Cara ADUC
Compartecipazione retta RSA superiore al reddito: diritti e tutele del coniuge
Domanda
17 aprile 2026
Salve,
con la presente richiedo un vostro parere urgente in merito all'ingresso in RSA convenzionata di mio nonno, affetto da demenza grave e fortemente debilitato.
Ieri abbiamo ricevuto comunicazione dall'USL che determina per l'assistito una compartecipazione sociale di 47,00 €/die, a cui andrà sommata l'eventuale eccedenza rispetto al corrispettivo regionale di 53,50 €.
La spesa mensile prevista è di circa 1.600,00 € (incluse le eccedenze della reale quota delle RSA), a fronte di una situazione economica così composta:
Reddito assistito: 1.200,00 € mensili totali (Pensione + Accompagnamento).
ISEE Socio-Sanitario Residenziale: 11.643,00 €.
Situazione familiare: Coniuge convivente con pensione minima necessaria al proprio sostentamento. Non sono presenti amministratori di sostegno.
Incapienza del reddito: La quota richiesta eccede le entrate, azzerando la sua capacità di spesa personale e rendendo di fatto impossibile il pagamento della retta senza intaccare la pensione di mia nonna o i risparmi familiari.
Scadenza termini: Abbiamo solo 10 giorni per confermare la struttura, pena la perdita del voucher.
Tutela del coniuge: Nel caso i soldi del malato non fossero sufficienti, l'RSA oppure il comune potrebbero far rivalsa sulla pensione della coniuge, mettendola in crisi economica?
Chiedo vostro supporto immediato per comprendere meglio la situazione e capire come muovermi per ridurre la compartecipazione di mio nonno a una cifra più congrua alla sua reale situazione economica.
Vi ringrazio anticipatamente.
con la presente richiedo un vostro parere urgente in merito all'ingresso in RSA convenzionata di mio nonno, affetto da demenza grave e fortemente debilitato.
Ieri abbiamo ricevuto comunicazione dall'USL che determina per l'assistito una compartecipazione sociale di 47,00 €/die, a cui andrà sommata l'eventuale eccedenza rispetto al corrispettivo regionale di 53,50 €.
La spesa mensile prevista è di circa 1.600,00 € (incluse le eccedenze della reale quota delle RSA), a fronte di una situazione economica così composta:
Reddito assistito: 1.200,00 € mensili totali (Pensione + Accompagnamento).
ISEE Socio-Sanitario Residenziale: 11.643,00 €.
Situazione familiare: Coniuge convivente con pensione minima necessaria al proprio sostentamento. Non sono presenti amministratori di sostegno.
Incapienza del reddito: La quota richiesta eccede le entrate, azzerando la sua capacità di spesa personale e rendendo di fatto impossibile il pagamento della retta senza intaccare la pensione di mia nonna o i risparmi familiari.
Scadenza termini: Abbiamo solo 10 giorni per confermare la struttura, pena la perdita del voucher.
Tutela del coniuge: Nel caso i soldi del malato non fossero sufficienti, l'RSA oppure il comune potrebbero far rivalsa sulla pensione della coniuge, mettendola in crisi economica?
Chiedo vostro supporto immediato per comprendere meglio la situazione e capire come muovermi per ridurre la compartecipazione di mio nonno a una cifra più congrua alla sua reale situazione economica.
Vi ringrazio anticipatamente.
Risposta ADUC
da quanti ci scrive e ci allega vediamo che la comunicazione riguarda esclusivamente l'inserimento in lista d'attesa (non l'immediata erogazione del servizio). La porzione di retta coperta è quella a carico del servizio sanitario regionale e non esclude l'eventuale compartecipazione del Comune di residenza. Il nostro suggerimento è quindi intanto di confermare la volontà di presenza in lista d'attesa (non la struttura, non c'è scritto), e quindi di attivarsi presso il Comune per verificare la possibilità di loro compartecipazione per quanto attiene la quota sociale.
Consideri che - sebbene non sia una consolazione - anche solo ottenere l'inserimento in lista d'attesa è particolarmente difficile.
Per rispondere alla sua successiva domanda, né la struttura né il Comune possono aggredire autonomamente la pensione del coniuge.
Ciò detto, e per una valutazione più approfondita della vicenda, le suggeriamo di rivolgersi ad un legale di sua fiducia per verificare la documentazione, anche in vista di una rivalutazione del PAP annuale.
Consideri che - sebbene non sia una consolazione - anche solo ottenere l'inserimento in lista d'attesa è particolarmente difficile.
Per rispondere alla sua successiva domanda, né la struttura né il Comune possono aggredire autonomamente la pensione del coniuge.
Ciò detto, e per una valutazione più approfondita della vicenda, le suggeriamo di rivolgersi ad un legale di sua fiducia per verificare la documentazione, anche in vista di una rivalutazione del PAP annuale.
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