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Cara ADUC

Lettera del consumatore

22 agosto 2001
Domanda 22 agosto 2001
Cara ADUC, il 10 Agosto 2001 ho parcheggiato la mia vettura presso l'aeroporto di Roma - Fiumicino in una piazzola recintata ma con gli accessi non preclusi al passaggio delle auto, con nessuna, e con nessun cartello che indicasse il divieto di sosta (altre auto erano già parcheggiate).
Al ritorno in aeroporto, il 20 Agosto, ho trovato la zona dove avevo parcheggiato l'auto con gli accessi sbarrati. L'auto mi era stata rimossa dalla società “Aeroporti di Roma” (AdR) perché in Sosta Abusiva (i Vigili Urbani NON hanno fatto alcun verbale di contestazione).
Ho quindi dovuto pagare 228.000 lire per ritirare il mio automezzo (120.000 lire per il carro attrezzi e 108.000 lire per la sosta) e poiché vivo solo a Roma senza familiari, ho dovuto pagare per non andare a piedi.
Nel foglietto che motivava la rimozione, fornitomi dalla AdR, non c'è alcun cenno alla possibilità di contestazione della rimozione, e non ci sono i riferimenti a chi ha, di fatto, eseguito la rimozione.
Io credo di aver diritto al rimborso della spesa ma non so cosa devo fare......non lasciatemi in acqua con gli squali.
Grazie per l'aiuto.
Cordiali Saluti.

Risposta ADUC
Non crediamo lei abbia diritto al rimborso, in quanto lei e' entrato in uno spazio che si presume essere di proprieta' dell'aeroporto, ed essendo recintato -anche se con sbarre alzate- si poteva chiaramente desumere non essere adibito a parcheggio: essendo una proprieta' privata in prima ipotesi, o trattandosi di parcheggio -di cui non ha rispettato le condizioni contrattuali (da qui, il parcheggio abusivo e non la violazione di proprieta' privata). Sul verbale stesso e' rilevabile chi abbia effettuato la rimozione (la Societa'), ma non si ravvisano gli estremi per presentare una domanda di rimborso -che dovrebbe essere presentato al giudice entro 30gg.
Non avrebbe potuto ricevere una multa da parte dei vigili, in quanto non si tratta di una violazione del codice della strada (non era su suolo pubblico): ma di una violazione di proprieta' privata o di una violazione contrattuale a seconda di come sia stata impostata le questione, nonche' a seconda della esatta definibilita' della zona.
Cio' che puo' fare, e' accertare a che titolo le chiedano di pagare le 108000 lire: se come rimborso del danno per la violazione della proprieta' (ma non crediamo) o in quanto corrispettivo per la sosta o per la custodia dei 10gg. (cifra decisamente moderata) a fronte di un parcheggio pero' non regolare. Puo' solo verificare il titolo della richiesta e la correttezza della cifra -anche se la inviteremmo, viste le sue mancanze, a lasciar perdere.
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