Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
20 giugno 2006
Gentili signori, ho spedito oggi una mail sui disservizi delle farmacie con turno notturno a Repubblica, Ordine dei farmacisti provinciale e Presidnza della regione Toscana, ho dimenticato di spedirla anche a voi per conoscenza, ma rimedio ora perche' ci tengo. Cordiali saluti.
Chiara, da Firenze
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la notte scorsa ho dovuto cercare una farmacia aperta perche' la bronchite del mio compagno sembrava peggiorare. La prima farmacia, quella sotto casa era chiusa, ma la bacheca dove una volta venivano elencate le farmacie di turno riportava solo quelle aperte fino alle 23 e dopo quell'ora solo un numero verde. Chiamato il numero verde un irritante servizio di centralino automatico (quelli che chiedono di digitare 0 per confermare che si e' al telefono, 1 per il quartiere 1 etc) mi indica che la farmacia in via Gianpaolo Orsini e' di turno. Raggiunta quella farmacia la trovo chiusa, non rispondono neppure al telefono. Devo ritelefonare al numero verde, anzi, chiamare 4 volte, una volta per ogni quartiere perche' questa vota non mi fido, voglio l'elenco completo, ma il servizio e' automatico e non permette di farsi dare piu' di un'indicazione per telefonata. Scelgo la farmacia in via Calatafimi, che trovo aperta. Arrivato il mio turno e il momento di pagare, il farmacista mi comunica che c'e' un sovrapprezzo di 3.87 Euro se non si presenta una ricetta del medico che certifichi l'urgenza del farmaco, e questo per via di una legge regionale (L. r. n. 85 del 1980). Ora, io la legge regionale 85/80 l'ho letta e riletta, ma l'obbligo di maggiorare il prezzo non l'ho trovato, ho trovato invece che 'All'esterno di ciascuna farmacia, in maniera e posizione ben visibile, DEVE RESTARE PERMANENTEMENTE ESPOSTO AL PUBBLICO UN CARTELLO INDICANTE IL TURNO DI SERVIZIO E L'ORARIO DI APERTURA E CHIUSURA GIORNALIERA DELL'ESERCIZIO CON L'INDICAZIONE ALTRESI' DELLA FARMACIA DI TURNO IN CONCOMITANZA CON LA CHIUSURA DELLA FARMACIA STESSA. ' (art. 11, comma 4). Non un numero verde, ma l'indicazione di una farmacia, perche' il malcapitato che ha bisogno di un farmaco potrebbe non avere un telefono con se', o magari non conoscere il numero dei quartieri o persino non conoscere l'italiano abbastanza bene da affrontare una telefonata. Ma, a parte questo, rimane il problema che non si capisce perche' il numero delle farmacie deve essere cosi' limitato. O meglio, si capisce benissimo. Qualche tempo fa mi trovavo a Parigi, e mi sono accorta che li c'e' una farmacia ogni seconda strada, e che di notte e' aperta piu' o meno una farmacia ogni quarta strada. Il servizio e' comodo e i prezzi sono notevolmente piu' bassi. Non e' forse il caso di ripensare la legge regionale n.85? e magari di ricontrattare con le rappresentanze sindacali dei farmacisti, che la legge regionale favorisce, un servizio piu' efficiente? Cordiali saluti.
Chiara, da Firenze
Chiara, da Firenze
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la notte scorsa ho dovuto cercare una farmacia aperta perche' la bronchite del mio compagno sembrava peggiorare. La prima farmacia, quella sotto casa era chiusa, ma la bacheca dove una volta venivano elencate le farmacie di turno riportava solo quelle aperte fino alle 23 e dopo quell'ora solo un numero verde. Chiamato il numero verde un irritante servizio di centralino automatico (quelli che chiedono di digitare 0 per confermare che si e' al telefono, 1 per il quartiere 1 etc) mi indica che la farmacia in via Gianpaolo Orsini e' di turno. Raggiunta quella farmacia la trovo chiusa, non rispondono neppure al telefono. Devo ritelefonare al numero verde, anzi, chiamare 4 volte, una volta per ogni quartiere perche' questa vota non mi fido, voglio l'elenco completo, ma il servizio e' automatico e non permette di farsi dare piu' di un'indicazione per telefonata. Scelgo la farmacia in via Calatafimi, che trovo aperta. Arrivato il mio turno e il momento di pagare, il farmacista mi comunica che c'e' un sovrapprezzo di 3.87 Euro se non si presenta una ricetta del medico che certifichi l'urgenza del farmaco, e questo per via di una legge regionale (L. r. n. 85 del 1980). Ora, io la legge regionale 85/80 l'ho letta e riletta, ma l'obbligo di maggiorare il prezzo non l'ho trovato, ho trovato invece che 'All'esterno di ciascuna farmacia, in maniera e posizione ben visibile, DEVE RESTARE PERMANENTEMENTE ESPOSTO AL PUBBLICO UN CARTELLO INDICANTE IL TURNO DI SERVIZIO E L'ORARIO DI APERTURA E CHIUSURA GIORNALIERA DELL'ESERCIZIO CON L'INDICAZIONE ALTRESI' DELLA FARMACIA DI TURNO IN CONCOMITANZA CON LA CHIUSURA DELLA FARMACIA STESSA. ' (art. 11, comma 4). Non un numero verde, ma l'indicazione di una farmacia, perche' il malcapitato che ha bisogno di un farmaco potrebbe non avere un telefono con se', o magari non conoscere il numero dei quartieri o persino non conoscere l'italiano abbastanza bene da affrontare una telefonata. Ma, a parte questo, rimane il problema che non si capisce perche' il numero delle farmacie deve essere cosi' limitato. O meglio, si capisce benissimo. Qualche tempo fa mi trovavo a Parigi, e mi sono accorta che li c'e' una farmacia ogni seconda strada, e che di notte e' aperta piu' o meno una farmacia ogni quarta strada. Il servizio e' comodo e i prezzi sono notevolmente piu' bassi. Non e' forse il caso di ripensare la legge regionale n.85? e magari di ricontrattare con le rappresentanze sindacali dei farmacisti, che la legge regionale favorisce, un servizio piu' efficiente? Cordiali saluti.
Chiara, da Firenze
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