Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
19 settembre 2006
Cerchero' di essere sintetica: il 30 aprile '06, dovendo scaricare del materiale in un negozio ho parcheggiato in divieto di sosta, nello spazio riservato agli autobus. Trovo la multa al mio ritorno. In seguito mi arriva il verbale e recita che, oltre agli 83 euro di multa la, cito, "sopracitata violazione comporta la decuratazione di n.2 punti della patente ai sensi dell'art. 126-bis CDSS. "Hanno ragione, ero in divieto, quindi pago la multa ed aspetto che mi tolgano i 2 punti dalla patente. Ieri mi e' arrivata un nuovo verbale in cui, in riferimento alla violazione di aprile non avendo dichiarato i dati del conducente devo pagare altri 369 Euro di multa. Totale 452 euro per cinque minuti in divieto. Premetto che la: macchina e' intestata a me, abito da sola, ho io commesso la violazione che infatti ho prontamente pagato. Nel testo in grassetto del verbale non viene specificata l'obbligatorieta' della specifica del conducente; ma si trova, l'ho scoperto ieri, nelle avvertenze nel retro, ed in un altro allegato che non ricordo ci fosse. Sono indignata, ritengo che la modulistica non escluda il "silenzio assenso", rispetto la decurtazione come avevo creduto. Penso anche che al cittadino debba essere concesso un errore, una distrazione, senza venire immediatamente salassato per questo. Penso debba esistere una correlazione sensata tra il danno e la pena. Vorrei fare ricorso, ho qualche possibilita'? Restando in attesa un saluto.
Adriana, da Bologna
Adriana, da Bologna
Risposta ADUC
Purtroppo e' in errore: la Corte Costituzionale, ha trovato un metodo per salvare la legge sui punti patente, proprio declarando l'illegittimita' di ogni automatismo. Lei e' tenuta a comunicare espressamente (per raccomandata ar) i suoi dati.
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