Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
25 luglio 2005
Sabato pomeriggio 9/4/2005 mia figlia minorenne e' stata costretta a rifornire di benzina il proprio scooter presso un distributore automatico (in assenza del gestore in quanto chiuso per turno) introducendo l'unica banconota che aveva, di euro 50. Per imprecisati motivi, l'impianto ha erogato solo euro 2,70 di benzina e mia figlia, dopo aver riposto la pistola erogatrice, e' rimasta in attesa davanti all'impianto per capire cos'era successo e per ritirare lo scontrino attestante il credito di euro 47,30, ma inutilmente. Il lunedi' successivo ci siamo recati presso il distributore ed il gestore, controllando i dati dell'impianto automatico, ha confermato quanto da noi dichiarato, ma ha escluso categoricamente che il distributore non abbia stampato e rilasciato lo scontrino attestante il credito, che dai suoi dati risulta emesso con una precisa numerazione, nel giorno e ora da noi dichiarati. Il gestore asserisce che e' tenuto a rifondere il credito solo al portatore dello scontrino. Ma non essendo stato emesso lo scontrino il benzinaio avra' un indebito arricchimento ai nostri danni. Egli, recentemente contattato, dopo piu' di 3 mesi dal fatto, ha confermato che nessuno si e' ancora presentato con lo scontrino. Preciso che il giorno 11 aprile 2005 ho subito inviato al gestore dell'impianto una raccomandata a.r. con la quale ho esposto i fatti accaduti, chiedendo la sollecita refusione del nostro credito, sinora rimasta senza risposta. Vorrei gentilmente avere da Voi dei consigli su come tutelare i nostri diritti, anche se il danno subito e' di modesta entita'. Cordiali saluti.
Paolo, da Fano
Paolo, da Fano
Risposta ADUC
Il gestore, tutto sommato, non ha torto visto che non c'e' dimostrazione (tranne la testimonianza di sua figlia) della non-emissione dello scontrino, e se la richiesta di rimborso con presentazione dello scontrino stesso, avesse una scadenza, sarebbe libero di venirvi incontro dopo questa scadenza. Se vuole accelerare i tempi, le consigliamo una raccomandata A/R di messa in mora, in cui, facendo riferimento anche alla raccomandata precedente, riepiloga la situazione allo stato dei fatti (i tre mesi, etc.), e chiede che entro 15 giorni le sia rimborsato il dovuto, altrimenti si rechera' in giudizio. Veda un po' la reazione e, nel caso, si rechi da un giudice di pace, che potrebbe imporre al gestore la restituzione, garantendogli pero' la copertura da qualunque ipotetica rivalsa di un altrettanto ipotetico altro possessore dello scontrino.
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