Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
25 novembre 2001
Tipo_Form - CONSIGLI
RICHIESTA - La settimana scorsa sono stata contattata telefonicamente da una dipendente del Centro Benessere L***, C*** s.r.l. filiale di Benvento, che mi ha proposto un controllo gratuito relativamente ai miei problemi di peso. Il giorno fissato, 19/11/01, mi sono recata al centro per il controllo che e' consistito semplicemente in un controllo del peso (semplice pesatura) ed una lunga "chiacchierata" con l'incaricata, una certa Maria Rosaria, che mi ha prospettato alcuni "programmi di snellimento" diversificati per tempo e per prezzo. Alla mia obiezione che, avendo io problemi di salute, sono stata operata di stomaco, dovevo prima di decidere consultare il mio medico di fiducia, l'incaricata della L***, mi ha risposto che per usufruire della promozione dovevo iscrivermi al centro con un anticipo di £ 15000/20000. Mi sono detta: "Male che vada perdo 20000 Lire." Ho firmato quello che nelle mie intenzioni era un'iscrizione al centro ed invece e' risultato essere un vero e proprio contratto di partecipazione ad un programma di snellimento, con tanto di preventivo che io pensavo fosse solo a scopo informativo. Oltretutto, leggendo sul retro, cosa che non mi era stata specificata prima della firma la seguente clausola che riporto intrgralmente: In ipotesi di recesso, cosi' come in ipotesi di mancata partecipazione totale o parziale della cliente al programma prescelto per inerzia o negligenza della medesima, C*** s.r.l. avra' diritto di ottenere il pagamento dell'importo relativo alle sedute gia' effettuate, nonche' il 20% dell'intero corrispettivo a copertura delle spese e del mancato guadagno conseguente al ripensamento della Cliente." A questo punto, ho capito di essere stata imbrogliata e sconsigliata anche dal medico di famiglia ad intraprendere programmi di snellimento diversi da una dieta equilibrata, ed in data 20/11/01 ho inviato al centro L*** una racconmandata AR di cui trascrivo il testo:
"Spettabile ditta L***. io sottoscritta P*** M*** C***, mi sono recata, a seguito di un contatto telefoinico da parte di una delle sue impiegate, nel vostro centro in data 19/11/01 per prendere visione di un'offerta promozionale. A seguito di imprevedibili ed imprescindibili impegni familiari e personali, ed avvalendomi del diritto di ripensamento, garantito per legge al cliente, vi comunico entro i dieci giorni prescritti, la rescissione dall'impegno di iscrizione al vostro programma di snellimento, in data 19/11/01 (contratto di cui allego fotocopia) senza ulteriori oneri da parte mia. Invio questa comunicazione a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno: Distinti saluti....." La lettera e' stata spedita il 20/11/01. Il 21/11/01, ricevo una telefonata dal centro, sempre da Maria Rosaria, avendo letto la mia lettera, che mi invita per un nuovo colloquio al centro in quanto la C*** s.r.l. non ammette il ripensamento. Dopo un tempestoso colloquio telefonico ha concluso dicendo: "Non abbiamo piu' niente da dirci" ed ho chiuso il telefono. A questo punto chiedo: Che devo fare? L'anticipo (£ 20000) so di averlo perso, ma il 20% (circa £ 413000) non ho nessuna intenzione idi darglieli non essendomi avvalsa di nessuno dei servizi del centro neppure della visita medica. La fotocopia della lettera e la mia copia della "ridchiesta di iscrizione" in realta' un vero contratto, non posso inviarmeli in quanto non possiedo lo scanner, se vorrete prenderne visione fatemi pervenire un numero di Fax a cui possa spedirli. Vi ringrazio anticipatamente.
RICHIESTA - La settimana scorsa sono stata contattata telefonicamente da una dipendente del Centro Benessere L***, C*** s.r.l. filiale di Benvento, che mi ha proposto un controllo gratuito relativamente ai miei problemi di peso. Il giorno fissato, 19/11/01, mi sono recata al centro per il controllo che e' consistito semplicemente in un controllo del peso (semplice pesatura) ed una lunga "chiacchierata" con l'incaricata, una certa Maria Rosaria, che mi ha prospettato alcuni "programmi di snellimento" diversificati per tempo e per prezzo. Alla mia obiezione che, avendo io problemi di salute, sono stata operata di stomaco, dovevo prima di decidere consultare il mio medico di fiducia, l'incaricata della L***, mi ha risposto che per usufruire della promozione dovevo iscrivermi al centro con un anticipo di £ 15000/20000. Mi sono detta: "Male che vada perdo 20000 Lire." Ho firmato quello che nelle mie intenzioni era un'iscrizione al centro ed invece e' risultato essere un vero e proprio contratto di partecipazione ad un programma di snellimento, con tanto di preventivo che io pensavo fosse solo a scopo informativo. Oltretutto, leggendo sul retro, cosa che non mi era stata specificata prima della firma la seguente clausola che riporto intrgralmente: In ipotesi di recesso, cosi' come in ipotesi di mancata partecipazione totale o parziale della cliente al programma prescelto per inerzia o negligenza della medesima, C*** s.r.l. avra' diritto di ottenere il pagamento dell'importo relativo alle sedute gia' effettuate, nonche' il 20% dell'intero corrispettivo a copertura delle spese e del mancato guadagno conseguente al ripensamento della Cliente." A questo punto, ho capito di essere stata imbrogliata e sconsigliata anche dal medico di famiglia ad intraprendere programmi di snellimento diversi da una dieta equilibrata, ed in data 20/11/01 ho inviato al centro L*** una racconmandata AR di cui trascrivo il testo:
"Spettabile ditta L***. io sottoscritta P*** M*** C***, mi sono recata, a seguito di un contatto telefoinico da parte di una delle sue impiegate, nel vostro centro in data 19/11/01 per prendere visione di un'offerta promozionale. A seguito di imprevedibili ed imprescindibili impegni familiari e personali, ed avvalendomi del diritto di ripensamento, garantito per legge al cliente, vi comunico entro i dieci giorni prescritti, la rescissione dall'impegno di iscrizione al vostro programma di snellimento, in data 19/11/01 (contratto di cui allego fotocopia) senza ulteriori oneri da parte mia. Invio questa comunicazione a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno: Distinti saluti....." La lettera e' stata spedita il 20/11/01. Il 21/11/01, ricevo una telefonata dal centro, sempre da Maria Rosaria, avendo letto la mia lettera, che mi invita per un nuovo colloquio al centro in quanto la C*** s.r.l. non ammette il ripensamento. Dopo un tempestoso colloquio telefonico ha concluso dicendo: "Non abbiamo piu' niente da dirci" ed ho chiuso il telefono. A questo punto chiedo: Che devo fare? L'anticipo (£ 20000) so di averlo perso, ma il 20% (circa £ 413000) non ho nessuna intenzione idi darglieli non essendomi avvalsa di nessuno dei servizi del centro neppure della visita medica. La fotocopia della lettera e la mia copia della "ridchiesta di iscrizione" in realta' un vero contratto, non posso inviarmeli in quanto non possiedo lo scanner, se vorrete prenderne visione fatemi pervenire un numero di Fax a cui possa spedirli. Vi ringrazio anticipatamente.
Risposta ADUC
Il numero di fax e' 0552302452, tuttavia non riteniamo utile ci invii la documentazione, se il problema e' questo, in quanto l'abbiamo capito.
Ci sembra consista nel fatto che i contratti stipulati nei locali commerciali sono vincolanti da subito e la deroga normativa (quella che consente il recesso entro 7gg. pagando le spese accessorie -che possono comunque non essere bassissime) non e' applicabile, in quanto valida esclusivamente in caso di acquisti effettuati fuori dei locali commerciali.
Da contratto, e secondo la legge, lei e' tenuta veramente a pagare quel 20%. A meno che, non possa comprovare un diverso accordo esistente (in caso, ad esempio, avesse dei testimoni) o non voglia provare a denunciare la Signora Maria Rosaria per truffa -ed a nostro avviso, in alcuni casi e' meglio subire fregature che andarsi ad invischiare in questioni dall'esito incerto- susseguentemente tentando di contestare il contratto per vizio della volonta'.
Puo' esserle utile, per comprendere meglio il suo caso, leggere la seguente scheda (sui contratti per strada): I contratti per strada
Ci sembra consista nel fatto che i contratti stipulati nei locali commerciali sono vincolanti da subito e la deroga normativa (quella che consente il recesso entro 7gg. pagando le spese accessorie -che possono comunque non essere bassissime) non e' applicabile, in quanto valida esclusivamente in caso di acquisti effettuati fuori dei locali commerciali.
Da contratto, e secondo la legge, lei e' tenuta veramente a pagare quel 20%. A meno che, non possa comprovare un diverso accordo esistente (in caso, ad esempio, avesse dei testimoni) o non voglia provare a denunciare la Signora Maria Rosaria per truffa -ed a nostro avviso, in alcuni casi e' meglio subire fregature che andarsi ad invischiare in questioni dall'esito incerto- susseguentemente tentando di contestare il contratto per vizio della volonta'.
Puo' esserle utile, per comprendere meglio il suo caso, leggere la seguente scheda (sui contratti per strada): I contratti per strada
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