Cara ADUC
Commenti sul caso Cirio e la riconferma di Sella presidente dell’ABI
Domanda
27 maggio 2004
Complimenti al dott. Sella per la sua riconferma a presidente dell'ABI! Probabilmente le scelte da lui effettuate nella gestione del caso Cirio avrebbero meritato ben altro esito ma, evidentemente, il convento non ha niente di meglio da passare.
I 35000 risparmiatori gettati nell'angoscia sono pur sempre clienti e quindi un patrimonio delle banche; inoltre tutelare gli interessi delle associate non significa difendere a spada tratta il loro operato addossando le 'eventuali piccole responsabilita' sulle spalle dei singoli dipendenti. A mio avviso gli errori vanno corretti cercando di minimizzare i danni e, se la miopia non avesse predominato nella gestione del caso nominato, si sarebbe evitato che le banche avessero agito in ordine sparso con effetti che tutti conosciamo: Capitalia che offre un rimborso uguale per tutti, Unicredito e Banca Intesa che hanno invitato i clienti a sottoporre il loro caso che poi sara' valutato anche tenendo conto della sua professione, S. Paolo che, dopo la pubblicita' fattasi a 'Porta a porta', ha fatto calare sulla vicenda un tenebroso silenzio ecc. La scelta meno dolorosa, invece, sarebbe stata il lancio di un'OPA sulle obbligazioni circolanti. A fronte della differenza tra l'esborso e cio' che si sarebbe incassato dalla procedura concorsuale si ottenevano i seguenti benefici: i risparmiatori-clienti e l'opinione pubblica avrebbero valutato positivamente tale comportamento e sarebbe stato salvaguardato il rapporto di fiducia indispensabile tra banche e clienti; si sarebbero evitati, con le relative conseguenze materiali e morali, i tavoli di conciliazione nonche' i processi civili e penali i cui esiti non potranno che essere di condanna per banche e banchieri; non avrebbe avuto ragione di iniziare l'indagine Consob che, secondo indiscrezioni apparse sulla stampa, starebbe notificando ben 400 lettere di contestazione circa presunte violazioni in relazione al caso Cirio; si sarebbero potuti affrontare diversamente i default successivi: Giacomelli. Potevano i risparmiatori sostenere di aver accettato un rendimento quasi doppio rispetto al BTP senza nessuna contropartita in termini di rischio (le Cirio Del Monte 2001-06 offrivano solo l'1, 88% in piu' del BTP); Parmalat. Le responsabilita' non erano certo solo delle banche; i bilanci evidenziavano una situazione abbastanza tranquilla, si registravano buoni utili, si pagavano i dividendi ai soci ecc.
Gradito un suo commento. Cordiali saluti.
Giovanni
I 35000 risparmiatori gettati nell'angoscia sono pur sempre clienti e quindi un patrimonio delle banche; inoltre tutelare gli interessi delle associate non significa difendere a spada tratta il loro operato addossando le 'eventuali piccole responsabilita' sulle spalle dei singoli dipendenti. A mio avviso gli errori vanno corretti cercando di minimizzare i danni e, se la miopia non avesse predominato nella gestione del caso nominato, si sarebbe evitato che le banche avessero agito in ordine sparso con effetti che tutti conosciamo: Capitalia che offre un rimborso uguale per tutti, Unicredito e Banca Intesa che hanno invitato i clienti a sottoporre il loro caso che poi sara' valutato anche tenendo conto della sua professione, S. Paolo che, dopo la pubblicita' fattasi a 'Porta a porta', ha fatto calare sulla vicenda un tenebroso silenzio ecc. La scelta meno dolorosa, invece, sarebbe stata il lancio di un'OPA sulle obbligazioni circolanti. A fronte della differenza tra l'esborso e cio' che si sarebbe incassato dalla procedura concorsuale si ottenevano i seguenti benefici: i risparmiatori-clienti e l'opinione pubblica avrebbero valutato positivamente tale comportamento e sarebbe stato salvaguardato il rapporto di fiducia indispensabile tra banche e clienti; si sarebbero evitati, con le relative conseguenze materiali e morali, i tavoli di conciliazione nonche' i processi civili e penali i cui esiti non potranno che essere di condanna per banche e banchieri; non avrebbe avuto ragione di iniziare l'indagine Consob che, secondo indiscrezioni apparse sulla stampa, starebbe notificando ben 400 lettere di contestazione circa presunte violazioni in relazione al caso Cirio; si sarebbero potuti affrontare diversamente i default successivi: Giacomelli. Potevano i risparmiatori sostenere di aver accettato un rendimento quasi doppio rispetto al BTP senza nessuna contropartita in termini di rischio (le Cirio Del Monte 2001-06 offrivano solo l'1, 88% in piu' del BTP); Parmalat. Le responsabilita' non erano certo solo delle banche; i bilanci evidenziavano una situazione abbastanza tranquilla, si registravano buoni utili, si pagavano i dividendi ai soci ecc.
Gradito un suo commento. Cordiali saluti.
Giovanni
Risposta ADUC
condividiamo quasi integralmente i suoi commenti sulla vicenda Cirio. Il sistema bancario gode ancora di una fortissima protezione a tutti i livelli, dal momento che e' "necessario" praticamente a tutti i settori della societa' civile. Questo gli crea un senso di "onnipotenza" che spesso non gli permette di compiere le scelte piu' logiche ed efficaci anche per la sua stessa convenienza. Il caso Cirio e' un evidente dimostrazione di quanto detto.
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