ha venduto la propria quota a me e cosi' ha fatto anche mia madre riservandosi l'usufrutto.
Per mia ignoranza io credevo di avere la nuda proprieta' dell'intero immobile e di aver concesso l'usufrutto pieno a mia madre, ma ad una rilettura piu' attenta dell'atto notarile sembrerebbe che mia madre abbia l'usufrutto solo su un terzo dell'immobile. Quindi la situazione attuale dovrebbe essere la seguente: io detengo i due terzi di piena proprieta' ed un terzo di nuda proprieta'.
Io non ho mai provveduto al pagamento dell'ICI per gli anni successivi al 1996 in quanto convinto che fosse l'usufruttuario a doverlo pagare.
Ora ho ricevuto le ingiunzioni dal comune per il mancato pagamento dell'ICI relativo ai due terzi dell'immobile di piena proprieta'.
Credo che sia mia madre a dovere pagare l'ICI, ma non in virtu' dell'usufrutto perche', essendo questo solo parziale, imporrebbe sia a me che a mia madre di pagare ognuno la propria parte, ma in forza del diritto di abitazione, in quanto vedova e unica abitante dell'immobile che divideva con mio padre. Anche per quanto attiene al pagamento dell'IRPEF ci siamo comportati in maniera analoga dichiarando ognuno il proprio terzo di proprieta' dal 1985 fino al 1996 e per gli anni successivi e' stata mia madre che ha sempre dichiarato il valore intero mentre io non ho dichiarato nulla.
Anche in questo caso io ritengo che ne' mia sorella ne io avremmo dovuto mai dichiarare l'immobile mentre mia madre avrebbe dovuto dichiararlo per intero, sempre in virtu' del citato diritto di abitazione. Vorrei sapere:
- se e' lecito che il comune pretenda da me il pagamento dell'ICI per gli anni successivi il 1996
- se, nell'eventualita' sia corretta la mia interpretazione, posso chiedere al comune il rimborso per l'ICI pagata per gli anni precedenti il 1996
- come mi devo comportare per le dichiarazioni IRPEF compilate in modo inesatto.
Grazie molte :-)
Risposta ADUC
Purtroppo, la questione e' complessa ed inoltre se ne e' accorto tardi.
Sicuramente il Comune e' autorizzato a richiederle le differenze dal '96 in poi (la legge e' chiara). Avrebbe -lei- anche a nostro avviso, diritto al rimborso: il quale pero' e' richiedibile solo fino a tre anni indietro e non fino al '96 -occorre formalizzare la richiesta per raccomandata A/R e poi rivolgersi in commissione in caso non si ottenga il dovuto entro 30gg.: di seguito, trovera' due link, uno indicante una bozza di ricorso ed un altro indicante le modalita' di ricorso:
Ricorso e sospensione riscossione imposta
Commissione Provinciale Tributaria
Per quanto attiene l'Irpef, puo' provare a sentire il Garante del Contribuente presso la Direzione regionale Entrate, per un suggerimento.
Sicuramente il Comune e' autorizzato a richiederle le differenze dal '96 in poi (la legge e' chiara). Avrebbe -lei- anche a nostro avviso, diritto al rimborso: il quale pero' e' richiedibile solo fino a tre anni indietro e non fino al '96 -occorre formalizzare la richiesta per raccomandata A/R e poi rivolgersi in commissione in caso non si ottenga il dovuto entro 30gg.: di seguito, trovera' due link, uno indicante una bozza di ricorso ed un altro indicante le modalita' di ricorso:
Ricorso e sospensione riscossione imposta
Commissione Provinciale Tributaria
Per quanto attiene l'Irpef, puo' provare a sentire il Garante del Contribuente presso la Direzione regionale Entrate, per un suggerimento.
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