Cara ADUC
agenzia immobiliare: compensi per mediazione saltata?
Domanda
9 marzo 2013
Ho un immobile in vendita. L'agenzia trova l'acquirente e concordiamo che prima di agosto non lo posso lasciare e che non posso dare le chiavi a chi acquista a marzo per fare dei lavori. Chiedo di mettere tutto per iscritto e non c'è modo di ottenerlo. Non riesco ad incontrarmi nemmeno con gli acquirenti per motivi vari, non dipendenti da me né da loro: vengo a conoscenza poi di appuntamenti dati a me ad un'ora e a loro due ore dopo, senza che nessuno dei due lo sapesse e saltati perchè io non ritenevo di aspettare gente che ritarda senza motivo. Firmo la proposta di acquisto, l'agenzia chiede di essere saldata, e pago, parte anche in nero, sempre senza, malgrado le mie pressanti richieste, riuscire a incontrare chi compra. Finalmente riesco a vederli ed emerge che loro devono, e hanno richiesto di metterlo per iscritto senza riuscirci, avere la mia casa entro maggio e che avrei assicurato che avere le chiavi a marzo non è un problema.
Da parte mia ciò è impossibile ed è evidente che la trattativa non può essere portata a termine. Loro, inoltre, avevano visto, con un'altra agenzia, un altro immobile che hanno poi lasciato perdere, mentre io, da parte mia avevo un altro acquirente, anche questo lasciato perdere visto che la compravendita sembrava essere andata in porto. Decidiamo, visto l'assoluta inconciliabilità delle legittime esigenze di entrambi, ignorate dall'agenzia, di recedere e mi impegno a restituire l'assegno di 20.000 €. In tutto questo, visto che la responsabilità è stata dell'agenzia, come riconosciuto sia da me che dall'acquirente, chiediamo di riavere il denaro loro dato ma niente. Sono convinti di avere agito correttamente, nonostante abbiano fatto di tutto per non farci incontrare e abbiano giocato con la nostra buona fede ed ignoranza, dato che entrambi abbiamo firmato senza che fossero messe per iscritto le nostre richieste. Ci era stato detto che lo avremmo fatto al compromesso, ma poi che questo non era necessario e che comunque ci eravamo capiti male. Insomma, scuse su scuse, ma nessuna intenzione di restituire quanto preso. Dall'incontro avuto insieme all'acquirente, inoltre, sono emerse cose assolutamente assurde, io avrei dato le chiavi di casa a marzo senza problemi quando ciò non è vero, che avrei lasciato casa entro giugno senza problemi e che se ve ne fossero stati il responsabile dell'agenzia avrebbe pagato un mese
di affitto all'acquirente e aiutato me con il trasloco! Ciò che chiedo è: è legittimo richiedere indietro quanto pagato compresa la parte da loro voluta in nero dato che la mediazione non è stata conclusa? E' possibile fare causa? Per la parte data in nero cosa si può fare? Un dato è certo: questa agenzia, parte di un franchising nazionale, ha agito in modo scorretto e subdolo, approfittando della buona fede e della non conoscenza delle normative. So che la legge non ammette ignoranza, ma sono delusa e mi trovo senza aver venduto casa e ad aver preso l'altro acquirente per causa loro. Grazie.
Maria Letizia, da Vetralla (VT)
Da parte mia ciò è impossibile ed è evidente che la trattativa non può essere portata a termine. Loro, inoltre, avevano visto, con un'altra agenzia, un altro immobile che hanno poi lasciato perdere, mentre io, da parte mia avevo un altro acquirente, anche questo lasciato perdere visto che la compravendita sembrava essere andata in porto. Decidiamo, visto l'assoluta inconciliabilità delle legittime esigenze di entrambi, ignorate dall'agenzia, di recedere e mi impegno a restituire l'assegno di 20.000 €. In tutto questo, visto che la responsabilità è stata dell'agenzia, come riconosciuto sia da me che dall'acquirente, chiediamo di riavere il denaro loro dato ma niente. Sono convinti di avere agito correttamente, nonostante abbiano fatto di tutto per non farci incontrare e abbiano giocato con la nostra buona fede ed ignoranza, dato che entrambi abbiamo firmato senza che fossero messe per iscritto le nostre richieste. Ci era stato detto che lo avremmo fatto al compromesso, ma poi che questo non era necessario e che comunque ci eravamo capiti male. Insomma, scuse su scuse, ma nessuna intenzione di restituire quanto preso. Dall'incontro avuto insieme all'acquirente, inoltre, sono emerse cose assolutamente assurde, io avrei dato le chiavi di casa a marzo senza problemi quando ciò non è vero, che avrei lasciato casa entro giugno senza problemi e che se ve ne fossero stati il responsabile dell'agenzia avrebbe pagato un mese
di affitto all'acquirente e aiutato me con il trasloco! Ciò che chiedo è: è legittimo richiedere indietro quanto pagato compresa la parte da loro voluta in nero dato che la mediazione non è stata conclusa? E' possibile fare causa? Per la parte data in nero cosa si può fare? Un dato è certo: questa agenzia, parte di un franchising nazionale, ha agito in modo scorretto e subdolo, approfittando della buona fede e della non conoscenza delle normative. So che la legge non ammette ignoranza, ma sono delusa e mi trovo senza aver venduto casa e ad aver preso l'altro acquirente per causa loro. Grazie.
Maria Letizia, da Vetralla (VT)
Risposta ADUC
se non esiste una preliminare scrittura contrattuale di mediazione nella quale verificare l'adempimento degli obblighi sottoscritti, lei potra' esigere comunque il rimborso di quanto (inusualmente) anticipato e il risarcimento dei danni causati a voi due contraenti, buoni e solidali testimoni della scorrettezza professionale, da denunciare per conoscenza anche all'azienda madre, all'associazione dei mediatori immobiliari e all'AGCM .
Prima di adire le vie legali, fatevi prima valere con una lettera raccomandata A/R di messa in mora:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php.
Prima di adire le vie legali, fatevi prima valere con una lettera raccomandata A/R di messa in mora:
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