Giovedì 11 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

14 gennaio 2002
Domanda 14 gennaio 2002
Subject: buono d'acquisto
Spett.ADUC, nel mese di dicembre 2001 mi sono recata in una boutique milanese (di cui peraltro sono abituale cliente) ed ho acquistato un maglione pagandolo Lit. 305.000; essendo un regalo natalizio, ho chiesto di poterlo sostituire nel caso non fosse andato bene e mi e' stato risposto in modo affermativo.
Entro una settimana mi sono recata a restituire il maglione in quanto non idoneo per la destinataria del regalo. Mi e' stato fatto un buono di acquisto del valore di Lit 305.000 spendibile senza limiti di tempo. Nella prima settimana di gennaio mi reco nel negozio, con la destinataria del regalo, per utilizzare il buono ed acquisto due maglioni (che costano Lit. 500.000) che la commessa mi dice scontati del 20% (fanno Lit. 400.000, giusto?). Al pagamento consegno il mio buono e mi viene richiesta la cifra aggiuntiva di lire 195.000 che al momento pago senza tanto badare in quanto cliente abituale. Ma, sorpresa, a casa mi accorgo che non mi e' stato praticato alcuno sconto. Telefono al negozio per chiedere spiegazioni e mi viene detto che si' i capi avevano lo sconto del 20% ma che, la regola del negozio, dice che tale sconto si applica solo alla differenza di prezzo tra le 500.000 (prezzo pieno) e le 305.000 (valore del buono); il 20% su 195.000 e' quindi di Lit. 38.000 circa (contro le 100.000 di sconto sul prezzo pieno).
Le mie domande sono queste: e' giusto che non mi abbiano scontato i due capi in quanto il mio buono si riferiva a soldi spesi in periodo in cui non venivano praticati sconti? Inoltre il buono non dovrebbe avere valore di Lit. 305.000 (gia' incassate) indipendentemente da quando e da cosa si acquista, in quanto non specificato? Avrei potuto pretendere lo sconto e pagare le 400.000 in contanti e tenere il buono per utilizzarlo in un periodo di "non-sconti" (avendo cosi' scelta di capi venduti a prezzo pieno e non in periodo di "quasi-saldi" che, come si sa, convengono anche ai negozianti??). Spero di essere stata chiara anche se forse un po' lunga ed attendo fiduciosa la Vostra risposta. Grazie.

Risposta ADUC
Mentre il negozio non era obbligato a farle un buono e pur potendo essere ammissibile praticare lo sconto nel modo suindicato, questo -in quanto non ovvio- ci pare legittimo solo nel caso in cui fosse specificato. In caso contrario, il buono (volontariamente emesso) deve rappresentare la effettiva cifra pagata, concorrendo all'applicazione dello sconto previsto sul prezzo dell'oggetto acquistato.
La decisione, tuttavia, deve essere presa da un giudice.
Volendo, puo' intentare un procedimento -inizialmente una conciliazione- rivolgendosi al giudice di pace.
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