Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
27 dicembre 2000
Da quando ho acquistato la mia Renault Clio, nel 1994, l'ho sempre portata in officine autorizzate Renault per eseguire le operazioni di manutenzione programmata (i cosiddetti "tagliandi") con le periodicita’ previste, non intendendomi io in alcun modo di meccanica e credendo che questo fosse sufficiente per mettermi al riparo da sorprese sgradite.
Alcuni giorni fa l'auto si e’ fermata in corsa a causa della rottura della cinghia di distribuzione.
Cosi’ come ho potuto verificare dalle ricevute delle operazioni di manutenzione effettuate, che conservo, la sostituzione della cinghia, prevista al raggiungimento dei 120.000 km, non e’ stata a suo tempo effettuata (l'auto ha oggi circa 136.000 km e il "tagliando" dei 120.000 risale al 25/11/1999).
La riparazione, eseguita presso la stessa officina della concessionaria Renault che si era occupata del tagliando dei 120.000 km, e’ costata quasi 1.800.000 lire.
Ho pagato senza avanzare alcuna contestazione perche’ volevo verificare la documentazione a mie mani.
Pur essendo disposto a tenere a mio carico il costo relativo alla sostituzione della cinghia (operazione che comunque andava fatta), avrei intenzione di chiedere alla concessionaria il rimborso del costo eccedente, dovuto ai guasti causati dalla rottura in corsa della cinghia stessa.
Non sono evidentemente in grado di provare l'inadempimento contrattuale della concessionaria, se non esibendo il libretto delle operazioni di manutenzione programmata, in cui, ai chilometraggi stabiliti, viene riportato l'elenco delle sostituzioni e verifiche necessarie (e ai 120.000 e’ chiaramente indicata la "sostituzione. cinghia distribuzione"), con il timbro e la firma del manutentore di volta in volta intervenuto (e quindi, in questo caso, della concessionaria in parola), e, eventualmente, la ricevuta da cui si evince che la cinghia non e’ stata sostituita.
Puo’ essere sufficiente per conferire maggiore forza alla mia richiesta?
Alcuni giorni fa l'auto si e’ fermata in corsa a causa della rottura della cinghia di distribuzione.
Cosi’ come ho potuto verificare dalle ricevute delle operazioni di manutenzione effettuate, che conservo, la sostituzione della cinghia, prevista al raggiungimento dei 120.000 km, non e’ stata a suo tempo effettuata (l'auto ha oggi circa 136.000 km e il "tagliando" dei 120.000 risale al 25/11/1999).
La riparazione, eseguita presso la stessa officina della concessionaria Renault che si era occupata del tagliando dei 120.000 km, e’ costata quasi 1.800.000 lire.
Ho pagato senza avanzare alcuna contestazione perche’ volevo verificare la documentazione a mie mani.
Pur essendo disposto a tenere a mio carico il costo relativo alla sostituzione della cinghia (operazione che comunque andava fatta), avrei intenzione di chiedere alla concessionaria il rimborso del costo eccedente, dovuto ai guasti causati dalla rottura in corsa della cinghia stessa.
Non sono evidentemente in grado di provare l'inadempimento contrattuale della concessionaria, se non esibendo il libretto delle operazioni di manutenzione programmata, in cui, ai chilometraggi stabiliti, viene riportato l'elenco delle sostituzioni e verifiche necessarie (e ai 120.000 e’ chiaramente indicata la "sostituzione. cinghia distribuzione"), con il timbro e la firma del manutentore di volta in volta intervenuto (e quindi, in questo caso, della concessionaria in parola), e, eventualmente, la ricevuta da cui si evince che la cinghia non e’ stata sostituita.
Puo’ essere sufficiente per conferire maggiore forza alla mia richiesta?
Risposta ADUC
Se il timbro risulta essere stato messo sotto le operazioni fatte e non sotto quelle consigliate, puo' tentare (dimostrando come tale intervento non sia avvenuto), anche se non depone a suo favore l'aver accettato l'intervento (indicato in fattura) senza la sostituzione della cinghia.
Puo' dunque tentare una contestazione tramite raccomandata A/R, dettandogli un termine entro cui comunicarle l'accettazione della proposta, specificando che in caso contrario gli fara' causa (con una conciliazione in Camera di Commercio o dal giudice di pace).
Puo' dunque tentare una contestazione tramite raccomandata A/R, dettandogli un termine entro cui comunicarle l'accettazione della proposta, specificando che in caso contrario gli fara' causa (con una conciliazione in Camera di Commercio o dal giudice di pace).
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