Mercoledì 10 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

6 ottobre 2007
Domanda 6 ottobre 2007
Buongiorno! Innanzitutto grazie per l'aiuto che saprete darmi. A novembre 2005 il mio ragazzo ed io abbiamo stipulato un compromesso per l'acquisto di un immobile in costruzione. Sul compromesso sono segnati gli importi della caparra e della quota rimanente per il saldo del prezzo che sarà da versare tramite mutuo. Nel 2006 l'impresa a cui sono stati appaltati i lavori di costruzione è fallita; l'immobiliare ha appaltato i lavori ad altra ditta e l'immobile sarà presto terminato (anche se con 1 anno di ritardo). In settimana l'immobiliare ci ha mandato una raccomandata dove ci avvisa che il prezzo dell'immobile non sarà più quello pattuito, ma superiore, perché non sono riusciti ad entrare nel fallimento della ditta costruttrice e quindi hanno avuto dei costi superiori. Ora vi chiedo: la loro richiesta di aumento del prezzo dell'immobile è legittima? Il compromesso che abbiamo firmato non ci garantisce il blocco del prezzo? N.B. Tutte le modifiche all'immobile da noi richieste sono già state pagate e fatturate.
Rosa, da Monza

Risposta ADUC
Va verificato cosa prevede il compromesso, tenendo presente che in caso di clausole che prevedono modifiche unilaterali del contratto, queste si presumono vessatorie (quindi inefficaci) se non supportate da un giustificato motivo indicato nel contratto stesso (art. 33 lett. m del Codice del Consumo). Nel caso, quindi, in cui tale possibilita' non sia indicata e motivata nel compromesso, le richieste dell'immobiliare non sono accoglibili. Vi consigliamo, quindi di rispondergli con raccomandata ar di diffida: clicca qui La rimandiamo, inoltre, alla lettura di questa scheda: clicca qui
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