Cara ADUC
Contratti ADSL Telecom
Domanda
17 marzo 2008
Cara Aduc,
Nel mese di Novembre 2006 ho traslocato da Napoli a Caserta. In tale occasione, ho chiesto il trasloco della mia linea telefonica 081 e, essendo titolare di abbonamento ADSL TIN.IT, mi sono ripromesso di chiedere anche il trasloco della connessione ADSL. In data 28/11/2006 un tecnico Telecom si è presentato presso la mia abitazione di Caserta per il collaudo della nuova linea telefonica 0823, e mi ha offerto contestualmente un abbonamento Alice 20 Mega. Io gli ho fatto presente che ero già titolare di abbonamento TIN.IT, ma costui mi ha garantito che la stipula del nuovo abbonamento Alice causava la disdetta automatica ed immediata del precedente abbonamento, senza costi aggiuntivi ne' penali. Nei mesi successivi ho notato che continuavo a pagare fatture per la vecchia connessione ADSL relativa alla mia precedente linea telefonica, ormai inesistente. Ho allora contattato il 187, e un operatore mi ha comunicato che si trattava di un normale ritardo amministrativo. Purtroppo però, consultando il mio estratto conto, ho avuto modo di constatare che gli addebiti continuavano, e mi sono di nuovo rivolto al 187. Questa volta mi è stato riferito che le offerte Alice e TIN.IT farebbero capo a due società diverse del gruppo Telecom, e che io prima di stipulare il contratto Alice avrei dovuto chiedere disdetta del contratto TIN.IT e, se necessario, attendere la scadenza di tale contratto. Questo in totale contraddizione con quanto mi era stato assicurato dal tecnico Telecom con il quale ho stipulato il contratto Alice, nonché dagli stessi operatori del call-center 187 nel corso delle mie precedenti chiamate. Ho allora inviato a TIN.IT, in data 26/02/2007, una lettera raccomandata A.R. nella quale chiedevo, fornendo una descrizione dettagliata di quanto accaduto, la disdetta anticipata del contratto e il rimborso di quanto pagato dal 30/11/2006, data a partire dalla quale, essendo la mia vecchia linea telefonica 081 non più operativa e quindi ogni servizio ad essa collegata inutilizzabile, decadevano i termini del contratto. Ma sono riuscito solo ad ottenere la disdetta del contratto alla sua "naturale" scadenza del 28/09/2007, e fino a questa data avrei dovuto continuare a pagare per un servizio che non poteva essermi fornito in alcun modo. Alle mie successive proteste ho ricevuto solo risposte telegrafiche nelle quali mi veniva comunicato che i contratti TIN.IT hanno validità annuale, condizione-capestro senza nessuna possibilità di appello.
Ho allora interrotto i pagamenti, ed ho cominciato a ricevere solleciti di cui l'ultimo a nome di una società di recupero crediti che minaccia di ricorrere a vie legali. E questo per poche centinaia di Euro, e tenendo conto che io sono ancora utente Telecom-Alice e che rischiano così di perdere un cliente. C'è qualcosa che si può fare?
Vi ringrazio per l'attenzione e Vi saluto cordialmente
Fiorenzo, da Caserta (CE)
Nel mese di Novembre 2006 ho traslocato da Napoli a Caserta. In tale occasione, ho chiesto il trasloco della mia linea telefonica 081 e, essendo titolare di abbonamento ADSL TIN.IT, mi sono ripromesso di chiedere anche il trasloco della connessione ADSL. In data 28/11/2006 un tecnico Telecom si è presentato presso la mia abitazione di Caserta per il collaudo della nuova linea telefonica 0823, e mi ha offerto contestualmente un abbonamento Alice 20 Mega. Io gli ho fatto presente che ero già titolare di abbonamento TIN.IT, ma costui mi ha garantito che la stipula del nuovo abbonamento Alice causava la disdetta automatica ed immediata del precedente abbonamento, senza costi aggiuntivi ne' penali. Nei mesi successivi ho notato che continuavo a pagare fatture per la vecchia connessione ADSL relativa alla mia precedente linea telefonica, ormai inesistente. Ho allora contattato il 187, e un operatore mi ha comunicato che si trattava di un normale ritardo amministrativo. Purtroppo però, consultando il mio estratto conto, ho avuto modo di constatare che gli addebiti continuavano, e mi sono di nuovo rivolto al 187. Questa volta mi è stato riferito che le offerte Alice e TIN.IT farebbero capo a due società diverse del gruppo Telecom, e che io prima di stipulare il contratto Alice avrei dovuto chiedere disdetta del contratto TIN.IT e, se necessario, attendere la scadenza di tale contratto. Questo in totale contraddizione con quanto mi era stato assicurato dal tecnico Telecom con il quale ho stipulato il contratto Alice, nonché dagli stessi operatori del call-center 187 nel corso delle mie precedenti chiamate. Ho allora inviato a TIN.IT, in data 26/02/2007, una lettera raccomandata A.R. nella quale chiedevo, fornendo una descrizione dettagliata di quanto accaduto, la disdetta anticipata del contratto e il rimborso di quanto pagato dal 30/11/2006, data a partire dalla quale, essendo la mia vecchia linea telefonica 081 non più operativa e quindi ogni servizio ad essa collegata inutilizzabile, decadevano i termini del contratto. Ma sono riuscito solo ad ottenere la disdetta del contratto alla sua "naturale" scadenza del 28/09/2007, e fino a questa data avrei dovuto continuare a pagare per un servizio che non poteva essermi fornito in alcun modo. Alle mie successive proteste ho ricevuto solo risposte telegrafiche nelle quali mi veniva comunicato che i contratti TIN.IT hanno validità annuale, condizione-capestro senza nessuna possibilità di appello.
Ho allora interrotto i pagamenti, ed ho cominciato a ricevere solleciti di cui l'ultimo a nome di una società di recupero crediti che minaccia di ricorrere a vie legali. E questo per poche centinaia di Euro, e tenendo conto che io sono ancora utente Telecom-Alice e che rischiano così di perdere un cliente. C'è qualcosa che si può fare?
Vi ringrazio per l'attenzione e Vi saluto cordialmente
Fiorenzo, da Caserta (CE)
Risposta ADUC
la sua disdetta, inviata a mezzo raccomandata AR e', per legge, efficace decorsi trenta giorni, al di la' di quanto possa sostenere Tin.it. La legge Bersani ha abolito le penali, ma permette ai gestori di addebitare i costi di disattivazione, sempre che 1) siano previsti nel contratto e che 2) siano giustificati al centesimo. Nel primo caso, ignorare la richiesta o rispondere con una lettera raccomandata A/R di diffida: clicca qui. Nel secondo caso, contestare la richiesta (o chiederne puntuale giustificazione) tramite lettera di messa in mora al gestore: clicca qui. In ogni caso, immediatamente segnalare la questione al Garante nelle comunicazioni: clicca qui
Visto l'inadempimento del nuovo gestore, le consigliamo di rivalersi su quest'ultimo per le somme da lei indebitamente pagate al primo, con una lettera raccomandata A/R di messa in mora: clicca qui. In caso di risposta negativa da parte del gestore alla messa in mora, si deve prima fare un tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Co.Re.Com della propria Regione: clicca qui (Nel caso in cui il Co.Re.Com non svolga questo servizio nella propria Regione, proporre il tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio o in alternativa verificare se il giudice di pace accetta la domanda di conciliazione). Se il tentativo di conciliazione fallisce, o non viene esperito entro 30gg dalla data della richiesta, citare il gestore in giudizio direttamente presso il giudice di pace (recarsi personalmente presso la cancelleria del giudice e redigere oralmente la citazione). In questa sede si potranno richiedere sia la liberazione immediata della linea, sia tutti i danni del caso (spese raccomandate e fax, rotture di scatole, etc.).
Visto l'inadempimento del nuovo gestore, le consigliamo di rivalersi su quest'ultimo per le somme da lei indebitamente pagate al primo, con una lettera raccomandata A/R di messa in mora: clicca qui. In caso di risposta negativa da parte del gestore alla messa in mora, si deve prima fare un tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Co.Re.Com della propria Regione: clicca qui (Nel caso in cui il Co.Re.Com non svolga questo servizio nella propria Regione, proporre il tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio o in alternativa verificare se il giudice di pace accetta la domanda di conciliazione). Se il tentativo di conciliazione fallisce, o non viene esperito entro 30gg dalla data della richiesta, citare il gestore in giudizio direttamente presso il giudice di pace (recarsi personalmente presso la cancelleria del giudice e redigere oralmente la citazione). In questa sede si potranno richiedere sia la liberazione immediata della linea, sia tutti i danni del caso (spese raccomandate e fax, rotture di scatole, etc.).
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